Punti di vista da un altro pianeta

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giovedì 3 settembre 2015

L'ineffabile attrazione per il Granchio

E' bello vivere di sineddoche, perché la sineddoche ci dà certezze e avere certezze è quanto di meglio si possa chiedere a un'esistenza che, invece, di certezze in fondo ce ne dà una soltanto e non è che sia proprio una consolazione. Ma per tutto il resto abbiamo la sineddoche e la sineddoche è la nostra migliore amica, perché è colei che ci permette di avere opinioni definitive, facilmente e con pochissimo sforzo. E siccome farsi idee è la cosa più importante, in un mondo così complesso e articolato come quello in cui viviamo, ecco che la sineddoche ci viene in soccorso, ci risparmia fatica, ci sostiene nella nostra comprensione della realtà e nell'idea che ci facciamo di essa, di quello che contiene e di quello che vi succede. Da un evento particolare, di cui abbiamo sentito parlare sul web, sui giornali o in televisione, la sineddoche ci permette di indurre un principio generale. Cosa vogliamo di più?

Così, se a Genova, su un autobus di notte, un gruppo di adolescenti teste di cazzo, pestano a (quasi) morte un uomo perché credono che sia omosessuale, e l'autista codardo infila la testa sotto la sabbia dicendo che suo nonno gli ha sempre insegnato a farsi i fatti suoi, la sineddoche ci informa che il problema è la città degradata, l'omofobia dilagante, il razzismo, l'intolleranza. Se a Tunisi, alcuni militanti dell'Isis fanno strage di turisti in una spiaggia di Sousse, la sineddoche ci sussurra all'orecchio che i musulmani sono un branco di pazzi, incivili, arretrati, disposti a tutto, e la loro religione medioevale equivale al culto del male. Se un extracomunitario ubriaco investa una vecchietta sulle strisce, la sineddoche ci rivela che è tutta colpa dell'immigrazione clandestina, dei barconi, e che gli africani (anzi, i negri!) sono delinquenti e puzzano.

Insomma, la sineddoche è (molto) pericolosa, perché la sineddoche ci facilita la vita, ci risparmia l'impegno di pensare, di informarci, di verificare e - a un prezzo stracciato - ci mette in tasca una fresca e rassicurante verità assoluta, di quelle che poi possiamo sfoggiare sui social network, come un bel vestito su un red carpet, sputando sentenze e dando degli idioti a quelli che non la pensano come noi. Ma a noi che cosa importa, se quella opinione non corrisponde alla realtà, ma anzi la distorce e fa pescare granchi colossali come mostri di film di serie B? L'importante è che siamo convinti noi e che ci siamo arrivati da soli, a quelle conclusioni, dandoci così l'illusione di averla in pugno quella verità, che sia nostra e nostra soltanto. In questo modo non solo avremo la verità, ma potremo anche tirarcela con gli amici (reali e virtuali) di esserne i depositari, esserne orgogliosi, noi e tutti gli altri membri dell'affollato Club del Granchio. In fondo è solo questo che importa, mica la verità.

lunedì 2 febbraio 2015

L'istinto perverso per il notiziario

C'è uno stratagemma narrativo cui il cinema, soprattutto di genere, ma spesso anche la televisione, sembrano ricorrere con sempre maggior frequenza. Si tratta della rappresentazione finzionale dei notiziari. Nei film, insomma, ci viene mostrata sovente la messa in onda di telegiornali, ricostruiti e rappresentati con eccezionale verosimiglianza, ottimo espediente per far digerire allo spettatore tante informazioni sulla storia in pochissimo tempo e con un certa agilità. Ma questa trovata ha anche un altro effetto importante e per lo più inconsapevole, sullo spettatore: quello di connotare la storia di maggiore realismo e credibilità.

In altre parole, nella fiction televisiva e cinematografica, l'inserimento di uno spezzone di notiziario immerge lo spettatore più profondamente nella storia, perché la sola presenza del telegiornale rende la vicenda complessivamente più reale in quanto più credibile. La realtà fittizia che prevede l'esistenza di un notiziario il quale parla in qualche modo (proprio) della vicenda di cui ci parla il film, diventa immediatamente più concreta e, per questo, coinvolgente. E questo accade perché lo spettatore tende - per istinto - a dare maggior credito a un notiziario (ancorché inventato, come quelli nei film), che al semplice racconto nudo e crudo della storia.

Se però osserviamo il fenomeno dalla prospettiva opposta, apprendiamo molto anche sul modo con cui ci poniamo - per istinto - di fronte alla ricezione delle notizie giornalistiche e al nostro rapporto con la realtà di cui ci parlano i telegiornali autentici. Nella misura in cui la realtà non è totalmente conoscibile (e nessuna realtà lo è), il racconto della realtà che un notiziario fa, finisce infatti per essere sempre più incisivo e credibile della realtà stessa. E questo, purtroppo, vale anche per il TG4.

venerdì 9 settembre 2011

E le chiameranno "bio-natiche"

Verrà un giorno in cui ragazze geneticamente modificate andranno dal chirurgo estetico per farsi impiantare un po' di cellulite sulle chiappe e sulle cosce altrimenti lisce e perfette come marmi michelangioleschi. Disperate per un DNA photoshoppato al concepimento senza il loro consenso, dunque privato della (sacrosanta) funzione di ritenzione idrica/lipidica, eserciti di femmine di tutte le età si ritroveranno a sfogliare riviste patinate in sale d'aspetto anonime, soprattutto a tarda primavera o a inizio estate, in attesa delle lunghe (e anche necessariamente un po' dolorose) sedute di trattamento. Ci sarà chi se le farà regalare per il suo compleanno, chi metterà con costanza gli spiccioli nel porcellino e perfino chi si sbatterà a fare un doppio lavoro per permettersi la tanto agognata pelle a buccia d'arancia.

