Punti di vista da un altro pianeta

Visualizzazione post con etichetta Facebook. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Facebook. Mostra tutti i post

mercoledì 30 settembre 2015

Facebook e la (triste) condanna alla felicità

Togliete i gattini, le scie chimiche, le scaramucce politiche, candy crush soda e qualche stupidaggine assortita, e la gran parte di quello che vi resta in mano dei Social Network è un'irritante gara alla felicità. Su Facebook sembra che l'emozione prevalente sia la gioia e i vostri amici non vedono l'ora di farvi sapere e di condividere con voi tutti questi momenti magici della loro splendide vite, in cui riescono a fare questo e quello, che sono così capaci e belli, belli, anzi bellissimi, con quelle loro boccucce rosse a forma di cuore (le donne) e gli sguardi da machi incorreggibili (gli uomini), che hanno avuto sì questo colpo di fortuna, ma che se la sono sudata, che ce l'hanno finalmente fatta e sono al settimo cielo, che sono in vacanza e stanno da dio in un posto della madonna [v. foto dei piedi contro l'orizzonte marino], che stanno mangiando questa cosa buonissima [v. foto orrenda del piatto], che si stanno sparando questo fantastico spritz in riva al lago con gli amici di sempre ecc. ecc. ecc., in quella che in questo modo diventa ben presto una specie di assurda competizione a dimostrare chi è più felice.

Perché tutti vorremmo essere felici, è naturale. Ma questo mondo preda (vittima?) del capitalismo, delle celebrità nullafacenti, della bellezza liofilizzata, della pancia piatta, dell'iPhone da 800€ a rate mensili, dello yogurt che ti spazzola via le arterie dal colesterolo, dei riflettori un tanto al chilo, che cosa ci ha insegnato a riguardo? Che la felicità è un diritto, qualcosa che nella migliore delle ipotesi ci è dovuto dalla costituzione dell'esistenza, e nella peggiore si compra, a prescindere dagli sforzi, dalle circostanze e dal portafoglio, in quella perpetua confusione in cui siamo immersi, sballottati in continuazione, alla deriva, tra l'Avere e l'Essere. Così Facebook ci viene in soccorso, come un filtro per le brutterie della vita, a mostrarci (almeno in questo mondo virtuale) felici e vincenti, con buona pace dei nostri "amici" che, spesso neanche conosciamo, ma che non possono far altro che vedere quanto bene ci vanno le cose e, in questo modo, ro-si-ca-re!

Perché la felicità accende la nostra invidia, come un peso sul piatto sbagliato della bilancia di una giustizia divina cui ci appelliamo perché prima o poi – cazzo! – dovrà toccare anche a noi. Perché tu, che sei felice su Facebook, non sperare che i tuoi "amici" siano davvero felici per te. Non contare sulla sincerità di faccine e cuoricini. Quelle non sono faccine e cuoricini veri. In realtà non si è (quasi) mai davvero felici per qualcuno, almeno se non si è felici noi stessi per primi, ma anche in questo caso permettetemi un po' di scetticismo. Quindi quando qualcuno dice di essere felice per te, diffida. Al massimo, se va bene, gli sei indifferente. Provare davvero gioia per la felicità di qualcun altro è una delle cose più difficili da provare al mondo e che possiamo riservare solo a poche, pochissime persone della nostra vita, solo a quelle che amiamo davvero, con tutto il nostro cuore, il nostro corpo e la nostra anima. Per il resto, dunque, l'unico modo di sopportare la felicità altrui, è essere felici anche noi. Almeno su Facebook.

venerdì 11 settembre 2015

Il dolce, caldo conforto dell'Asocial Network

Smettiamola di nasconderci dietro un mouse e ammettiamolo: siamo presuntuosi, molto presuntuosi. Di più. Siamo pensatori tracotanti, superbi, saccenti. Siamo convinti di avere (sempre) ragione. Anzi, l'abbiamo, che diamine, non c'è discussione! E uno dei nostri massimi desideri, forse addirittura il più grande, è quello che il mondo si conformi al nostro pensiero, che dunque – avendo noi sempre ragione – corrisponde al massimo bene per l'intera umanità. Siamo dei benefattori, insomma, e c'è soltanto da esserci grati per la generosità disinteressata con cui dispensiamo la nostra magniloquente Verità.

