Punti di vista da un altro pianeta

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mercoledì 8 giugno 2016

Real Mars Tour 2016 - LA SPEZIA e TORINO

Week-end intensissimo, quello che si profila, per il Real Mars Tour 2016. Venerdì 10 Giugno alle ore 18:30 sarò infatti a La Spezia presso la Libreria LIBeRI TUTTI a presentare Real Mars ai lettori spezzini in compagnia di Enrico De Somma. Il giorno successivo alle ore 17 sarò invece ospite del celebre Mu.Fant., il MuseoLab del Fantastico e della Fantascienza di Torino. A tale proposito, va detto che la giornata di Sabato 11 Giugno sarà particolarmente speciale perché vedrà l'inaugurazione della super mostra dedicata al 50° Anniversario della nascita di Star Trek, con un programma dunque che sarà particolarmente nutrito. Eccolo:

Ore 15:30: inaugurazione e presentazione della moastra: Star Trek 50 anni! con Silvia Casolari, Davide Monopoli e Stefanie Groener
Ore 16:00: Roddenberry e le origini di Star Trek. A cura di Stefanie Groener
Ore 16:30: Star Trek: l'esplorazione antropologica e l'evoluzione della prima direttiva. A cura di Francesca Zannella.
Ore 17:00: Sogni ed esplorazioni spaziali: Alessandro Vietti presenta il suo nuovo romanzo Real Mars. Interviene l'editore Giorgio Raffaelli. Modera Paolo Bertetti.
Ore 18:00: Il "dramma" delle maglie rosse! Proiezioni commentate a cura di Stefanie Groener.

Insomma, riassumendo:
Venerdì 10 giugno, ore 18:30, Libreria LIBeRI TUTTI, via N. Tommaseo 49 - La Spezia
Sabato 11 giugno, ore 17, Mu.Fant., Via Reiss Romoli 49 bis - Torino

Spero di vedere qualcuno di voi.

martedì 24 maggio 2016

Real Mars Tour 2016 - MILANO

Continua il Real Mars Tour 2016! Come anticipato, sabato prossimo la tappa ci porta a Milano. L'appuntamento è dunque per Sabato 28 Maggio, ore 18:00 presso la Libreria Open - Viale Monte Nero 6 - Milano (MM3 - fermata Porta Romana).

Ci sarò io, insieme con Giorgio Raffaelli e Marco Scarabelli di Zona 42 e insieme parleremo del libro, dei sogni (mai esistiti?) dell'esplorazione spaziale, di media, di scrittura, di quello che siamo noi oggi, di quello che speriamo di essere domani e di tutto quello che passerà per la testa a noi e a voi del pubblico. Nella tappa di Genova ci siamo divertiti tutti parecchio.

Se siete di Milano e dintorni, veniteci a trovare, che la libreria è bellissima e merita la visita e a me farà piacere incontrarvi.

Vi anticipo che le prossime tappe del Real Mars Tour 2016, saranno La Spezia, venerdì 10 giugno prossimo e Torino, domenica 12 giugno. Seguiranno ulteriori dettagli.

mercoledì 11 maggio 2016

Real Mars a Genova: buona la prima!

Nella splendida e suggestiva cornice del "Cavedio" della Libreria Bookowski in vico Valoria 40 a Genova, sabato scorso è andata in scena la prima tappa del Real Mars Tour 2016 davanti a una folta cornice di pubblico. Tutti i posti esauriti e molta gente anche in piedi. Entusiasmo, attenzione e partecipazione! Ecco qui qualche momento di un incontro straordinario:
Prossimo appuntamento a Milano, Libreria Open, sabato 28 maggio 2016 - ore 18.
Stay tuned!

lunedì 2 maggio 2016

Real Mars Tour 2016 - GENOVA

Ci siamo, si parte! A un paio di settimane dall'uscita di Real Mars, cominciamo finalmente il tour di presentazioni che ci porterà in giro per l'Italia nei prossimi mesi. La partenza è - doverosamente - da casa. L'appuntamento è dunque per Sabato 7 Maggio, ore 18:30 presso la Libreria Bookowski - Vico Valoria 40 - Genova.

A fare da padrone di casa ci sarò io, insieme con Giorgio Raffaelli di Zona 42 e insieme parleremo del libro, dei sogni (perduti?) dell'esplorazione spaziale, di media, di quello che siamo noi oggi e di quello che speriamo di essere domani.

