Punti di vista da un altro pianeta

lunedì 14 febbraio 2011

Il prezzo delle donne

Se davvero "libertà è partecipazione", come diceva Giorgio Gaber, allora quella di ieri è stata un'autentica sinfonia di libertà. Possente. Corale. Magnifica. Sintomo che, a dispetto del qualunquismo e della pretesa disaffezione alla politica e dunque alle sorti della società, è (finalmente) germogliata nelle coscienze un'istanza comune, fortemente condivisa e trasversale, e soprattutto diffusa al di là delle divisioni geografiche, politiche, culturali e sociali. Oltre ogni aspettativa. Ma, anche se nessuno lo fa rilevare, non si può dire che il concerto sia stato impeccabile. Perché naturalmente tutti oggi sottolineano l'energia partecipativa della manifestazione, la cui forza si misura sì con le cifre, le immagini, le testimonianze, ma ancora di più con la pochezza miserabile e ridicola dei commenti strumentali di chi stava dall'altra parte. Segno, stavolta sul serio, che c'era davvero ben poco da osteggiare a riguardo. Eppure, nell'immenso fluire della musica, ho avvertito una nota stonata. E non una nota da poco, bensì una nota che fa parte del tema portante, ideologico, strutturale della sinfonia stessa.

Allora facciamo un passo indietro e parliamo di sesso, perché tutto - come spesso succede - è cominciato da lì. Il sesso è incontestabilmente una delle armi più potenti che la natura abbia dato agli esseri viventi in grado di condizionare i rapporti tra gli individui e, da questo punto di vista, il mondo è pieno di donne che lo usano, aprendo le gambe per interesse. Dunque non ci sono solo quelle che sono costrette a farlo perché schiave. Alcune lo fanno per libera scelta, perché tutto sommato sono soldi facili e soprattutto molti, molti, molti di più di quelli che riesce a raggranellare una cassiera della COOP (e con turni di lavoro molto più vantaggiosi), alcune perché è così che va il mondo e senza quello non riuscirebbero a coronare (così facilmente e con certezza) le loro ambizioni, alcune perché tutto sommato conviene loro così, per una bella casa, una bella macchina, dei bei vestiti e un futuro assicurato per i loro figli. Insomma, la faccenda della dignità della donna, soprattutto nei confronti dello sfruttamento del sesso, è cosa quanto mai variegata e non può essere ridotta tanto facilmente a un'unica nota, ancorché nobile, come s'è visto ieri.

Difatti non voglio dire con questo che la manifestazione di ieri sia stata sbagliata. Solo che non era modulata come avrebbe dovuto. Perché se, giustamente, si scagliava contro un sistema che fa della strumentalizzazione della donna (e dunque del suo disprezzo) uno dei suoi ignobili cardini fondativi, dall'altro è anche vero che le donne coinvolte nel caso Ruby, a partire da Ruby stessa, ancorché minorenni, hanno tutt'altro che l'aspetto di donne vessate, sfruttate, schiave. Ma anch'esse, in fondo, sfruttatrici di un sistema che porta loro soldi facili, visibilità, fama televisiva e posizioni importanti. È dunque così difficile pensare che il drago non riesca a trovare in giro vergini disponibili, perché le vergini hanno la forza e il coraggio, malgrado i miraggi di dollari e paillettes, di dire «No grazie, non fa per me!»?

La manifestazione di ieri chiedeva al drago e al suo sistema rispetto per la dignità della donna. Ma per essere davvero impeccabile, la manifestazione di ieri avrebbe dovuto essere anche una manifestazione di donne contro le donne. Le donne che piuttosto che darla, preferiscono fare le netturbine, contro le donne che piuttosto che fare le netturbine, preferiscono darla. Perché se da un lato l'abuso del potere del drago non potrà mai venire meno perché connaturato alle scaglie della sua lunga e viscida coda, dall'altro non si deve dimenticare che egli approfitta del fatto che un prezzo, alla fine, lo trova sempre.

28 commenti:

  1. Ci voleva qualcuno che avesse il coraggio di dire simili stronzate, che poi son vere... dov'è il bottone 'segui'? Ah è qui!

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  2. In effetti loro hanno detto che non si schiewravano contro quelle dell'olgettina. IO speravo che non fosse il solito pretesto per attaccare il sultano anche perchè non è solo colpa sua se le donne non hanno mai ricoperto ruoli fondamentali nelle più alte istituzioni o nelle grandi aziende. Si sono svegliate solo ora ma avrebbero fatto bene a dire che Karima e le altre sono delle furbacchione, invece che dire "ci fanno pena"

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  3. io penso sia stato giusto non schierarsi contro ruby e le altre, personalmente non sopporto quel genere di donna, ma una di se stessa fa quello che vuole (lo so è una frase fatta), il problema sorge nel momento in cui chi ha il potere promuove questo modo di andare avanti nella vita. non posso pretendere che tutti decidano di vivere come vivo io, ma pretendo che chi governa NON legittimi un modo di vivere fatto di scorciatoie a bassissimo contenuto di dignità. e non parlo solo del sultano, perchè è vero che la cosa non è cominciata ora.

