Punti di vista da un altro pianeta

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venerdì 9 luglio 2010

Fossi in voi comincerei a preoccuparmi

Nel giorno in cui la stampa si autoimpone il silenzio per protestare contro l'ormai famigerata legge-bavaglio e affermare il diritto all'informazione e alla libertà di stampa, io voglio parlare, e parlare proprio di libertà di stampa, anche se la parola libertà, utilizzata a proposito del caso in questione, sarebbe meglio sostituirla con licenziosità. Almeno a giudicare dal titolo apparso in prima pagina ieri su Il Giornale, il cui articolo riporto interamente qui, avendo colto la puntuale segnalazione di Metilparaben.

Ora, probabilmente avete saputo dei disordini con pestaggi avvenuti durante la manifestazione degli aquilani a Roma. Ma è chiaro che scrivere quello che scrive Il Giornale:
è qualcosa che va oltre l'immaginabile, è lo stupro della verità, e mostra come non ci sia limite all'abdicazione al ritegno nella quotidiana, sistematica operazione di disinformazione, strumentalizzazione e stravolgimento di ciò che avviene in Italia da parte di certa parte dell'informazione, a beneficio dell'immagine di coloro che stanno al Governo. Eppure questa volta Il Giornale ha fatto un clamoroso autogol.

Già, perché, fin dal titolo, la notizia contiene la propria smentita, ovvero la conferma della propria falsità. Il sottotitolo infatti recita:
"La sinistra prende 5mila abruzzesi come scudi umani ecc."
Ebbene, vi pare plausibile che questa sinistra, che non è in grado di opporsi ad alcunché, possa improvvisamente prendere e organizzare con successo 5mila persone (non 50, 5000!) per portare a termine un'operazione "complottistica" in grande stile come questa? Viene quasi da chiedersi come quelli de Il Giornale possano essere arrivati a concepire una notizia del genere. Ma a dispetto delle apparenze, la risposta a questa domanda non è molto difficile. Vediamo se ci arrivate anche voi.

mercoledì 31 marzo 2010

Referto repubblicano

Le approfondite analisi svolte in varie zone del corpo del paziente il 28 e 29 marzo scorsi hanno purtroppo evidenziato un radicamento diffuso del Berluscoma a dispetto dell'intensa terapia attuata negli ultimi mesi e dei timidi segnali di cedimento che la massa estranea sembrava presentare dopo un periodo di fortissima autocrisi. Si è riscontrata altresì un'importante flogosi da Carrocciococco a carico delle vie padane che ha portato una crisi febbrile nel quadrante nord-occidentale e il cui decorso è ancora tutto da definire. A poco sembrano dunque valse le terapie d'urto attuate finora, segno evidente che il Berluscoma attinge forza e nutrimento da vasi informativi che gli producono più benefici, di quanti danni possa arrecargli la somministrazione dei farmaci più svariati che, quindi risultano buoni per lo più a opporre una dignitosa resistenza e a garantire al paziente di restare per lo meno in condizioni stazionarie.

Il vero problema risiede tuttavia nella scarsità di leucociti e nell'attività dei linfonodi del lato sinistro del corpo, la cui efficienza risulta sempre troppo debole. Le ragioni principali di questa situazione sembra risiedere da una parte in una diffusa compromissione culturale del midollo osseo e dall'altra in una diversificazione patologica dei tessuti dei linfonodi, che quindi non agisono all'unisono, come invece dovrebbero. Inoltre è ipotizzabile anche l'intervento di qualche difetto a carico del patrimonio genetico, come una perdita di specializzazione, che porta in ultima analisi a un deficit nei livelli generali di stima e autorità.