Vi anticipo che la prossima tappa del Real Mars Tour 2016, sarà Milano, sabato 28 maggio prossimo. Seguiranno dettagli.

mercoledì 20 aprile 2016

Real Mars, ovvero se Il grande marziano diventa un libro

Cinema e letteratura ci hanno spesso raccontato come potrebbe essere la conquista di Marte da parte dell'uomo, ma nessuno ci ha mai detto come potrebbe essere realmente, ovvero a che cosa potremmo assistere, noi, se questo accadesse solo tra qualche anno. Se mai un giorno non troppo distante andremo davvero su Marte, è dunque probabile che la nostra esperienza non sarà molto diversa da quella raccontata in Real Mars: quattro astronauti in viaggio e miliardi di persone a guardarli e a commentare, a meravigliarsi e a disprezzare, e a modificare il palinsesto della propria vita in funzione di un programma TV che li seguirà in ogni momento della loro missione.

Prima ancora che il racconto della più grande impresa dell'umanità, Real Mars è così anche uno specchio feroce in cui ognuno di noi rivede se stesso nel proprio rapporto coi mezzi di comunicazione, nel proprio ruolo ormai ininterrotto e istintivo di spettatore, nella propria percezione di una realtà che nel racconto della cronaca diventa fiction, perdendo la possibilità di qualsiasi contatto umano.

Tra la cronaca dell'epica impresa e i riflessi del suo racconto su chi resta sulla Terra a guardare, Real Mars mostra con irriverenza quanta umanità abbiamo perduto abbracciando la comodità dell'emozione televisiva, ma ci rivela anche quanta umanità c'è ancora là fuori, anche se magari per trovarla bisogna percorrere qualche centinaio di milioni di chilometri e arrivare al termine dell'avventura più estrema ed emozionante della Storia dell'Uomo.

Da lunedì scorso "Il grande marziano" è anche un libro. Questo.

Real Mars, di Alessandro Vietti; 320 pagine; formati: cartaceo - 13,90€; ebook (Kindle, ePub) - 3,99€ - Edizioni Zona 42 (Modena)

giovedì 24 dicembre 2015

Tanti auguri, a modo mio

Cinica, irriverente, divertente, ma anche - per molti versi - autentica, perché capace di lasciarci nudi di fronte a molte delle ipocrisie che girano intorno alle festività di questi giorni. Vi lascio dunque con la hit del momento di Spazio Bianco, augurandovi che le cose vi vadano come voi volete. Dunque cercate innanzitutto di volere bene.

martedì 10 novembre 2015

Incontro ravvicinato col marziano

Venerdì 13 novembre prossimo, a partire dalle ore 21:00 a Genova, presso la sede dell'Associazione Ligure Astrofili Polaris, farò una chiacchierata parlando di letteratura fantascientifica, della sua storia, dei suoi mondi, dei suoi protagonisti. E anche per giocare con i suoi film (ci saranno dei premi)! L'ingresso è libero. Se siete in zona, venite e fatevi riconoscere!

Tutti i mondi della fantascienza: dalla A di Asimov alla... V di Vietti!
presso Associazione Ligure Astrofili Polaris, Salita Superiore della Noce 27 (cancello, parcheggio disponibile), 16131 Genova (vicino all'ingresso principale dell'Ospedale San Martino).

mercoledì 17 giugno 2015

Ritorno a Cyberworld

Chi è stato appassionato di fantascienza (letteraria) a cavallo tra gli anni '70 e i '90, non può non avere avuto un rapporto speciale, oserei dire quasi mitologico, oltre che con Urania Mondadori, anche con la Casa Editrice Nord, per oltre un quarto di secolo un punto di riferimento fondamentale per la science fiction in Italia. Dalla Casa Editrice Nord sono infatti usciti quasi tutti i più grandi capolavori classici della fantascienza, dal ciclo di Dune di Frank Herbert a Neuromante di William Gibson, da La svastica sul sole di Philip K. Dick a I reietti dell'altro pianeta di Ursula K. Le Guin, solo per citare alcuni tra i più famosi. Insomma, con le sue collane Cosmo Oro e Argento, la Nord ha segnato indelebilmente l'immaginario letterario fantascientifico italiano e quando nel 1990 venne bandita la prima edizione del Premio Cosmo, la casa editrice aprì ufficialmente i battenti alla possibilità di fare parte di quell'immaginario.

Con il Premio Cosmo, in realtà la Nord non faceva che seguire le orme di Mondadori che solo l'anno precedente aveva introdotto il Premio Urania, premio ormai affermato e consolidato che dura ormai da oltre 25 anni e che nel corso del tempo ha visto la scoperta di autori di rilievo come Valerio Evangelisti. La Nord però si propose di bandire questo suo premio per la pubblicazione del miglior romanzo di fantascienza italiano solo per cinque edizioni. Non ne conosco il motivo, forse perché l'editore non pensava di poter sostenere a lungo lo sforzo – di certo non trascurabile – di gestire la valutazione di molti elaborati ogni anno. Fatto sta che, avendo già sviluppato da un po' di tempo il bernoccolo della scrittura, mi proposi di partecipare. A volte basta poco per far scattare certi interruttori che non lo sai ancora, ma in qualche modo finiscono per cambiarti per sempre. Il punto era che, in quegli anni, parliamo dei primi anni '90, ero invischiato nelle paludi universitarie, nelle sabbie mobili di esami e lezioni. Difficile dunque dedicare anima e corpo alla stesura di un romanzo. Successe così che le varie edizioni si susseguirono fino all'ultima, senza alcuna possibilità di partecipazione.