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  4. Sono stato e sono accanto alle Donne nella loro pretesa di Rispetto, e in questo senso la loro manifestazione mi è molto piaciuta. Mi piacciono un po' meno i piagnistei sulle quote rosa, e meno ancora la sempre più diffusa mania di dichiararsi più intelligenti usando come unico argomento il secchiare a memoria come tapine recluse per ottenere votuzzi scolastici più alti, che con l'intelligenza non c'entrano un fico secco.
    Giusto poi chiarire che la protesta era (o doveva essere) contro un sistema e non contro il genere maschile: la put**** che le ha definite "poche radical chic" (rendendo, una volta per tutte, il termine Radical Chic una meravigliosa Onorificenza - grazie gelmina!) non mi risulta essere munita di pene...

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  5. @magneTICo: mmmh, quindi immagino che il tuo devo prenderlo come un complimento, giusto? ;-)
    Del resto se vengono apprezzate le "stronzate", chissà che tripudio con le cose "serie". :)
    Dunque grazie. Del commento e del "segui". E benvenuto!

    @Inneres Auge: il problema è che le manifestazioni, per funzionare, devono essere "estreme", non possono tener conto delle sfumature, che pur ci sono. Obiettivamente non si poteva pretendere che le donne andassero in piazza contro se stesse. Non apertamente. Però una qualche formula la si poteva trovare. E quel che è peggio, è che nessuno oggi lo fa rilevare (almeno io non l'ho visto).

    @Lumaca a 1000: infatti non dovevano schierarsi contro di loro, ma almeno avrebbero dovuto prendere posizione *contro il sistema di valori* che quelle donne (e moltissime altre) rappresentano. Quanto al Governo e alla protesta contro la legittimazione delle sue indegnità, su questo non ci piove, naturalmente.

    @Zio Scriba: "poche radical chic" è proprio l'esempio perfetto della "pochezza miserabile e ridicola dei commenti strumentali di chi stava dall'altra parte" cui mi riferivo. E la "signora" che l'ha detto - peraltro nella consapevolezza che non era vero (perché tutto si poteva dire tranne che erano poche) - ha fatto solo una figura miserabile. Di gran lunga meglio avrebbe fatto a tacere.

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  6. Concordo pienamente con questa precisazione e sul fatto che la contrapposizione donna donna doveva essere più evidente.
    Per quanto possa esser attinente mi piacerebbe sapere cosa pensi in merito a questo post
    Saluti

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  7. Per me bisognava manifestare per chiedere le dimissioni di B. senza tante balle (le donne, dignità sì, dignità no: tutto molto opinabile). Come al solito da un po' di tempo a questa parte si fanno sempre le cose a metà.
    Comunque per ora va bene così.

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  8. @mark: in effetti mi è stato puntualizzato su Facebook che, per esempio, al corteo di Milano qualcosa in proposito è stato detto. Ma di certo a livello mediatico nazionale il concetto non è passato.

    Al tuo post ho risposto sul tuo blog. ;-)

    @Rouge: la penso anch'io così. Chissà però se per quello si sarebbero mobilitate altrettante persone... Comunque sono d'accordo sulla positività della manifestazione. Se riesci a smuovere un milione di persone, che qualcosa non torni comincia ad apparire sotto gli occhi di tutti. E questo contribuisce a fare opinione e coscienza.

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  9. mah, non so… io sono favorevole a tutte le manifestazioni di pensiero, quelle poco integraliste che facciano capire che 'qualcosa' non va, che facciano riflettere senza sembrare appunto solo una momentanea e inefficace alzata di testa. A me non importa un fico secco di coloro che usano questo metodo per ottenere un personale tornaconto. M'interessa che non sia legittimato a gran voce un sistema basato su questo mercimonio. M'interessa che i veri moralisti (quelli che si battono contro il testamento biologico, contro l'aborto, contro gli omosessuali e via dicendo) siano sbugiardati di brutto… qualcuno avrà capito, altri no. Pazienza. Il risultato, secondo me, anche se non interamente, è stato raggiunto.

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  10. quoto in toto (va' come suona bene!) lumaca, ecco.