L'équipe medica ritiene che il Travaglil®, il Santoride® e gli altri chemioterapici mirati, in particolare il recente P-Violax®, siano rimedi da non abbandonare almeno per non perdere del tutto il paziente. Per sperare in una remissione dal Berluscoma è necessario tuttavia trovare il modo di restituire aggressività ai linfonodi di sinistra, affinché lavorino in maniera proficua e armonica, ma anche decisa e autorevole, a beneficio del paziente. Si suggerisce di prendere in considerazione l'ipotesi un eventuale (ennesimo) autotrapianto, almeno dei linfonodi principali. Non si deve altresì trascurare l'infezione da Carrocciococco le cui conseguenze sono a tutt'oggi imprevedibili e di cui a tutt'oggi non è stata trovata la cura. Sembra tuttavia che il dilagare di questa infezione sia, almeno in parte dovuto proprio alla scarsità di leucociti, pertanto una cura ricostituente a base di Culturil® potrebbe far rientrare, almeno in parte, la situazione critica, evitando così una pericolosa anafilassi generale. Sfortunatamente il farmaco in questione risulta esaurito. Per ora, dunque, si può solo lasciare agire i soliti palliativi mediatici, con tutte le elevatissime controindicazioni del caso, e contemporaneamente iniettare vitamine nella circolazione periferica di Internet.

Allo stato attuale resta tuttavia difficile ipotizzare una regressione completa dal Berluscoma senza una preventiva rescissione dei vasi informativi che costituiscono i maggiori canali di nutrimento della malattia. Ma da questo punto di vista, attualmente il paziente è inoperabile.

La prognosi è ritenuta ancora riservata.

sabato 27 marzo 2010

Chemioterapia repubblicana /3

– E ora ci resterebbero da esaminare la più bella costituzione e il più bel tipo umano, ossia tirannide e tiranno.
– Precisamente.
– Su, caro amico, qual è il carattere della tirannide? È pressoché chiaro che risulta da una trasformazione della democrazia.
– È chiaro.
– Ora, non nascono in maniera pressappoco identica la democrazia dall'oligarchia e la tirannide dalla democrazia?
– Come?
– Quel bene che i cittadini si erano proposti come obiettivo e che comportava l'instaurazione dell'oligarchia, era la ricchezza eccessiva, non è vero?
– Sì.
– A rovinare l'oligarchia furono dunque l'insaziabilità di ricchezza e la noncuranza del resto, provocata dall'avarizia.
– È vero.
– Ora, a distruggere anche la democrazia non è pure l'insaziabilità di ciò che essa definisce un bene?
– Secondo te, che cosa definisce così?
– La libertà. In uno stato democratico sentirai dire che la libertà è il bene migliore e che soltanto colà dovrebbe perciò abitare ogni spirito naturalmente libero.
– Sì, è una frase molto comune.
– Ebbene, come or ora stavo per dire, l'insaziabilità di libertà e la noncuranza del resto non mutano anche questa costituzione e non la preparano a ricorrere fatalmente alla tirannide?
– Come?
– Quando uno stato democratico, assetato di libertà, è alla mercé di cattivi coppieri e troppo s'inebria di schietta libertà, allora, a meno che i suoi governanti non siano assai miti e non concedano grande libertà, li pone in stato d'accusa e li castiga come scellerati e oligarchici.
– Sì, si comporta così.
– E coloro che obbediscono ai governanti, li copre d'improperi trattandoli da gente contenta di essere schiava e buona a nulla, mentre loda e onora privatamente e pubblicamente i governanti che sono simili ai governati e i governati che sono simili ai governanti. Non è inevitabile che in uno stato siffatto il principio di libertà si allarghi a tutto?
– Come no?
– E così, mio caro, vi nasce l'anarchia e si insinua nelle dimore private e si estende fino alle bestie.
– Come possiamo dire una cosa simile?
– Per esempio nel senso che il padre si abitua a rendersi simile al figlio e a temere i figlioli, e il figlio simile al padre e a non sentire né rispetto né timore dei genitori, per poter essere libero; e che il meteco si parifica al cittadino e il cittadino al meteco, e cosí dicasi per lo straniero.
– Sì, avviene così.
– A questo si aggiungono altre bagattelle, come queste: in un simile ambiente il maestro teme e adula gli scolari, e gli scolari s'infischiano dei maestri e cosí pure dei pedagoghi. In genere i giovani si pongono alla pari degli anziani e li emulano nei discorsi e nelle opere, mentre i vecchi accondiscendono ai giovani e si fanno giocosi e faceti, imitandoli, per non passare da spiacevoli e dispotici.
– Senza dubbio.
– Però, mio caro, l'estremo della libertà cui la massa può giungere in un simile stato si ha quando uomini e donne comperati sono liberi tanto quanto gli acquirenti. E quasi ci siamo scordati di dire quanto grandi siano la parificazione giuridica e la libertà nei rapporti reciproci tra uomini e donne.
– Ebbene, con Eschilo non "diremo quel che ora è venuto alle labbra"?
– Senza dubbio, così dico anch'io. Consideriamo le bestie soggette agli uomini: nessuno potrà persuadersi, senza farne esperienza, di quanto siano più libere qui che in un altro stato. Le cagne, per stare al proverbio, sono esattamente come le loro padrone; e ci sono cavalli e asini che, abituati a camminare in piena libertà e solennità, cozzano per le strade contro i passanti, se non si scansano. E dappertutto c'è questa libertà. Mi stai raccontando proprio il mio sogno; quando vado in campagna, questo caso mi succede spesso.
– Ora, non pensi quanto l'anima dei cittadini si lasci impressionare dal sommarsi di tutte queste circostanze insieme raccolte, al punto che uno, se gli si prospetta anche la minima schiavitú, si sdegna e non la tollera? E tu sai che finiscono con il trascurare del tutto le leggi scritte o non scritte, per essere assolutamente senza padroni.
– Certo che lo so.
– Ecco dunque, mio caro, qual è a mio parere l'inizio, bello e gagliardo, donde viene la tirannide.
– Gagliardo, sì, rispose; ma che cosa viene poi?
– Quell'identico morbo, che, sorto nell'oligarchia, l'ha portata a rovina, sorge anche nella democrazia nascendo dalla licenza, e, più intenso e forte, la riduce schiava. In realtà ogni eccesso suole comportare una grande trasformazione nel senso opposto: cosí nelle stagioni come nelle piante e nei corpi e anche, in sommo grado, nelle costituzioni.
– È naturale.
– L'eccessiva libertà, sembra, non può trasformarsi che in eccessiva schiavitù, per un privato come per uno stato.
– È naturale, sì.
– È naturale quindi, che la tirannide non si formi da altra costituzione che la democrazia; cioè, a mio avviso, dalla somma libertà viene la schiavitù maggiore e più feroce.