In occasione di quella del 1995, però, la congiuntura sembrò essere finalmente favorevole. Una laurea conseguita a inizio marzo poteva consentire nei tre mesi successivi, con una stesura forsennata agevolata da una probabile disoccupazione (!), di raggiungere in tempo la scadenza per la presentazione dell'elaborato entro e non oltre il 30 giugno. Sostenuto nei mesi precedenti anche da un'intensa attività di lettura di numerosi saggi sulla realtà virtuale che sarebbe venuta, e che sarebbero stati propedeutici alla stesura, riuscii nel mio proposito proprio in zona Cesarini (spedii il manoscritto proprio l'ultimo giorno), benché l'ultimo mese fui occupato in una borsa di studio e quindi dovetti barcamenarmi tra il primo approccio al mondo del lavoro e le visioni cyber che mi passavano per la testa come folate di vento psichedelico. Insomma, alla fine la imbroccai e nel marzo 1996 ricevetti l'"espresso" dalla Casa Editrice Nord (lettera che custodisco gelosamente) in cui il leggendario Gianfranco Viviani, di suo pugno, mi annunciava la vittoria e, dunque, la pubblicazione nella collana Cosmo Argento, alla quale, un paio d'anni dopo, seguì anche un'edizione nella collana Tascabili.

Oggi, a 20 anni esatti dalla sua stesura e a 19 dalla sua pubblicazione, esce questa nuova edizione in e-book per i tipi di Delos Digital (copertina in alto), dedicata proprio a quel Gianfranco, fabbricante di universi, mancato il 29 agosto 2014, senza il quale questo libro non solo probabilmente non sarebbe mai stato pubblicato, ma forse non sarebbe neanche mai esistito. Chissà, senza questo libro, forse nemmeno questo blog esisterebbe. Si tratta di un'edizione, questa, leggermente revisionata, lucidata per bene, ma non stravolta. Il testo, insomma, è lo stesso dell'edizione originale, emendato solo qua e là da poche sviste, inesattezze e difficoltà di comprensione che all'epoca erano sfuggite. Benché sia rimasta forse qualche ingenuità e qualche peccato (letterario) di gioventù, ho ritenuto imprescindibile che il testo rimanesse fedele all'originale, non solo perché è comunque lo specchio di quel momento della vita e dell'evoluzione dell'autore, ma anche in considerazione del fatto che il romanzo trova la sua cifra e molto della sua ragione d'essere anche nel fatto che uscì proprio nel momento in cui Internet stava nascendo (Netscape Navigator è del 1994 e il primo Internet Explorer è del 1995) e quindi propone una visione precisa di quello che - all'epoca - si poteva pensare sarebbe stata la rete di lì a qualche decennio. L'edizione, va detto, è impreziosita da una bellissima introduzione di Giovanni De Matteo (quello di Sezione Ï€² e Corpi Spenti, per intenderci) e una (doverosa) postfazione del sottoscritto con la quale ho voluto voltarmi indietro a riguardare il romanzo vent'anni dopo.

Per ulteriori info, vi rimando anche qui.

L'e-book è disponibile a 3,99€ sia in formato epub, che in formato Kindle, anche direttamente sul Delos Store o su Itunes.

mercoledì 11 marzo 2015

Il grande marziano incontra Nicola Pezzoli

Se volete venire a trovarci, sabato prossimo 14 marzo alle ore 18, Nicola Pezzoli e il sottoscritto saremo presso la Libreria Falso Demetrio a Genova, Via San Bernardo 67r, a parlare di libri, scrittura e altre svariate amenità.

lunedì 24 dicembre 2012

Il senso degli auguri

Per favore, vi supplico, lasciatemi perdere il Buon Natale, che il Natale non ha nessun senso, e ho il dubbio che ne abbia mai avuto uno. E comunque ce l’ha per chi crede alla faccenda della mangiatoia e a tutto quanto il resto, o – almeno – fa finta, illudendosi così di ingraziarsi i favori del Cielo con una semplice e facile (e gratuita) ipocrisia di periodo annuale. Gli altri sono solo una volgare setta di adoratori di ravioli, di lasagne, di brasato, di tacchino in gelatina, panettoni e frutta secca assortita.

