Punti di vista da un altro pianeta

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venerdì 7 maggio 2010

Sesso, comodini e fantasia (VM 7 anni)

L'Uomo, le mani forti aggrappate ai fianchi di velluto, la prende con una lenta, dolce decisione. Allora la Donna lo guarda negli occhi. Un breve sorriso come un arcobaleno fugace. Gioia e malizia. Poi li chiude. Il preludio di un gemito. Sembrano vent'anni che attendevano questo momento. Quindi l'Uomo comincia a darci dentro, come fosse l'ultima cosa che avrebbe fatto nella sua vita, come fosse l'unica cosa che avrebbe dato un senso alla storia della sua vita. Dal canto suo la Donna si lascia cullare dalla marea di piacere che s'innalza a ogni colpo, come il seggiolino di un'altalena spinto verso l'infinito del cielo ogni volta proprio al momento giusto. Dura il tempo d'un soffio oppure un'eternità. Di certo alla fine l'Uomo esplode e la Donna con lui, vulcani gemelli sopiti per millenni, che si lasciano andare all'ebbrezza di un'eruzione negata troppo a lungo. Quando poi l'Uomo, madido, la lascia e crolla supino ansimante, come se avesse appena concluso il giro dell'Universo, allunga una mano verso il comodino e prende in mano... la vera ragione di questo post.

No, non si tratta del classico pacchetto di sigarette, bensì di un libro. È inutile che facciate quella faccia, so benissimo che (troppo) pochi di voi sarebbero arrivati fin qui, se dalle prime righe aveste intuito che volevo parlarvi di un libro di fantascienza. Così, se adesso che lo sapete volete lasciar perdere, sappiate che i nostri due protagonisti potrebbero anche non avere ancora finito... Dunque, il libro in questione è Storie della tua vita, raccolta di racconti di Ted Chiang, uno dei migliori autori di narrativa fantastica in circolazione, ovvero uno scrittore marziano a tutti gli effetti. Punto. Fidatevi delle mie antenne. Ma la particolarità di questo scrittore americano, che curiosamente si cimenta solo nella narrativa breve, è il suo particolare approccio al genere, che in una parola definirei obliquo. Molti infatti, forse più per comodità catalogativa che per sua effettiva appartenenza, considerano Chiang un autore di fantascienza [L'Uomo ha iniziato a leggere, ma la Donna non ne ha abbastanza e, come una gatta volitiva, gli stuzzica il birillozzo con le unghie lunghe, laccate del colore dei sogni...]. Eppure, a dispetto del suo bagaglio culturale tecnico - Chiang è laureato in informatica -, la sua narrativa si snoda su binari sì non realistici, ma inconsueti e trasversali, a volte più vicini a un Buzzati o a un Calvino o a un Bradbury, che a un Asimov o a un Clarke o a un Dick, a volte un insieme dei sei, a volte distante anni luce da tutti quanti, ma sempre con una potenza evocativa tale da rendere la sospensione dell'incredulità un gioco da bambini anche nei lettori più refrattari.

Insomma è vano tentare di rinchiudere Ted Chiang dentro i rigidi stilemi di un genere, perché Chiang il genere lo reinventa ogni volta che mette mano a un nuovo racconto. Dove mai si può collocare la storia della costruzione di una torre che, raggiunta la volta del cielo, ora scava nella terra che la sovrasta senza sapere se sia possibile oltrepassarla, né quali pericoli nasconda (Torre di Babilonia)? Oppure quello di una realtà dove le regole della Cabala e i nomi possono sul serio animare le cose (Settantadue lettere) [Ecco, senza distogliere gli occhi proprio da questo racconto, l'Uomo allunga le dita verso il sesso di lei, umido e caldo...], o quello di un mondo dove paradiso e inferno sono tangibili e interferiscono direttamente nelle vite degli uomini (L'inferno è assenza di dio)? O, infine, quello - geniale - di un'America pseudo-contemporanea in cui è stato sviluppato un trattamento in grado di eliminare l'influenza della considerazione della bellezza dal giudizio delle persone (Il piacere è ciò che vedi: un documentario)?

Queste sono solo alcune delle chicche di Chiang racchiuse in quest'antologia, che include otto opere di questo autore, classe 1967, di cui molti sperano di vedere presto un romanzo, ma che si ostina a pubblicare solo racconti, e anche col contagocce, ma che nel contempo non manca di sbancare tutti i premi internazionali più importanti (Hugo, Nebula, Locus). [Anche se una parte dell'Uomo vorrebbe proprio finirlo di leggere, il racconto di Chiang, il birillozzo non ama il genere e comincia a inturgidirsi come una fenice che risorge dalle proprie ceneri, mentre la Donna gli solletica un orecchio con la punta della lingua e lui sente la tensione crescere e la voglia riattizzarsi...] E anche se forse l'unico suo difetto sta nei finali, in media lievemente un po' giù di tono rispetto al resto (niente a che vedere coi "finali" dei nostri protagonisti), vale davvero la pena fare l'esperienza di leggerlo. Se poi vi capita l'occasione della scopata che aspettavate da vent'anni, non deludetela e date il meglio di voi. Chiang non è tipo che si offende, se lo mettete ad aspettare sul comodino.

Storie della tua vita, di Ted Chiang - Stampa Alternativa & Graffiti

[credits: foto di Karimahlending]

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