E per questo dobbiamo essere grati (anche) al Social Network per eccellenza, Mr. Facebook, nel quale il suo algoritmo (EdgeRank) fa' sì che i post degli amici visualizzati sul nostro newsfeed tendano a conformarsi ai nostri gusti. Facebook insomma non fa che aiutarci a mettere in pratica il principio consolatore del Daily Me già ipotizzato da Nicholas Negroponte nel 1995, ovvero quello di creare un quotidiano virtuale personalizzato sulle preferenze individuali. Il passo successivo è quello, praticato da molti di noi, di eliminare (bannare o togliere l'amicizia) i contatti che hanno idee politiche o sociali diametralmente opposte dalle nostre. Così succede che coloro che tenderanno a sinistra elimineranno i contatti che postano i busti di Mussolini, che inneggiano ai marò eroi, che condividono le foto delle felpe di Salvini, che non fanno altro che ripetere come dischi rotti che i migranti devono restarsene a casa loro e altrimenti bisogna rispedirli indietro, quando non addirittura sparagli; gli atei tenderanno a eliminare i contatti che postano le icone dei Santi, il pensiero del giorno di Papa Francesco, citazioni della Bibbia; gli omosessuali elimineranno gli omofobi; i creduloni di scie chimiche e vaccini autistici faranno fuori gli scettici e i cicappini oltranzisti; eccetera eccetera eccetera.

In questo modo avremo vinto la nostra personale battaglia perché vivremo (finalmente) nel mondo migliore che avevamo sempre desiderato, quel mondo intonato e accordato sulle nostre personali opinioni, un mondo privo di scontri, di discussioni, di diversità, di scomode diatribe e di pericolosi contrasti difficili da mediare. Un mondo omologato sul pensiero unico, il nostro, perché la dittatura è sempre un male terribile a meno che non sia la nostra, un mondo in cui potremo illuderci che sia il mondo a essersi conformato a noi e non il viceversa. Sarà addirittura un mondo in cui il compromesso non avrà più alcuna ragione d'essere e dunque nemmeno la democrazia, visto che mancherà completamente l'opposizione. Dovremo solo stare attenti a non mettere il naso fuori di casa.

giovedì 17 giugno 2010

Quando si dice la fidelizzazione

Caro terrestre,
non è il caso che ti spaventi, non c'è da avere paura. È vero, Il grande marziano ha allargato i suoi orizzonti cosmici e da ieri ha invaso anche il pianeta Facebook. Ma lo ha fatto per te, per il tuo comfort e il tuo benessere. Per mettere a tua disposizione un altro modo, facilmente condivisibile, pratico e conveniente, direttamente a casa tua, ecosostenibile, completamente gratuito, alla moda, omeopatico, antirughe, con un solo clic, a energia solare, gustoso, anallergico, tutto-intorno-a-te, idratante, in esclusiva, sotto vuoto, liscio come seta, riciclabile, bifuel, olistico, sexy, non testato su animali, in 48 comode e piccole rate mensili* (prima rata a partire da giugno 2110), di seguire gli aggiornamenti in tempo reale dell'unico blog proveniente dal Pianeta Rosso.

Ma le novità non si fermano qui. Perché, se questo punto di vista extraterrestre ti interessa, ti garba o anche lo disapprovi, ma ti sta almeno un po' simpatico, non essere timido, dimostralo, partecipa, sii protagonista e clicca [Mi Piace] / [Condividi] / [Invita] / [Insisti] / [Convinci] / [Costringi] / [Obbliga] / [Minaccia] / [Ricatta] i tuoi amici e gli amici dei tuoi amici, dicendo loro di condividere, invitare ecc. a loro volta i loro amici e gli amici dei loro amici, anche se non sono proprio amici, anche se non hai idea di chi cazzo siano, ma è così maledettamente fico averne sempre di più ecc. ecc. ecc.. Potrai così richiedere la Mars Card, raccogliere i fantastici Punti Marte, entrare a far parte dell'esclusivo Mars Club, e sentirti marziano anche tu. Cosa aspetti?!
Be cool, be martian!

[* TAGM 99,9%, TAENM 152%]

License

Creative Commons License
I testi di questo sito sono pubblicati sotto Licenza Creative Commons.

Statistiche

Blogsphere

Copyright © Il grande marziano Published By Gooyaabi Templates | Powered By Blogger

Design by Anders Noren | Blogger Theme by NewBloggerThemes.com