Se dunque proprio dobbiamo farci degli auguri, allora facciamoceli di buone feste (giusto perché il periodo è tale per cui le cose spiacevoli possono assumere contorni maggiormente affilati), ma – meglio ancora – di Buon Anno, che benché non serva a un’emerita mazza, almeno ci consola e rinfocola un poco le nostre speranze per il futuro, che la speranza per il futuro è il motore del nostro agire e (solo) il nostro agire fa’ sì che le nostre speranze provino in qualche modo a tramutarsi in realtà, che poi non è altro che il paradigma intorno al quale ruota tutto il nostro (provare a) vivere.

Ed è questo quello che auguro a tutti voi.

lunedì 19 novembre 2012

Incontri Ravvicinati di un Certo Tipo

Tutti conoscono quelli del Terzo (Tipo). In realtà la classificazione degli incontri con extraterrestri si spinge fino al Settimo. In questo caso, però, direi che potremmo fermarci al Quinto, ovvero "incontri bilaterali posti in essere tramite iniziative umane coscienti, volontarie ed attive, o tramite la comunicazione cooperativa con intelligenze extraterrestri".

Mi riferisco infatti all'incontro-presentazione del libro Quattro Soli a Motore, nuovo bellissimo romanzo di Nicola "Zio Scriba" Pezzoli (Neo Edizioni), in programma per il prossimo venerdì 23 novembre alle ore 18:00 a Genova, presso la Libreria BooksIn, Vico del Fieno 40R (a pochi passi da Piazza De Ferrari, piazza principale della città), durante il quale io stesso calerò per fare da moderatore e parlare con lui, del romanzo, di scrittura, di letteratura e di tutto quello che ci passerà per la testa. In un colpo solo vi beccherete così l'impareggiabile Nicola "Zio Scriba" Pezzoli e l'umile sottoscritto in carne-e-ossa (e antenne).

In aggiunta, volendo, potrete partecipare alla cena a seguire (massimo una ventina di partecipanti, ma c'è ancora posto). Basta che vi prenotiate mandandomi una mail all'indirizzo:

ilgrandemarziano(at)gmail.com.

Se siete in zona non potete mancare!

sabato 3 novembre 2012

Appuntamento con un alieno, anzi con due

Tra poco meno di tre settimane, Il grande marziano farà la sua prima apparizione pubblica (annunciata) sulla Terra in occasione di un evento del tutto eccezionale. Non si tratterà di un workshop di cerchi nel grano, né di un seminario di rapimenti notturni, né di un flash mob ufologico. Sarà invece molto più interessante come un Incontro Ravvicinato del Quarto Tipo.

Venerdì 23 novembre 2012, alle ore 18, presso la Libreria BooksIn di Vico del Fieno 40R a Genova, avrò infatti l'onore di presentare Quattro soli a motore, il nuovo romanzo di Nicola "Zio Scriba" Pezzoli, il quale sarà - ovviamente - presente, insieme con l'editore (Neo Edizioni), per parlare del romanzo, di scrittura, di letteratura, di blog e di tutto quello che ci passerà per la mente.

La serata poi continuerà al ristorante. Chi vuole partecipare è pregato però di avvertirmi della sua presenza per la prenotazione entro il 20 novembre prossimo, mandandomi una mail a: ilgrandemarziano(at)gmail.com.

Insomma, quando li trovate Zio Scriba e Il grande marziano di nuovo insieme in un colpo solo? Se avete la fortuna di essere nei paraggi, non potete mancare a una serata così.

Vi aspettiamo.

venerdì 28 settembre 2012

Un'inaspettata esperienza antropologico-sessual-cinematografica

Tutto inizia quando mi ritrovo per le mani, quasi per caso, due biglietti omaggio per andare a vedere Magic Mike, il film di Steven Soderbergh sul mondo dello spogliarello maschile. Ammetto che, benché apprezzi abbastanza Soderbergh, non era nelle mie priorità andare a vedere questo film, ma già che ci sono due biglietti, perché rinunciarvi? Dunque l'altro ieri andiamo, io e la mia marzianina del cuore, senza ovviamente poter prevedere che sarebbe stata un'esperienza unica, oltremodo surreale e proprio per questi stessi motivi (per certi versi) imperdibile!

Per chi non sapesse un accidente di questo film, la storia è presto detta [un po' di spoiler da qui in avanti]. A Tampa c'è questo locale di spogliarellisti gestito da Dallas, un Matthew McConaughey ormai non più di primo pelo (e invero anche un bel po' viscidino, ancorché dal fisicaccio ostentato), che ha al soldo un gruppo di ragazzi belli e capaci che arrotondano gli stipendi delle loro fatiche diurne ballando e spogliandosi di notte per branchi di ragazze assatanate. Tra costoro, Mike (Channing Tatum, quello la cui storia ha ispirato il film), il migliore, la star, l'amico e braccio destro di Dallas, quasi per caso un giorno porta allo spettacolo Adam, un suo giovanissimo collega del cantiere, il quale per una necessità improvvisa, viene spinto sul palco e malgrado la timidezza e i calzini (o forse proprio per questo) è subito successone.

