
Ieri sera sul Satellite Extraplanetario mi sono imbattuto in
Otto e Mezzo, l'approfondimento giornalistico quotidiano condotto da Lilli Gruber su La7. E come ospite c'era Italo Bocchino, il deputato del PdL, il finiano, l'ex-vicecapogruppo alla Camera, l'"epurato" eccetera. Ora, mi rendo conto che fin da piccolo costui deve avere avuto una vita assai difficile, con quel cognome lì. E personalmente mi ritengo abbastanza adulto, maturo e avvezzo ai cognomi assurdi (dovreste sentire che razza di nomi ci sono qui su Marte), da non lasciarmi tentare dal luogo comune - e anche un tantino infantile - della presa in giro di un cognome. Però c'era la Gruber che continuava a ripetere con quelle sue labbrone rosse,
Onorevole Bocchino, Onorevole Bocchino, Onorevole Bocchino, che già ti veniva da restarci un po' spiazzato, perché non ti era ben chiaro se si trattasse di un appellativo o di un'offerta. Fatto sta che sarà anche stato quello, non lo so, ma a un certo punto, durante i titoli di coda, nel mio cervello marziano è comparso dal nulla un quesito. Non l'ho fatto apposta, voglio dire, è venuto a galla da solo. E per questo so già che ci sono fior fior di strizzacervelli, lì fuori, pronti a offrirmi i loro servigi a prezzi stracciati, pur di avere un marziano sul loro divano. Comunque a un certo punto mi è venuto da chiedermi:
Meglio un onorevole bocchino o un bocchino onorevole?
A quel punto non ho spento la TV, no. L'ho buttata dalla finestra.