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  11. Questa manifestazione per me è stata positiva, ma solo a metà. Non sono d'accordo sul fatto che il problema sia la violazione della dignità delle donne, come se ci si dovesse per forza contrapporre agli uomini. Come persona mi sento oltraggiata dal fatto che il capo del governo del mio Paese faccia cose che altrove non sarebbero tollerate e la passi regolarmente liscia, dal fatto che mette in posti di potere persone che si vendono per arrivare in alto o per farsi pagare la casa: le zoccole, ma anche i deputati dell'IDV che sono passati dalla sua in cambio di favori e promesse. La retorica delle donne solidali fra loro mi dà la nausea, è falsa come le dichiarazioni di B. e delle sue ministre farlocche. Da che mondo è mondo tendiamo mettercelo in quel posto a vicenda e a farci le scarpe, a invidiarci. Io sono contro Ruby e le mignotte dell'Olgettina, le disprezzo e le considero delle persone di scarsissimo valore, come quelli che pagano per andare a "cena" con loro. Il vero problema è che il presidente del consiglio ha trasformato questa Repubblica in un suo possedimento. Per la cronaca, mi hanno rotto anche quelle che sbandierano titoli di studio e attestati, tutti dovrebbero poter dimostrare il loro valore con i fatti, a prescindere dal sesso, e da tutti gli altri paramentri che ci identificano.

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  12. Onore al merito di questa manifestazione.
    Ma perchè manifestare solo ora, dopo Ruby e Berlusconi che sputtaneggia?
    Forse che prima la dignità delle donne fosse salva?
    Prima di Ruby andava tutto bene?.
    Perchè dobbiamo accorgerci che i freni non prendono solo quando siamo lanciato a 200 all'ora in autostrada? Non si poteva far un check prima?
    C’è una farsa di fondo, a mio avviso, in quasi tutte le manifestazioni di piazza.
    Tunisia, Egitto etc. ne sono la prova provata. Il tiranno di turno al più scappa all’estero con i suoi aerei carichi di pepite d’oro e di diamanti oppure promette qualche concessione in più (e puntualmente non lo fa) oppure ti sfondano il cranio a manganellate.
    In Egitto ci avevano provato promettendo l’aumento del 10% di stipendio agli statali. Il re butta qualche frattaglia in più ai servi e cerca di tenerli buoni.
    Sempre rivolte e mai rivoluzioni.
    Si reagisce sempre a qualcosa. Ad azione segue reazione. Un riflesso pavloviano. Come con i cani.
    Tu butti la palla e quello te la riporta.
    Ci si incazza quando ti tolgono il pane, la dignità, il lavoro, i soldi etc.
    Ma non ci si incazza mai quando si ha la pancia piena!
    A pancia piena si tollerano i politicanti ladroni, le prostitute minorenni ad ogni angolo di strada, i loro sporchi padroni schiavisti, gli evasori fiscali, etc.
    Quando si ha la pancia piena tante cose non si capiscono. L’indignazione, a pancia piena, sembra non esserci. Per capire ti devono bastonare!
    E si scende in piazza. Per riappropiarsi della perduta dignità di donna o di cittadino.
    Ma perché prima del bunga bunga andava tutto bene?
    Fiumane di prostitute minorenni popolano le strade di tutta Italia, interi settori della popolazione campano spacciando droga, una massa crescente di donne usa il corpo per procacciarsi fidanzato, matrimonio, casa, macchina, l'esame all'università, il lavoro.... tutto, Suv a partire da 70.000 euro si affiancano ad auto sgangherate di 20 anni fa.
    Perchè si scopre il trucco quando ti hanno fregato?
    Molti credevano di aver comprato il telefonino costoso all'ultimo grido ... ed invece gli hanno fatto il pacco, paccotto e contropaccotto!
    Ora si accorgono al calduccio di casa vedendo che tempo che fa che quella che gli hanno venduto è solo una scatola di segatura!
    Scusa l'ho fatta lunga. Mi fermo qui.
    Ciao.

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  13. @petrolio: una manifestazione che porta in piazza un milione di persone è (1) un successo e (2) sintomo forte di qualcosa che non va. E questo, come dicevo a Rouge, è comunque qualcosa che dovrebbe fare riflettere tutti: chi ha partecipato, chi non ha partecipato e chi può dare una risposta alle istanze di chi ha gridato al cielo.

    @ciku: quindi hai già letto anche la mia risposta. ;)

    @knitting bear: la tua visione è lucida e sottile. Va dato atto che, a volte, per agire in pratica e catalizzare le coscienze a uscire di casa bisogna tagliare i concetti un po' più grossolanamente di così. La piazza ha bisogno di essere evocata e provocata emozionalmente. Poi, tutto il discorso dell'homo homini lupus è innegabile. Il compito di una società democratica e civile è trovare un equilibrio sostenibile tra le forze che spingono in direzioni diverse, comprese le forze "istintive". E la cultura (in senso lato, non quella dei pezzi di carta così assurdamente sbandierati oggi come fai osservare... e su questo ci sarebbe bisogno di un post ad hoc) dovrebbe servire ad agevolare il raggiungimento di questo equilibrio. In effetti vista da questa prospettiva la situazione non è particolarmente rosea...