Attraverso una sapiente (e bellissima) fotografia slavata e consumata degli esterni soprattutto, ma anche di tutto ciò che non è lo spettacolo, e invece vivace e satura di colori negli interni del club, Soderbergh ci racconta così le meschinità e le vacuità di un mondo, quello dello strip maschile, per taluni aspetti non molto dissimile da quello femminile, dove l'arte di arrangiarsi viene supportata da un mucchio di soldi facili, donne da scopare a go-go e un bel po' di divertimento, ma che alla lunga lascia con uno sbiadito pugno di mosche. Tuttavia cosa potrebbe volere di più un ragazzo di 19 anni come Adam? Inutile dire che la sua scelta di buttarsi a capofitto in questa vita non porterà solo rose e fiori e se da un lato, nonostante il dolore e gli errori, il giovane Adam prenderà il posto di braccio destro nel cuore di Dallas, dall'altro Mike deciderà di lasciare perdere tutto e di ricominciare daccapo in un qualunque altro modo, purché più autentico, capace di dargli almeno la soddisfazione di costruire qualcosa, anche soltanto un mobile. [fine degli spoiler]

Naturalmente gli appassionati di cinema avrebbero dovuto intuire che da uno come Soderbergh era difficile aspettarsi una commediola leggera che esaltasse chiappe e pacchi patinati solo per il gusto di farlo. Difatti il tono del film, soprattutto proprio nelle sequenze di strip maschile, finisce per sconfinare dentro il trash quel tanto che basta per spostare la narrazione da una cronaca piccante e voyeuristica buona per strizzare l’occhio al pubblico femminile, a una vera e propria satira, che graffia con stile per denunciare la miseria di quel piccolo spaccato di mondo illusorio e arido, al quale non sono immuni né gli artefici depilati in perizoma, né le consumatrici pronte a farsi spupazzare sul palco in maniera assai più che soft.

Ora il punto è (e qui veniamo all'esperienza unica e surreale di cui dicevo all'inizio) che a mano a mano che entrava gente in sala, nell'attesa che iniziasse il film, mi sono reso conto che stavano prendendo posto sempre e solo gruppi di ragazze. E così è stato fino allo spegnimento delle luci per cui, alla fine, tra la settantina di posti occupati, mi sono ritrovato a essere l'unico maschio (giuro, l'unico) in mezzo a una nutrita platea di sole donne, evidentemente attratte dalla promessa degli addominali scultorei di McConaughey e soci, con chiappe al vento, pacchi gonfi, movimenti pelvici e tutto quanto il campionario in bella mostra (no, per dire, cazzi non se ne vedevano, per lo meno non in maniera esplicita - e chi ha visto il film sa a cosa alludo…), come in una specie di doppiamente squallido addio al nubilato trasmesso in video conferenza o una festa della donna fuori stagione.

Ebbene, quelle decine di ragazze, tutte piuttosto giovani, ma non adolescenti, nel loro essere in quel momento comunità monosessuale (raramente mi sono sentito così alieno!) hanno di fatto confermato di essere andate a vedere il film con lo stesso spirito delle ragazze che - dentro il film - facevano la file per vedere lo spettacolo degli stripper (molte di loro parlavano e si distraevano quando non c'erano scene di strip...). Dunque da soggetto che vede passivamente il film, le spettatrici sono diventate contemporaneamente oggetto della satira stessa della pellicola, in una sorta di inatteso rimbalzo metacinematografico, uno specchio nello specchio, dove il significato del film, la sua stessa ragione di essere, si è estesa alle spettatrici che lo guardavano e ne sono diventate in questo modo protagoniste, accrescendo così il significato dell'opera e dell'esperienza.

Ovviamente nessuna di loro si è accorta di niente.

martedì 25 settembre 2012

martedì 14 agosto 2012

martedì 24 luglio 2012

mercoledì 27 giugno 2012

Come sconfiggere la Crisi e vivere ricchi e felici (ovvero spremutizzare un succo)

Qualche giorno fa ero nella sala colazione di un grande albergo francese e ho avuto l'idea più geniale che potesse capitarmi. In genere non è mia abitudine essere presuntuoso, ma stavolta... Perché come sempre succede in questi casi a un certo punto mi sono trovato di fronte ai distributori dei succhi di frutta ("jus de pomme" [mela], "jus de pamplemousse" [pompelmo], "jus d'orange frais" [arancia fresca]) e, sebbene mi piacciano davvero molto tutti e tre, alla fine ho scelto il terzo, per ben due mattine consecutive, senza stare neanche troppo a pensarci su. E sapete perché? Semplice. Perché preferendo le spremute ai succhi, in quanto considerandole ovviamente più fresce e sane, e potendo vedere il liquido in trasparenza dentro il distributore, il cui aspetto è dunque determinante nella scelta, quello di arancia, con la parola - manipolatrice - "fresca", si vedeva che aveva i pezzettini in sospensione, avete presente?, proprio come nelle spremute, quindi ho pensato che fosse davvero più fresco e genuino, persino fatto al momento (senza tenere in debita considerazione che in francese spremuta d'arancia è orange pressée).

