Punti di vista da un altro pianeta

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venerdì 1 aprile 2011

Pesci d'aprile

Domenica scorsa Italo Bocchino si è confessato in diretta da Fabio Fazio, chiedendo pubblicamente scusa alla moglie per la relazione extraconiugale con Mara Carfagna. Fazio lo ha assolto in diretta senza neanche fargli recitare l'Atto di Dolore. In nomine sponsoris, et Finii et nuntii promotionalis...

Accarezzando il suo gatto Blofeld, il presidente degli Stati Uniti, Premio Nobel per la Pace, Barack Obama ha rivelato in conferenza stampa che l'installazione climatica HAARP in realtà è una potente e innovativa arma capace di scatenare devastanti terremoti a comando su tutta la superficie terrestre. Il Popolo Viola ha istituito una sottoscrizione popolare per prenderlo in affitto per un paio d'ore per un lavoretto in zona Arcore.

Il vicepresidente del CNR, Prof. Roberto de Mattei, ha sostenuto in un'intervista a Radio Maria che i terremoti: «sono una voce terribile ma paterna della bontà di Dio». Naturalmente non ha sentito il bisogno di specificare che, a dispetto del dolore del momento, le sculacciate sono sempre a fin di bene.

Giampaolo Pazzini non potrà giocare l'atteso derby di domenica prossima. Durante la partitella di rifinitura di ieri ad Appiano Gentile, l'attaccante nerazzurro (che aveva appena segnato un gol) è infatti dovuto uscire anzitempo dal campo. Dopo i primi inutili soccorsi da parte dello staff medico, alla fine è stato disposto il suo trasporto d'urgenza presso l'Ospedale Niguarda di Milano. I medici gli avrebbero riscontrato un doppio trauma oculare e una frattura scomposta all'indice e al medio della mano destra.

La giunta leghista di Zaia, presidente della Regione Veneto, ha spedito a tutti i dirigenti scolastici delle scuole primarie della regione una copia della Bibbia per contrastare nella società "la deriva laicista, spesso ancorata ai dettami del relativismo e del nichilismo". Glielo dite voi, per favore, che ci vorrebbe anche un dizionario per le parole laicista, relativismo e - soprattutto - nichilismo?

Il sito WikiLeaks proprio stamane ha rivelato che: Clark Kent è Superman, Peter Parker è Spiderman, Bruce Wayne è Batman, Matt Murdock è Devil, Bruce Banner è Hulk, Zio Paperino è Paperinik, Palpatine è Joseph Ratzinger, Niccolò Ghedini è Lurch, Augusto Minzolini è Lex Luthor e Pierluigi Bersani è l'Uomo Invisibile.

Qualche giorno fa, in occasione della sottoscrizione da parte di 85 paesi all'ONU della risoluzione per porre fine alla discriminazione e agli atti di violenza nei confronti della comunità LGBT, l'Ambasciatore dell'Osservatorio Permanente del Vaticano presso le Nazioni Unite ha attaccato pesantemente l'iniziativa volta a riconoscere la dignità e l'uguaglianza di chi ama persone dello stesso sesso. Per l'Arcivescono Silvano Tommasi negare la possibilità di essere contro l'omosessualità è «una chiara violazione dei diritti umani».

È chiaro che non ci crede nessuno.

[Credits: il pesce è di Marco Marilungo]

venerdì 11 febbraio 2011

Dire la verità credendo di mentire

È una parola che va molto di moda in questi giorni, golpe. È facile accorgersene dalla sua ricorrenza nei media. Un lemma che - non a caso - è capace di evocare immediatamente scenari centro/sud americani, anche per la sua derivazione spagnola, trattandosi di un'abbreviazione della locuzione golpe de estado, ovvero colpo di stato. Dal punto di vista del significato, si tratta di un "atto violento o comunque illegale, posto in essere da un potere dello Stato, diretto a provocare un cambiamento di regime" (Wikipedia). La differenza rispetto a una rivoluzione è che quest'ultima è promossa e attuata da forze esterne al regime. E fin qui, la semantica.

