Punti di vista da un altro pianeta

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venerdì 13 settembre 2013

La tenerezza delle rette parallele

Fa un po' tenerezza assistere allo scambio epistolare tra Eugenio Scalfari, colosso (ateo) del giornalismo italiano, e Papa Francesco. Fa un po' tenerezza perché sotto quello smalto di originalità che Scalfari attribuisce alle risposte del Papa, e che dovrebbe (o potrebbe) essere desunto dall'interesse che dovrebbe essere suscitato dalle domande da lui poste, quello che resta è la solita manciata di banali chiacchiere da sagrato o da zerbino quando il parroco viene per benedirti la casa, dentro l'abito talare, la cotta un po' spiegazzata dalla lunga giornata, la stola che sa di muffa e incenso, una valigetta di pelle nera a penzolargli in fondo a un braccio e il chierichetto al seguito (i volantini con la preghiera li tiene lui), che tu hai socchiuso la porta (blindata) giusto quel palmo per dirgli: "Grazie, ma non credo" e lui ti risponde: "Guardi che Dio la ama lo stesso", argomenti per non-udenti che, sotto quella patina di apertura e amicizia (non certo ipocrita, per carità), evidenziano l'incomunicabilità asimmetrica di due mondi. E se l'incomunicabilità non sarebbe un problema, è l'asimmetria a rendere la questione (sempre) alquanto spinosa. Perché a un ateo non interessa convertire il credente, ma la presuntuosa ostinazione del viceversa non potrà mai rinunciare alla sua missione.

mercoledì 19 maggio 2010

Oltranzismo e pregiudizio (3 di 3)

In buona sostanza, visti da Marte - e qui giungiamo finalmente al cuore del discorso - scetticismo oltranzista e creduloneria sono due aspetti opposti ed estremi di un medesimo fenomeno che mette i bastoni tra le ruote al progresso della conoscenza, in quanto difettano entrambi (a dispetto dei proclami del primo) nell'utilizzo della razionalità. Lo stesso tipo di discorso si applica anche a certe idee o teorie della cosiddetta "fisica di frontiera" giudicate non ortodosse, per le quali a volte gli scienziati vengono messi al bando della comunità scientifica o vengano ostacolati nelle loro ricerche, o magari cordialmente invitati a lasciar perdere per non compromettere la loro carriera. Ce ne sono stati e ce ne sono tuttora.

Sotto certi aspetti non è tanto diverso dalla faccenda dell'"ateismo", oggi così di moda. Ebbene, l'ateo ha bisogno delle stesse estreme categorie di assoluto di colui che - al contrario - crede. Il fatto che l'ateo demandi al credente il compito di dimostrare e si manlevi così da qualsiasi problema, mantenendo una falsa posizione di forza e dicendo di non credere a niente che non possa essere dimostrato scientificamente, non lo rende un razionalista duro e puro. Un rinunciatario piuttosto. In ogni caso i due modi di pensare finiscono per essere sullo stesso piano perché sono "estremi" e "chiusi" al cambiamento. Per questo su Marte è l'agnosticismo ad andare per la maggiore. Quando ci addentriamo nei territori dell'ignoto, sappiamo di non sapere. La storia della scienza è piena di scoperte di fenomeni che, prima, "non si vedevano" o "non si capivano". Il fatto che un fenomeno ha aspetti non (ancora) spiegati, non significa che si deve credere alla prima spiegazione che ci viene somministrata, ma nemmeno che sono tutte palle. Semplicemente, si sospende il giudizio e - per quanto possibile - si ricerca. Scientificamente, è ovvio, e razionalmente, nei limiti degli strumenti che si hanno a disposizione. E magari inventandone di nuovi.

Quindi gli "spiriti" potrebbero esistere? Chissà. Magari esistono forme di energia organizzate in modi al di là della nostra comprensione, o magari ci sono esseri che occupano dimensioni superiori alla nostra. Magari ci sono miliardi di miliardi di universi simili al nostro. Oppure invece non esiste proprio un accidente di niente. E gli extraterrestri allora? Stessa cosa. Non. Si. Sa. Ciò che si sa è che esiste una realtà ed esistono dei fenomeni a volte non immediatamente classificabili. Spesso sono spiegabili con un po' di sforzo razionale. Ma non nel 100% dei casi. E non dobbiamo mai dimenticare che l'universo è senza dubbio più misterioso e complesso di quanto presuntosamente si voglia credere, per illuderci di poterlo dominare e avere sotto controllo. L'importante è non lasciarsi suggestionare dai territori del mistero e di volta in volta continuare ad agire con raziocinio dialettico per smascherare le truffe (quelle soprattutto), ma liberarsi anche dai pregiudizi e mantenere la mente umile e aperta a ogni possibilità. È quasi solo una sfumatura di pensiero, ma a mio avviso è l'unica che permetterà a tutti gli esseri senzienti, marziani come terrestri, di capirci davvero qualcosa.

Ah, un'ultima cosa. Se non vi scoccia. Almeno sui marziani. Non dite che non esistono, vi prego. Ci rimarrei male.

lunedì 17 maggio 2010

Oltranzismo e pregiudizio (2 di 3)

Ricordo una puntata di qualche tempo fa de La gaia scienza, programma di La7 a cura di Mario Tozzi, in cui a un certo punto veniva affrontato l'argomento fantasmi e spiritismo. Nella fattispecie il geologo e ricercatore del CNR, giustamente stigmatizzava la fenomenologia, legandola, come purtroppo spesso succede, alle truffe e ai raggiri volti a far leva sulla speranza, la disperazione, l'ignoranza o la buona fede delle persone, che alla fine si vedono così alleggerite del portafoglio a fronte di una bella dose di fuffa esoterica assortita. Bravissimo, Mario. Però, lo stesso Tozzi chiudeva il servizio aggiungendo: «Gli spiriti e i fantasmi non esistono». Per la serie: lapidario.