Così, mentre sgranocchiavo il mio pain-au-chocolat impastato a Quito, surgelato a Taiwan e scongelato a Lione, ho pensato che, come ci sono centinaia di società che diventano ricche vendendo agli alberghi i vari gadget che per lo più nessuno usa, ma con cui tutti si riempiono i trolley con somma goduria (saponette, doccia-shampoo in gel, ciabatte monouso, penne, cuffie da doccia, spugnette per la pulizia delle scarpe, ecc.), si potrebbe vendere agli hotel un prodotto che surroghi quei pezzettini fibrosi di agrume che si trovano in sospensione nelle spremute, da utilizzare come additivo ai succhi industriali di limone, arancio e pompelmo, per renderli davvero freschi! Facile no? Dunque dal punto di vista operativo, sono giunto alla conclusione che li si potrebbe fare di plastica atossica biodegradabile (che peraltro nel contempo potrebbero essere d'aiuto nella pulizia dell'intestino), oppure di soia opportunamente trattata e sminuzzata (che peraltro nel contempo potrebbero essere d'aiuto a regolarizzare le funzioni dell'intestino), magari con una bella aggiunta di vitamine assortite, in comodi barattoloni da cinque chilogrammi. L'importante è che siano totalmente anallergici, che non siano di derivazione animale, che siano kosher e siano gluten-free, milk-free, pork-free, alcohol-free, egg-free e fat-free (non possiamo mica permetterci di perdere il mercato di vegetariani, ebrei, musulmani, ipertesi, diabetici, celiaci, daltonici ecc. ecc.).

Così alla fine li ho (già) brevettati tutti e due, ragione per cui posso parlarvene. Il primo, quello in plastica atossica biodegradabile, è dunque decisamente il più a basso costo, per gli hotel che vogliono mantenere un modesto profilo dal punto di vista dei costi, senza però rinunciare alla qualità verso i loro clienti. L'altro è più orientato verso gli hotel di lusso (dalle **** in su, per intendersi) che vogliono vantare un approccio Eco & Bio e per questo non badano troppo a certe spese. Nel complesso ho già ordinativi per tre anni e in questi giorni sto avviando la produzione massiccia in un impianto in Bolivia, uno in Senegal e uno in Indonesia. Qualche minuto fa ho aperto le trattative con la Cina per un prodotto analogo a base di riso da far produrre alla Foxconn di Longhua. Le prime consegne avverranno tra meno di tre settimane. Il prodotto è già stato approvato ufficialmente anche da Pierre Dukan (e ha preteso solo un misero 2% di royalties).

domenica 29 aprile 2012

Invaders from Mars #2

E anche il Piemonte è andato!


Qui mi si vede al Quartier Generale, mentre controllo la posizione degli altri marziani sul territorio.


Qui sopra invece cerco un appostamento in bagno, ma con troppa poca discrezione. Sono stato beccato!

Queste infatti sono le foto del marzianino che Minerva, la fortunata vincitrice del Concorso Vinci un Marziano di un paio di mesi fa (e dunque del marzianino in questione, realizzato da Knitting Bear), mi ha mandato, scattate in zona Torino. In realtà lei me le ha spedite quasi subito, sono io che ho impiegato un po' nel pubblicarle. Mi scuso con lei, ma finalmente eccole qui. Ringraziandola ancora una volta per la simpatia e l'apporto che dà a questo pianeta con la sua presenza.

venerdì 20 aprile 2012

Sei domande a Il grande marziano (e una a voi)

D'accordo, è probabile che a Paperopoli ci sarà un Paperblog, ma a dispetto delle apparenze in questo caso i pennuti non c'entrano. C'entra invece un aggregatore di blog, Paperblog appunto, che sicuramente si è imposto nell'ultimo biennio come uno dei siti di aggregazione di blog italiani più evoluto dal punto di vista grafico e più interessante e dinamico sotto l'aspetto della scelta dei contenuti (difatti è anche l'unico cui, almeno per ora, Il grande marziano ha pensato potesse valere la pena iscriversi). E se parlo di biennio, non lo dico a caso, visto che proprio oggi Paperblog compie due anni di attività, compleanno che il sito ha deciso di celebrare concedendo l'onore di un'intervista a tre dei suoi oltre quattromila blog iscritti e Il grande marziano è uno di questi. Ringraziando dunque lo staff di Paperblog per l'onore e (dunque) l'apprezzamento dimostrato, e augurando loro cento di questi giorni, sono lieto di proporvi qui di seguito l'intervista completa, più una domanda finale che sono io a rivolgere a voi.