Ora, ieri questa parola è stata accostata per la prima volta (almeno a mia memoria) all'aggettivo morale. È accaduto nell'intervista che Giuliano Ferrara ha fatto a Silvio Berlusconi e che è apparsa su Il Foglio, sempre in merito alla faccenda dell'inchiesta dei giudici di Milano sui presunti reati di concussione e prostituzione minorile in cui Berlusconi sarebbe incorso e al presunto atteggiamento persecutorio dei giudici nei suoi confronti. Ecco lo stralcio copiato direttamente dal sito de Il Foglio:
Stavolta c'è una coscienza pubblica diffusa dell’intollerabilità costituzionale e civile di un siffatto modo di procedere, il famoso golpe bianco, anche perché abbiamo un presidente che è un galantuomo, e allora ricorrono a quello che lei, caro direttore, ha chiamato 'golpe morale'. È per questo che nel documento del Popolo della Libertà si parla di eversione politica. È un giudizio tecnico, non uno sfogo irresponsabile.
In realtà dunque golpe morale è stata una locuzione usata dal giornalista che il Presidente del Consiglio non ha perso tempo a fare sua. Difatti questo è stato riportato oggi da molti quotidiani come un suo virgolettato originale. Ma questo importa poco. Importano invece le parole, giacché alla fine sono le parole a veicolare i concetti che vengono trasmessi alle persone e dunque usati per modellare la loro opinione. Per questo non mi aspetto che politici e giornalisti le scelgano mai per caso. Tuttavia mi chiedo se, in quest'occasione, abbiano ragionato sull'espressione golpe morale, tenendo in considerazione le regole della retorica con le quali i concetti devono fare i conti.

È evidente che la presenza dell'aggettivo morale sposta radicalmente il terreno su cui il significato di golpe si poggia. Un po' come dire: assassinio o assassinio morale. Nel secondo caso non ci aspettiamo alcun cadavere. Allo stesso modo da un golpe morale non mi aspetto alcun colpo di stato. L'aggettivo dunque sposta il significato della locuzione in un contesto figurato, che è quello indicato dall'attributo. Mi aspetto dunque che il cambiamento di regime significato dalla parola golpe, avvenga all'interno del confine della morale. In altre parole, un golpe morale è un rovesciamento arbitrario e improvviso dello stato morale, ovvero un cambiamento repentino e radicale del modo di intendere certi aspetti morali.

Per una volta non posso dunque che convenire con Ferrara e Berlusconi: sì, in Italia è in atto un golpe morale! Perché le coscienze dei cittadini (o almeno di una parte di essi) non riescono più a convivere con questa palese, indecente, vomitevole assenza di qualsiasi scrupolo etico a beneficio del proprio sollazzo e del proprio tornaconto, alimentato dall'abuso di potere nella più totale mancanza di rispetto nei confronti della cittadinanza intera. Sì, per una volta avete detto la verità, benché voi l'abbiate fatto per sventolare lo spettro di quella parola, golpe, evocatrice di fuochi e di carri armati, di polvere e di fucili, di coprifuochi e di terrore. Sì, in Italia è in atto un golpe morale, o almeno un suo tentativo, e le manifestazioni di domani ne sono una prova.

E visto che la paura di perdere i suoi privilegi, fa sì che il Vaticano abbia rinunciato a quella bell'abitudine di una volta di lanciare anatemi come fulmini e saette, e dunque (colpevolmente) non si vuole sporcare le mani per catalizzare questa rivoluzione delle coscienze, dev'essere il popolo a rimboccarsi le maniche. Lo deve fare Internet. Lo devono fare i media. Lo devono fare l'educazione e l'esempio. L'esempio prima di tutto. Perché non è moralismo pensare che ci debba essere un confine, fermo, da qualche parte. È solo civiltà. Negli USA un deputato repubblicano del Congresso - sposato con un figlio - è stato sorpreso a mandare una foto a torso nudo a una donna conosciuta in un sito di annunci personali e (solo) per questo ha rassegnato le dimissioni.

Sì, in Italia c'è un assoluto bisogno di un golpe morale. Solo se fosse anche davvero in atto, come dicono loro, per una volta ci sarebbe un po' di speranza.

[Credits: il dipinto in alto è "L'imperatore Giustiniano" di Andrea Fortina (olio su cartone, marzo 2006) - tratto da Tutte le facce del Cav. che il pittore realizzò per il Foglio nel 2006]

martedì 18 gennaio 2011

Ridateci i cerchi nel grano, per favore!

L'ultima parte della puntata di Voyager di ieri sera è stata istruttiva come poche altre. Prima di vederla, infatti, non avevo ancora ben chiara in testa l'idea del punto che si può osare raggiungere nel prendere per i fondelli i telespettatori e non solo non pagare dazio, ma avere anche successo (e un congruo stipendio). E questo non è certo un complimento nei confronti dei telespettatori. In fondo il furbacchione è lui, Roberto Giacobbo, che da anni e anni a questa parte sguazza nel millantare misteri dove pur qualche legittimo interrogativo esiste, ma soprattutto a inventarne di nuovi, del tutto inesistenti, con servizi imbarazzanti, per farcire di fuffa il palinsesto di una trasmissione che può essere apprezzata sul serio solo da encefalogrammi piatti.

