
È come l'invenzione dell'acqua calda, del pelapatate e del riso soffiato. Una di quelle cose talmente geniali da far sentire stupidi tutti quanti gli altri per non averci pensato prima. La questione è di una semplicità disarmante e, invero, anche un po' inquietante e ha per oggetto un tipo umano comune e ricorrente più o meno in tutte i luoghi e in tutte le epoche, ma quantomai attuale: il Perseguitato. Già , perché un recente studio di un team di psicologi dell'Università di Harvard è giunto alla conclusione che il Perseguitato sollecita nel prossimo un sentimento di indulgenza, di compassione e di condiscendenza, una presa di posizione in cui identificarsi e dunque un'ispirazione congenita alla simpatia. Si tratta di una reazione psicologica semplice e naturale, come un sughero che reagisce alla spinta dell'acqua e per questo galleggia. Lo studio ha inoltre confermato che non ha alcuna importanza che la persecuzione sia vera o presunta, né quale sia l'effettiva portata di tale angheria. Ma ciò che ha fatto fare un salto sulla seggiola agli studiosi, è l'aver compreso che nel momento in cui il messaggio della persecuzione (autentico o meno) giunge a destinazione in maniera intensiva, il soggetto ricevente ne viene soggiogato, i suoi criteri di giudizio sovvertiti e le sue scale di valori azzerate e completamente uniformate a un nuovo modello di pensiero che è, appunto, quello del Perseguitato. Il tutto in una maniera sottile, dolce e inconsapevole, senza istigazioni o coercizioni, senza minacce, droghe ipnotiche o agitazione di fucili. Un'adesione quasi premurosa e affettuosa. Sicura e ineludibile. Praticamente l'analogo psicologico di una pubblicità del Mulino Bianco.
Naturalmente tanto più questo processo sarà diffuso e capillare (e quindi deliberato), quanto più il Perseguitato, e il pensiero che egli rappresenta, vedrà crescere la sua popolarità presso il prossimo, fino a includere, per ipotesi estensiva, un'intera popolazione. E, forte di questo consenso e dell'approvazione incondizionata del popolo, il Perseguitato potrà arrivare a buon diritto a concedersi qualsiasi cosa. Quindi, concludono clamorosamente gli scienziati, la persecuzione sembra costituire una fase fondamentale nel processo di affermazione di un individuo all'interno di una società evoluta. In altre parole, se volete avere successo nella vita siate perseguitati. Fatevi vittime, insomma. Di occasione ne avete a bizzeffe: sul lavoro, a casa, dagli amici, in palestra, a scuola, in vacanza, in auto e nelle assemblee di condominio, al supermercato e allo stadio, alla televisione e in Parlamento. Se avete difficoltà a farcela da soli, perseguitatevi a vicenda. Aderite ad Associazioni ONLUS per la Persecuzione Reciproca, ci potrete anche scaricare l'8 per mille. Altrimenti avvaletevi di Gruppi di Persecuzione Anonima oppure ancora usate i telegiornali nazionali o insultate la piazza, che magari finisce che qualcuno vi tiri qualcosa in faccia. Sulle prime farà un po' male, certo, ma ne sarà valsa la pena. Se per contro siete persone comuni e non avete a disposizione niente di tutto ciò, non temete. Il consiglio migliore è quello di usare Facebook. Attualmente non c'è niente al mondo con cui vi si possa perseguitare di più. E in men che non si dica vedrete la vostra popolarità andare a mille e, con un po' di pazienza e perseveranza, una persecuzione come si deve vi conferirà poteri senza limiti. Non ci credete? Guardate un po' quello che sono riusciti a fare i cristiani.