1. Chi è Il grande marziano? Raccontaci di te
Non di rado capita che qualcuno mi chieda come mi chiamo o qualcosa in più su chi è in realtà Il grande marziano. E la mia risposta è sempre la stessa: nel bene e nel male, nel bello e nel brutto, io sono i miei contenuti. Sono infatti convinto che generalità anagrafiche o note biografiche non possano aggiungere niente di significativo ai concetti e alle idee che vengono espressi nel blog, e la cui forza e valore è quello che deve emergere (possibilmente) a prescindere dal loro autore (del resto se uno è sconosciuto, cambia qualcosa sapere che si chiama "Mario Rossi", piuttosto che "Il grande marziano"?). Sotto questo aspetto Il grande marziano nasce infatti prima di ogni altra cosa come un progetto culturale, o per lo meno - senza presunzioni - un umile tentativo di esso. Per questo non ho mai voluto caratterizzare la pagina individualmente, perché non sono in cerca di consenso e approvazione personali. Poi non c'è dubbio che consenso e approvazione siano gratificazioni importanti, quando arrivano, ma nel caso preferisco che restino entro i confini di ciò che scrivo.

2. Parlaci del tuo blog: a chi ti rivolgi e su quali argomenti ami dibattere?
Il grande marziano nasce per rivolgersi potenzialmente a tutti. Da questo punto di vista può essere considerato un blog generalista, tanto che la cloud delle tematiche risulta da sempre molto variegata. Non sono dunque gli argomenti a essere privilegiati (difatti si passa dall'attualità, al cinema, al costume, alla letteratura, al gossip, alla musica, all'astronomia, alla filosofia, alla politica ecc.), quanto piuttosto il punto di vista con cui essi vengono affrontati di volta in volta. Un po' come cercar di mostrare un paesaggio da una prospettiva inedita, obliqua, oppure di mettere davanti alle lenti degli occhiali un filtro insolito, per far risaltare particolari che altrimenti resterebbero indistinti sullo sfondo. Cosa che diventa ancora più importante in un mondo altamente mediatizzato dove il bombardamento informativo è talmente incessante e indiscriminato, da rendere fin troppo facile cedere alla tentazione di prendere supinamente per valido (tutto) ciò che ci viene propinato. Insomma, come recita l'epigrafe che dà la missione del blog, Il grande marziano nasce "Per rimanere vigili, tenere alta l'attenzione e non smettere di allenare la mente all'indipendenza." Il tutto senza mai trascurare la scrittura e lo stile, nella loro essenza di veicolo supremo di comunicazione delle idee.

3. Quanto tempo dedichi al blog e che tipo di rapporto intrattieni con i tuoi lettori?
Il tempo è variabile, trattandosi comunque - come è normale che accada - di tempo ritagliato ad altre attività della vita quotidiana. E quindi è spesso la vita quotidiana a dettare i tempi del blog e non il viceversa. Tuttavia, come tutti i blogger sanno bene, è necessaria una certa dose di disciplina e di costanza per portare avanti con un discreto successo per oltre due anni un progetto di questo tipo, anche perché un blog vive della qualità dei contenuti, ma anche della relativa frequenza di aggiornamento degli stessi. Più prosaicamente, alla fine in media è difficile dedicare meno di un'ora al giorno, tra nuovi post e risposte ai lettori. E qui veniamo alla seconda parte della vostra domanda. Benché il blog nasca innanzitutto come esercizio e stimolo personali, sapere che ci sono i Lettori, ovvero che esiste qualcuno, al di là del video, sopra altre tastiere, che legge e ha voglia di interagire con me, è un incentivo importante al proseguimento di questo lavoro. Per questo, fin dal principio mi sono dato la regola di rispondere sempre a tutti coloro che commentano, perché considero un'importante forma di rispetto concedere un po' del proprio tempo a chi ha voluto concederlo a te, leggendoti e commentandoti. In secondo luogo, se da queste risposte nascono discussioni (anche accese, seppur raramente), scambi di battute, stimoli per nuove idee, è il massimo. La vitalità del blog sta anche (ma forse, in fin dei conti, soprattutto) in questo.

4. Quali sono i blog che segui con maggiore interesse?
Devo ammettere che da un anno a questa parte vicissitudini personali hanno drasticamente ridotto all'osso la quantità del tempo libero che posso dedicare alla lettura (e al commento) di altri blog. Quindi per forza di cose devo scremare con le cose che mi interessano o mi colpiscono maggiormente, o gli autori che per stili e tematiche riescono a stimolarmi più intensamente. Ma non credo valga la pena di fare qui ora una classifica. Il mio blogroll parla per me.