Il servizio di chiusura della serata di ieri è dedicato a Stephen King, lo scrittore, proprio lui, e la prima cosa che viene da chiedersi è: che cosa diavolo c'entra King con Voyager?! È stato recentemente rapito dagli alieni? I suoi libri sono dettati in scrittura automatica da spiriti di trapassati? O è lui stesso un extraterrestre? No, è assai più probabile che sia solo un discendente dei templari. O che il suo potere - vai a vedere - sia dovuto al fatto che in realtà è il custode del Graal o dell'Arca dell'Alleanza o di entrambi. E per questo lui è immortale, onnisciente e dotato di poteri che neanche ci sogniamo.

Invece no, niente di tutto questo. Cioè, magari... Giacobbo parte mostrando la residenza vittoriana di King a Bangor nel Maine, una villa tutto sommato sobria per uno del conto in banca di King. La telecamera indugia sul cancello di ferro battuto ornato con demoni e pipistrelli e le iniziali S e K e, strisciando di fronte alla villa, il presentatore comincia a domandarsi qual è il segreto di un uomo di successo come King, che ha raggiunto la popolarità planetaria grazie a storie dell'orrore, insinuando che ci sia qualche elemento misterioso nella capacità creativa di King. Forse esoterico o soprannaturale? Del resto siamo su Voyager, no? Magari un bel patto col diavolo, vergato col sangue in una notte di luna piena! Giacobbo, serpentello, non lo dice mica, certo, ma quel sibilo con cui pronuncia le "s" qualcosa deve pur significare. «Perché King», spiraleggia, «nonostante tutti i soldi che ha fatto, e che potrebbero consentirgli di vivere ovunque nel mondo, è rimasto a Bangor, una cittadina così dimessa del Maine?» allude Giacobbo lucidando la mela. Come se Bangor avesse il potere di trasmettere allo scrittore qualche tipo di potere o energia nascosta, come se It fosse ben più di qualcosa di immaginario.

Quindi il servizio prosegue alternando immagini di questa graziosissima cittadina della provincia americana, con i suoi parchi, le sue cisterne, le sue lapidi e i suoi cittadini (tutti sovrappeso), con le interviste di un paio di individui del luogo: un libraio, che ci rivela - bontà sua! - che King è un grande e le sue storie sono fortemente legate a Bangor e a quei luoghi, e un altro scrittore locale, che afferma di aver riconosciuto almeno dieci posti di Bangor e dintorni (addirittura dieci? Su oltre trenta romanzi e racconti?! That's really cool!) riportati nei libri di King e che il Maine è un luogo impervio con lunghi inverni oscuri, freddi e inospitali, dove non è difficile immaginare di restare isolati o non soccorsi dopo un incidente. E questo, manco a dirlo, scatena l'immaginazione. Figuriamoci la nebbia in val padana.

Infine Giacobbo arrotola il suo corpo sinuoso intorno a due aneddoti come frutto di rivelazioni esclusive, suggerendo che da queste esperienze - ohibò - King possa essere stato influenzato nella sua professione. La prima è legata all'infanzia dello scrittore che "viene colpita, oltre che dalla scomparsa del padre, dalla morte di un suo amico. All'età di quattro anni, i due sono impegnati a giocare vicino ad una ferrovia, quando l'amico del futuro scrittore cade sulle rotaie e viene travolto da un treno. King, in stato confusionale, torna a casa senza ricordare quanto successo." (fonte: Wikipedia.it) La seconda è quella dell'incidente (di dominio pubblico) che King subì il 19 giugno 1999 quando venne investito da un minivan che lo lasciò in fin di vita sul selciato. Per fortuna lo scrittore si riprese, ma nella trasmissione viene detto che merito della guarigione sarebbe in gran parte dell'immaginazione di King che lo avrebbe aiutato a superare il dolore. Niente male questa, no? Senza contare la singolare coincidenza che secondo Giacobbo l'investitore, Bryan Smith, sarebbe morto entro poche settimane dall'incidente, guarda caso proprio il giorno del compleanno di King. Anche qui, la lingua biforcuta non aggiunge niente se non sibili e sinistri fruscii. Le sue insinuazioni stanno nelle omissioni, nei toni melliflui, negli sguardi ammiccanti, nei toni cupi della musica. In realtà Smith è morto sì, il 21 settembre, ma dell'anno successivo. Nel mondo esistono anche queste cose qui. Hanno coniato un termine apposta: coincidenze.

