Punti di vista da un altro pianeta

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venerdì 13 settembre 2013

La tenerezza delle rette parallele

Fa un po' tenerezza assistere allo scambio epistolare tra Eugenio Scalfari, colosso (ateo) del giornalismo italiano, e Papa Francesco. Fa un po' tenerezza perché sotto quello smalto di originalità che Scalfari attribuisce alle risposte del Papa, e che dovrebbe (o potrebbe) essere desunto dall'interesse che dovrebbe essere suscitato dalle domande da lui poste, quello che resta è la solita manciata di banali chiacchiere da sagrato o da zerbino quando il parroco viene per benedirti la casa, dentro l'abito talare, la cotta un po' spiegazzata dalla lunga giornata, la stola che sa di muffa e incenso, una valigetta di pelle nera a penzolargli in fondo a un braccio e il chierichetto al seguito (i volantini con la preghiera li tiene lui), che tu hai socchiuso la porta (blindata) giusto quel palmo per dirgli: "Grazie, ma non credo" e lui ti risponde: "Guardi che Dio la ama lo stesso", argomenti per non-udenti che, sotto quella patina di apertura e amicizia (non certo ipocrita, per carità), evidenziano l'incomunicabilità asimmetrica di due mondi. E se l'incomunicabilità non sarebbe un problema, è l'asimmetria a rendere la questione (sempre) alquanto spinosa. Perché a un ateo non interessa convertire il credente, ma la presuntuosa ostinazione del viceversa non potrà mai rinunciare alla sua missione.

sabato 8 dicembre 2012

mercoledì 19 maggio 2010

Oltranzismo e pregiudizio (3 di 3)

In buona sostanza, visti da Marte - e qui giungiamo finalmente al cuore del discorso - scetticismo oltranzista e creduloneria sono due aspetti opposti ed estremi di un medesimo fenomeno che mette i bastoni tra le ruote al progresso della conoscenza, in quanto difettano entrambi (a dispetto dei proclami del primo) nell'utilizzo della razionalità. Lo stesso tipo di discorso si applica anche a certe idee o teorie della cosiddetta "fisica di frontiera" giudicate non ortodosse, per le quali a volte gli scienziati vengono messi al bando della comunità scientifica o vengano ostacolati nelle loro ricerche, o magari cordialmente invitati a lasciar perdere per non compromettere la loro carriera. Ce ne sono stati e ce ne sono tuttora.

Sotto certi aspetti non è tanto diverso dalla faccenda dell'"ateismo", oggi così di moda. Ebbene, l'ateo ha bisogno delle stesse estreme categorie di assoluto di colui che - al contrario - crede. Il fatto che l'ateo demandi al credente il compito di dimostrare e si manlevi così da qualsiasi problema, mantenendo una falsa posizione di forza e dicendo di non credere a niente che non possa essere dimostrato scientificamente, non lo rende un razionalista duro e puro. Un rinunciatario piuttosto. In ogni caso i due modi di pensare finiscono per essere sullo stesso piano perché sono "estremi" e "chiusi" al cambiamento. Per questo su Marte è l'agnosticismo ad andare per la maggiore. Quando ci addentriamo nei territori dell'ignoto, sappiamo di non sapere. La storia della scienza è piena di scoperte di fenomeni che, prima, "non si vedevano" o "non si capivano". Il fatto che un fenomeno ha aspetti non (ancora) spiegati, non significa che si deve credere alla prima spiegazione che ci viene somministrata, ma nemmeno che sono tutte palle. Semplicemente, si sospende il giudizio e - per quanto possibile - si ricerca. Scientificamente, è ovvio, e razionalmente, nei limiti degli strumenti che si hanno a disposizione. E magari inventandone di nuovi.

Quindi gli "spiriti" potrebbero esistere? Chissà. Magari esistono forme di energia organizzate in modi al di là della nostra comprensione, o magari ci sono esseri che occupano dimensioni superiori alla nostra. Magari ci sono miliardi di miliardi di universi simili al nostro. Oppure invece non esiste proprio un accidente di niente. E gli extraterrestri allora? Stessa cosa. Non. Si. Sa. Ciò che si sa è che esiste una realtà ed esistono dei fenomeni a volte non immediatamente classificabili. Spesso sono spiegabili con un po' di sforzo razionale. Ma non nel 100% dei casi. E non dobbiamo mai dimenticare che l'universo è senza dubbio più misterioso e complesso di quanto presuntosamente si voglia credere, per illuderci di poterlo dominare e avere sotto controllo. L'importante è non lasciarsi suggestionare dai territori del mistero e di volta in volta continuare ad agire con raziocinio dialettico per smascherare le truffe (quelle soprattutto), ma liberarsi anche dai pregiudizi e mantenere la mente umile e aperta a ogni possibilità. È quasi solo una sfumatura di pensiero, ma a mio avviso è l'unica che permetterà a tutti gli esseri senzienti, marziani come terrestri, di capirci davvero qualcosa.

Ah, un'ultima cosa. Se non vi scoccia. Almeno sui marziani. Non dite che non esistono, vi prego. Ci rimarrei male.

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