5. Qual è, a tuo avviso, lo stato di salute della blogosfera italiana e quale futuro si prospetta per i blog?
Forse a questa domanda sapreste rispondere meglio voi di me. Difficile poter dire, infatti, da una posizione tutto sommato periferica qual è quella di un piccolo blogger come me, qual è lo stato di un'entità così ampia, variegata e dai confini fluttuanti come la blogosfera italiana che conta migliaia di blog (quante migliaia?, venti, trenta?, di più?). L'impressione che ho è che stia troppo bene. In altre parole, la possibilità oggi di poter aprire blog gratuitamente su piattaforme che consentono grafiche evolute e accattivanti, insieme con la diffusione sempre più spinta della connettività mobile, rende il fenomeno blog affetto da un'inflazione simile a un'indigestione continua. E questo da un lato rende sempre più difficile per i blog trovare visibilità dentro il maelström della rete e dall'altro rende sempre meno facile trovare contenuti degni di essere letti. Un po' come accade con la diffusione delle piattaforme di autopubblicazione come lulu.com o Ilmiolibro.it. La popolarizzazione della scrittura non fa bene alla scrittura stessa.

6. In occasione del secondo anniversario di Paperblog facciamo il punto della situazione. Cosa ne pensi del nostro progetto? Quali erano le tue aspettative prima di aderirvi, e quali conclusioni puoi trarne oggi?
Come ho già avuto modo di accennare nel post di ieri e nell'introduzione qui sopra, in generale l'aggregatore di blog ha le potenzialità per diventare, nel medio periodo, uno strumento sempre più prezioso per orientarsi all'interno di una blogosfera che bisognerebbe forse chiamare sempre di più blogogiungla. Dal punto di vista concettuale, è dunque un servizio che da questo punto di vista può acquistare sempre più senso. E se Paperblog è l'unico aggregatore cui mi sono iscritto, è perché fin da subito ho visto che poteva avere qualcosa di più o di meglio degli altri. Le due parole che userei a riguardo sono strutturazione ed eleganza. Quindi funzionalità ed estetica. Poi c'è quello che davvero conta, che è la scelta dei contenuti. Ma se dico che siete sulla strada giusta potrebbe sembrare che lo faccio perché avete scelto me. Quindi lascerò a ciascuno decidere venendovi a trovare e valutando sul campo il vostro lavoro. Quanto infine alle aspettative, confesso che quando mi iscrissi non ne avevo alcuna. Per me l'aggregatore di blog era un oggetto un po' misterioso, dunque era difficile per me fare previsioni su quelli che avrebbero potuto essere i riscontri o i vantaggi di farne parte. Dunque l'iscrizione fu una diretta conseguenza del paradigma: alla-peggio-non-mi-darà-alcun-vantaggio-quindi-tanto-vale-provare. Ma se oggi le statistiche mi dicono che i lettori de Il grande marziano su Paperblog sono mediamente il doppio (!) di quelli che si collegano direttamente sulla piattaforma di Blogger, qualcosa vorrà pur dire in termini di conclusioni che devo trarne.

La mia domanda a voi: cosa ne pensate degli aggregatori di blog come Paperblog? Li ritenete strumenti utili? Quali caratteristiche pensate che debbano avere per risultare tali?

[Credits: la foto del marzianino è di Riccardo Argiolas, il marzianino è opera di Knitting Bear]

venerdì 23 marzo 2012

Un altro e-book marziano

Giacché se ne è parlato molto, qui, in questi due anni, di manipolazione e di indipendenza della mente, e siccome ritengo che quella dell'allenamento all'autonomia di pensiero sia una delle attività più impegnative e cruciali che siamo chiamati a svolgere nell'era della (iper)comunicazione, ho pensato di raccogliere in un e-book i post più significativi sull'argomento apparsi su questa pagina, per non perderli, tenerli in evidenza e renderli disponibili in maniera organica e strutturata.

Non si tratta di un trattato di sociologia moderna, psicologia evoluzionista o antropologia culturale, bensì - come al solito - di uno stimolo semplice e (spero) comprensibile per guardare il mondo che ci circonda e interagisce con noi con occhi attenti e distaccati, e non sottovalutare il pericolo dei tranelli che esso ci tende ogni volta che, per esempio, accendiamo la televisione o sfogliamo le pagine di un giornale. Tenere le antenne ben all'erta, insomma.

Perché, per dirla con le parole di David Foster Wallace,
«Imparare a pensare» di fatto significa imparare a esercitare un certo controllo su come e su cosa pensare. Significa avere quel minimo di consapevolezza che permette di scegliere a cosa prestare attenzione e di scegliere come attribuire un significato all’esperienza. Perché se non sapete o non volete esercitare questo tipo di scelta nella vita da adulti, siete fregati.
L'e-book, messo a disposizione in formato pdf, è scaricabile gratuitamente cliccando qui.

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