Ora c'è bisogno di dire che è ovvio che ogni esperienza fa lo scrittore? C'è bisogno di dire che è ovvio che un luogo e le sue suggestioni fanno lo scrittore? C'è bisogno di dire che è ovvio che uno scrittore metterà in qualche modo dentro le sue storie il suo vissuto, i suoi luoghi, i suoi personaggi, in generale le sue conoscenze ed esperienze filtrate ed elaborate dalla sua immaginazione e dalla sua sensibilità? Che cosa c'è di strano in tutto questo? Nulla. Qual è il segreto? Nessuno. Che cosa rende tutto questo in tema con una trasmissione di misteri? Niente, se non Giacobbo stesso e il fatto che l'unico vero voyager qui è proprio lui che, in compagnia di almeno un operatore, si è fatto una bella vacanza nel Maine a spese dei contribuenti solo per inanellare una serie di idiozie vuote e pretestuose, come un jackpot di disonestà intellettuali, che suonano come una truffa giornalistica e un vero e proprio insulto all'intelligenza dello spettatore medio. Bè, su quest'ultima però non ci giurerei.

giovedì 1 aprile 2010

Pesci d'aprile

Roberto Cota, neopresidente della Regione Piemonte, non ha perso tempo e ha annunciato che inaugurerà il suo nuovo mandato revocando il patrocinio al Gay Pride e cercando di tenere il più possibile le pillole RU486 già ordinate da Mercedes Bresso ben chiuse dentro i magazzini.

Dai microfoni di Radio Maria, Padre Livio Fanzaga, direttore e conduttore dell'emittente radiofonica cattolica, ha commentato i risultati delle Elezioni Regionali dicendo: «Bonino, Bresso, il cattolico non è fesso». Poi, a proposito della stessa esponente radicale ha anche detto che «candidarla è contro natura», che è un «anticlericale rigorosa e dovrebbe farsi psicanalizzare, la Bonino, da Margherita Hack, così almeno si intendono», che non si aspettava che dal PD venisse la candidatura di «una mangiacristiani, scusate, abbiate pazienza, che cosa volete, che il diavolo vi dia la benedizione?» e infine che «certamente la Bonino non è l'anticristo, perché è una donna.»

Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia per la Vita ha dichiarato a proposito della Lega, vittoriosa al Nord, che: «Quanto ai problemi etici, mi pare che manifesti una piena condivisione con il pensiero della Chiesa.»

Il direttore del TG1, Augusto Menzognini, ha allontanato tre conduttori storici del telegiornale del principale canale della RAI: Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso. «Per dare un segnale di cambiamento» ha detto Menzognini, smentendo categoricamente le accuse di epurazione. I tre erano tra coloro che non hanno firmato la lettera a favore del direttore.

Secondo i dati resi pubblici dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia, metà degli italiani dichiara un reddito annuo inferiore a 15000 Euro e due terzi non oltre i 20000.

Per il quinto anno consecutivo, Rodan un maschio di cicogna ha percorso in volo 13000 km, dal Sud Africa alla Croazia, per raggiungere Malena, la compagna che a causa di una ferita non riesce più ad affrontare le lunghe traversate migratorie.

Al termine della partita di Champions League di ieri sera tra Inter e CSKA, vittoriosa in favore della squadra italiana per 1-0 con goal di Milito al 20' del secondo tempo, Balotelli ha raggiunto i compagni nello spogliatoio, si è messo in ginocchio di fronte a tutti, si è battuto il petto tre volte con contrizione e ha chiesto scusa a Mourinho.

È chiaro che non ci crede nessuno.

[credits: il pesce è di Marco Marilungo]

sabato 27 febbraio 2010

Notizie gasate


Ieri, nell'edizione delle 13:30, al TG1 è stato detto per ben due-volte-due, che per Mr. Mills c'è stata ASSOLUZIONE dalla ben nota accusa di corruzione da parte di Mr. B. Il video lo trovate qui, nel covo di quegli agitatori comunisti di Repubblica. E converrete con me che è più facile credere alla terra piatta, piuttosto che alla buona fede di un giornalista professionista che avrebbe confuso per errore i termini PRESCRIZIONE e ASSOLUZIONE.

L'importante è che ormai una sostanziosa fetta di pubblico (quello che non legge i giornali, quello che non naviga su Internet, quello che modella le sue opinioni sul TG1 e sul confessionale del Grande Fratello) si sia già bell'e che bevuta la notizia. Burp!

Quanto ad Augusto Menzognini, direttore del TG1 e quindi responsabile di quello che dicono i suoi giornalisti, si vocifera che nell'imminente servizio/inchiesta sull'uso del profilattico tra i giovani, è praticamente certo che userà il termine aborto.

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