La Repubblica, Platone - IV sec. a.C. (Libro VIII, 562a-564a)

[Bugiardino: dose straordinaria di anticorpi per stimolare la reazione del paziente al Berluscoma in questi giorni cruciali al fine di evitargli un tracollo. Si consiglia, al solito, l'assunzione a stomaco vuoto per evitare ulteriori spiacevoli effetti collaterali quali stipsi, secchezza delle fauci, rush cutaneo, tachicardia, palpitazioni, chiusura di programmi televisivi e legge marziale.]

credit: foto di Anatol Kjashchuk

sabato 20 marzo 2010

Chemioterapia repubblicana /2

Tirannide indistintamente appellare si deve ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzione delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto eluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono o tristo, uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammetta, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Della tirannide, Vittorio Alfieri (1777)

[Bugiardino: visto il continuo aggravarsi del paziente causato da un'aspra recrudescenza del Berluscoma, e dell'avvincinarsi dell'appuntamento elettorale, si rende necessario un rinforzo della terapia con una somministrazione straordinaria di principi attivi. L'assunzione, come al solito, è consigliata al mattino, rigorosamente a stomaco vuoto, per diminuire l'incidenza di effetti collaterali come pruriti, orticarie, vampate di calore, arrossamenti oculari, inappetenza e (soprattutto) bruciori anali.]


credit: foto di Anatol Kjashchuk

sabato 13 marzo 2010

Chemioterapia repubblicana

Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.

Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.

Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.

Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.

In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.

Elsa Morante, 1945

[Bugiardino: E' già un po' che questo testo circola per la rete, dunque potreste averlo già letto. Se lo riporto anche qui, è per contribuire alla diffusione di anticorpi nei confronti della preoccupante radicazione e diffusione del Berluscoma nel corpo del Paese. Il consiglio dunque è di assumere il testo almeno una volta al mese fino alle prossime elezioni politiche, al mattino, rigorosamente a stomaco vuoto, giusto per diminuire l'incidenza di effetti collaterali come nausee, cefalee, vomito, bruciori gastrici, perdita di conoscenza e alopecia diffusa.]

credit: foto di Anatol Kjashchuk

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