Normalmente si fanno strada tra le assi inchiodate delle bare, spingono le loro mani artigliate attraverso la terra smossa delle tombe, dopodiché sollevano le ginocchia secche sui bordi delle lapidi e cominciano ad aggirarsi in cerca di cibo cibo cibo, illuminati da una falce di luna (non necessariamente piena), barcollanti come burattini sgangherati, ma animati da una famelica ostinazione ultraterrena.
A volte però capita che si risollevino a sorpresa ancor prima di raggiungere le fosse. Ma non è che per questo, a dispetto delle apparenze, la loro carne appesa alle ossa sia meno in decomposizione o meno maleodorante, non è che siano meno egoisti, meno affamati di carne umana, o meno determinati ad affondare la loro bocca affilata e macilenta nel primo collo fresco disponibile.
Sono i più pericolosi, questi. Quelli che in qualche modo, nonostante la putrefazione incipiente e qualche verme che comincia timidamente a farsi strada tra le fibre accoglienti, riescono ancora a sorriderti, a simulare la loro normalità con l'aiuto della formaldeide. A loro non basta azzannarti. Perché sono degli esteti della morsicata e a loro piace che tu, il collo, glielo offra. Spontaneamente.
Ne hanno bisogno perché anche il loro orgoglio, la loro presunzione, la loro arroganza, la loro folle smania di potere e denaro sono insaziabili almeno tanto quanto il loro stomaco. Per questo fanno di tutto per accattivarsi le tue simpatie, cercare di farti abbassare la guardia e conquistare la tua fiducia (e il tuo collo).
Ma forse c'è di mezzo anche la paura. Il terrore che tu possa finirli. E dunque sanno di dover essere loro a finire te, prima che possa accadere il contrario. Qualcuno (anche per essi) lo chiama "istinto di sopravvivenza", forse l'unica cosa che è davvero loro rimasta. Ma non lo è forse anche il tuo?
A volte però capita che si risollevino a sorpresa ancor prima di raggiungere le fosse. Ma non è che per questo, a dispetto delle apparenze, la loro carne appesa alle ossa sia meno in decomposizione o meno maleodorante, non è che siano meno egoisti, meno affamati di carne umana, o meno determinati ad affondare la loro bocca affilata e macilenta nel primo collo fresco disponibile.
Sono i più pericolosi, questi. Quelli che in qualche modo, nonostante la putrefazione incipiente e qualche verme che comincia timidamente a farsi strada tra le fibre accoglienti, riescono ancora a sorriderti, a simulare la loro normalità con l'aiuto della formaldeide. A loro non basta azzannarti. Perché sono degli esteti della morsicata e a loro piace che tu, il collo, glielo offra. Spontaneamente.
Ne hanno bisogno perché anche il loro orgoglio, la loro presunzione, la loro arroganza, la loro folle smania di potere e denaro sono insaziabili almeno tanto quanto il loro stomaco. Per questo fanno di tutto per accattivarsi le tue simpatie, cercare di farti abbassare la guardia e conquistare la tua fiducia (e il tuo collo).
Ma forse c'è di mezzo anche la paura. Il terrore che tu possa finirli. E dunque sanno di dover essere loro a finire te, prima che possa accadere il contrario. Qualcuno (anche per essi) lo chiama "istinto di sopravvivenza", forse l'unica cosa che è davvero loro rimasta. Ma non lo è forse anche il tuo?