Orbene, questo è un po' il prototipo della modalità con cui in genere si vedono trattate queste faccende. Tozzi, in quell'occasione, non ha detto: «Non abbiamo alcuna prova - scientifica - che spiriti e fantasmi esistano», ha invece affermato «Non esistono». E questo è indice di un certo tipo di "scetticismo oltranzista" e un tantino "pregiudizievole", come per esempio anche quello del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) che a noi marziani in generale fa un po' arricciare le antenne. E lo stesso è più o meno accaduto con la tipa della notizia di cui vi ho accennato nel mio post precedente, anche se non è proprio la stessa cosa, perché in questo caso c'è di mezzo un articolo che ha molto poco di giornalistico, non citando praticamente alcuna fonte verificabile e dunque un giornalista dalle discutibili capacità. Comunque, molti siti, e anche blog, si sono precipitati a dire "tutte cazzate", senza preoccuparsi di documentare le proprie affermazioni. Capisco che si tratta di un atteggiamento conservativo, ma da chi si vanta di essere razionalista sopra ogni altra cosa, pretendo comunque razionalismo sopra ogni altra cosa, anche nella confutazione. Quando è possibile, s'intende.

Quando invece la confutazione razionale non è possibile, da marziano pretendo almeno apertura mentale. Non "creduloneria", si badi bene, ho detto "apertura mentale", ovvero "massima attenzione alla possibile (probabile) bufala in vista", ma anche "concessione al dubbio". Prendiamo per esempio un fenomeno di oggetto volante non identificato. Se esso non riesce a essere confutato razionalmente o spiegato scientificamente - e seppur in minima percentuale casi del genere ne esistono - tu "credulone" non sarai legittimato ad andare in giro a dire che per questo si trattava di marziani, ma nemmeno tu "scienziato" sarai legittimato a dire che di sicuro non si tratta di marziani "perché i marziani non esistono". E allora che cosa dovrei dire io, eh?!

Nota: mi sono accorto che il discorso è più lungo del previsto e per finire ci sarà bisogno ancora di un post. Lo so, vi sento scalpitare sulle tastiere. Abbiate pazienza. Ancora una puntata e poi - giuro - vi lascio parlare.

Continua...

venerdì 14 maggio 2010

Oltranzismo e pregiudizio (1 di 3)

Noi marziani almeno una cosa in comune con voi terrestri l'abbiamo: siamo immersi nel mistero. Non serve essere esperti di meccanica quantistica, informarsi di energia oscura, bazzicare la teoria delle stringhe, darsi del tu col DNA per capire che della nostra realtà vediamo (e capiamo) solo la punta di un iceberg molto più profondo e dalla forma più articolata e complessa di quanto la nostra immaginazione possa anche solo concepire. Basta un'occhiata al cielo (che da Marte è praticamente uguale al vostro) in una notte di quelle scure o sorbirsi due minuti di Porta a Porta (che - ahimé - arriva anche su Marte). Dopodiché, tutto ciò che è in nostro potere fare - noi marziani, come voi terrestri - è usare gli strumenti della scienza per cercare di svelare (o almeno ipotizzare) i contorni di ciò che sta nascosto sotto la superficie dell'ignoto. E di certo è molto, ma se vai a vedere mica poi tanto.

Tuttavia, per forza di cose, il dominio dell'oscurità è foriero di mitologie, perché ha a che fare con l'immaginazione, la suggestione e la paura, e questo fa sì che lì dentro nascano, si riproducano e si diffondano aspetti para-fisici della realtà che in ultima analisi possono essere fatti confluire in tutto quel gran calderone fumante e ribollente chiamato "pseudoscienze". Per questo magia, astrologia ed esoterismo in generale non conoscono crisi, perché si nutrono degli ingredienti dell'ignoto, e di conseguenza continuano a trovare - anche in un'epoca come la nostra, apparentemente votata ai principi di ragione, scienza e tecnologia - seguaci, estimatori, lestofanti e creduloni.

E siccome da sempre tutte queste "pratiche" hanno avuto sovente a che fare con la truffa del prossimo, è giusto che in un'epoca (presuntuosamente?) illuminata si sia sviluppato un approccio difensivo rispetto a questo genere di fatti, che in una parola va sotto il termine generico di "scetticismo". Orbene, cominciando a entrare nel vivo della questione, queste considerazioni - e quelle che seguiranno -, anche se mi frullavano in testa già da un po', mi sono state catalizzate dalla lettura, qualche giorno fa, della notizia della tipa russa che diagnosticava le malattie guardando attraverso i corpi, e di alcuni siti che l'hanno commenta liquidandola senza tanti complimenti come l'ennesima bufala.

Per ora non entro ancora nel merito. Vorrei solo che deste un'occhiata alla notizia, se non l'avete letta, e vi faceste un'idea vostra sulla faccenda, anche magari in senso lato, ovvero rispetto a tutto questo genere di cose, come pure all'approccio dei media e degli uomini di scienza nei loro confronti. Poi finisco il post e, dopo, apro ai commenti.

Continua...

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