Qualcuna particolarmente motivata, magari mossa da ambizioni di sfondamento nel mondo dello spettacolo, non esiterà a vendere il proprio corpo, a dispetto della propria perfezione, per raggiungere l'ambito obiettivo. E, tranne nel caso delle minorenni, per le quali avranno ancora voce in capitolo (o potranno ancora illudersi di averla), i genitori non potranno che restare a guardare e a chiedersi dove hanno sbagliato, per lo più senza capire che quello che le loro ragazze vorranno sarà solo la possibilità di apparire (e sentirsi) genuine e naturali. Sarà un giorno in cui il bisogno di verità avrà superato quello di bellezza. Ma sarà tutt'altro che una consolazione.

mercoledì 4 maggio 2011

La Verità su Osama (in esclusiva!)

Poi, puntuali come un treno svizzero puntuale, arrivano le teorie dei complotti. Quello che ci hanno detto era tutto falso. Il personaggio non era lui e la bara era piena di pietre pakistane, altrimenti perché non ci avrebbero fatto vedere neanche una foto? E perché poi buttarlo in mare in fretta e furia? E comunque anche se condividessero le foto su Facebook e un milione di persone cliccasse su [Mi Piace], ci sarebbe sempre Photoshop, no? Come quando non siamo andati sulla Luna. Sul crollo delle Torri Gemelle, in effetti, ci sono più dubbi, ma è storia vecchia quella, ormai.

No, no, la faccenda non convince per niente. E quando mai lo fa? Ci sono sempre regie occulte, strategie manipolatorie di massa nascoste dietro a ogni angolo, disegni consapevoli e, soprattutto, coordinati globalmente ad arte. Logge massoniche talmente segrete, da essere segrete anche alle logge massoniche segrete, che tirano i destini del mondo come fili di burattinai cosmici. Riunioni di maschere veneziane nel regno di Agharti che si arrogano il diritto di decidere in anticipo che cosa deve accadere, a chi, quando e come, facendosi scudo del principio dell'inconoscibilità della Verità, e diffondendo artatamente la stessa teoria complottista per autoscreditarla e restare così perpetuamente nell'ombra. Il tutto sempre in barba al buon vecchio rasoio di Occam.

Quindi lasciate che vi dica io come stanno le cose.

Il corpo di Osama Bin Laden è stato portato nell'Area 51. E basta.

venerdì 1 aprile 2011

Pesci d'aprile

Domenica scorsa Italo Bocchino si è confessato in diretta da Fabio Fazio, chiedendo pubblicamente scusa alla moglie per la relazione extraconiugale con Mara Carfagna. Fazio lo ha assolto in diretta senza neanche fargli recitare l'Atto di Dolore. In nomine sponsoris, et Finii et nuntii promotionalis...

Accarezzando il suo gatto Blofeld, il presidente degli Stati Uniti, Premio Nobel per la Pace, Barack Obama ha rivelato in conferenza stampa che l'installazione climatica HAARP in realtà è una potente e innovativa arma capace di scatenare devastanti terremoti a comando su tutta la superficie terrestre. Il Popolo Viola ha istituito una sottoscrizione popolare per prenderlo in affitto per un paio d'ore per un lavoretto in zona Arcore.

Il vicepresidente del CNR, Prof. Roberto de Mattei, ha sostenuto in un'intervista a Radio Maria che i terremoti: «sono una voce terribile ma paterna della bontà di Dio». Naturalmente non ha sentito il bisogno di specificare che, a dispetto del dolore del momento, le sculacciate sono sempre a fin di bene.

Giampaolo Pazzini non potrà giocare l'atteso derby di domenica prossima. Durante la partitella di rifinitura di ieri ad Appiano Gentile, l'attaccante nerazzurro (che aveva appena segnato un gol) è infatti dovuto uscire anzitempo dal campo. Dopo i primi inutili soccorsi da parte dello staff medico, alla fine è stato disposto il suo trasporto d'urgenza presso l'Ospedale Niguarda di Milano. I medici gli avrebbero riscontrato un doppio trauma oculare e una frattura scomposta all'indice e al medio della mano destra.

La giunta leghista di Zaia, presidente della Regione Veneto, ha spedito a tutti i dirigenti scolastici delle scuole primarie della regione una copia della Bibbia per contrastare nella società "la deriva laicista, spesso ancorata ai dettami del relativismo e del nichilismo". Glielo dite voi, per favore, che ci vorrebbe anche un dizionario per le parole laicista, relativismo e - soprattutto - nichilismo?

Il sito WikiLeaks proprio stamane ha rivelato che: Clark Kent è Superman, Peter Parker è Spiderman, Bruce Wayne è Batman, Matt Murdock è Devil, Bruce Banner è Hulk, Zio Paperino è Paperinik, Palpatine è Joseph Ratzinger, Niccolò Ghedini è Lurch, Augusto Minzolini è Lex Luthor e Pierluigi Bersani è l'Uomo Invisibile.

Qualche giorno fa, in occasione della sottoscrizione da parte di 85 paesi all'ONU della risoluzione per porre fine alla discriminazione e agli atti di violenza nei confronti della comunità LGBT, l'Ambasciatore dell'Osservatorio Permanente del Vaticano presso le Nazioni Unite ha attaccato pesantemente l'iniziativa volta a riconoscere la dignità e l'uguaglianza di chi ama persone dello stesso sesso. Per l'Arcivescono Silvano Tommasi negare la possibilità di essere contro l'omosessualità è «una chiara violazione dei diritti umani».

È chiaro che non ci crede nessuno.

[Credits: il pesce è di Marco Marilungo]

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