    @Gianni: che dire, se non che hai ragione su tutta la linea? L'uomo ha bisogno di sbattere il muso contro il muro per capire. Su questo c'è poco da discutere. E questo vale tanto più si sta bene, tanto più si è "ricchi", tanto più si hanno vestiti, telefonini, antenne paraboliche e videogames, champions league e cinema 3D. Tutti parlano di "crisi", ma questa è una brezzolina rispetto alla tempesta che verrà. Perché chiunque capisce il concetto di insostenibilità. Che non si può "crescere" all'infinito, semplicemente perché la Terra è un sistema finito e limitato di risorse. Non ci vuole un Nobel per arrivarci. Eppure ci si ostina a sbandierare il mito della crescita, crescita, crescita. Credi che l'uomo (inteso come sistema) farà qualcosa prima che il sistema crolli sotto il peso di se stesso? No. Quando si troverà nella merda, allora farà di necessità virtù. Ma guai a togliergli qualcosa prima.
    Le lotte, quelle vere, non si fanno per la morale o le idee astratte. Si fanno per il pane e per la libertà. Se di questi ce n'è in sovrabbondanza, si chiama decadenza.

    In tutto questo, la storia di Mr. B è a suo modo un'anomalia anche nel tipo di opposizione che sta suscitando. E lo sarà ancora di più se questa battaglia non si esaurirà con ieri. Di certo, quello che si è visto ieri è il segnale che qualche goccia ha fatto traboccare qualche vaso. E suo modo è già qualcosa, perché è segno che una parte del Paese è (ancora) viva, crede nel futuro e vuole dimostrare di contare qualcosa.

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  14. Marziano, non voglio dilungarmi in commenti o filippiche varie, ti scrivo solo per farti un plauso: la risposta a Gianni è davvero la sintesi perfetta delle cose. Pane, libertà e decadenza. Hai detto proprio tutto.

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  15. "….il mondo è pieno di donne che lo usano, aprendo le gambe per interesse. Dunque non ci sono solo quelle che sono costrette a farlo perché schiave. Alcune lo fanno per libera scelta, perché tutto sommato sono soldi facili e soprattutto molti, molti, molti di più di quelli che riesce a raggranellare una cassiera della COOP "

    SE queste donne lo fanno ,e lo fanno, non si rivolgono ad entità astratte ma a UOMINI ben reali che per motivi loro* preferiscono pagare.

    ° sono brutti ma ricchi, sono mezze seghe ma ricchi,sono deboli e malsposati ma ricchi,e altro che tu come uomo saprai di certo. Ma perchè proprio le cassiere della COOP ? Se io fossi un maschio come te farei riferimento alle donne della TUA famiglia, ma non lo sono per MIA GRANDISSIMA FORTUNA, e penso solo che hai voluto cercare il pelo nell'uovo.
    Scusami se ho scritto male,ma sono stanca,questi momenti IO li rubo alle mille altre cose che faccio TUTTI I GIORNI, FESTIVITA' COMPRESE.

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  16. 1) la prima immagine che hai scelto ch'io sia dannato se non è "asoiaf"!
    2) non sono d'accordo sulla considerazione che fai, si può in libertà "vendere" il proprio corpo, semmai -com'è successo- si deve dire che è sbagliato farlo, che è socialmente e moralmente molto meglio fare la postina che la puttana-

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  17. @MrJamesFord: grazie Mr, sei gentile. Non credo sia perfetta. Di certo l'argomento è assai variegato e molto più complesso di così. Però i macroelementi che vedo in giro più o meno sono quelli.

    @stellarossa: certo che si rivolgono a uomini ricchi. Ma sono *libere* di farlo. Molte di quelle donne, come sbandiera il premier, sono "laureate alla Bocconi" o giù di lì. Non è gente alla fame. Non sono nigeriane schiave. Sono per lo più ragazze di una borghesia più o meno alta, con un'istruzione più o meno alta, senza il problema di dover sbarcare il lunario. Per questo non si può pensare che i maschi ricchi si approfittino dei loro bisogni.

    Il problema è che i maschi ricchi si approfittano del fatto che queste donne hanno fatto proprio un sistema di valori distorto, che fa' sì che siano convinte sia meglio darla (e avere subito soldi e carriera), piuttosto che andare a fare uno stage sottopagata, con un contratto a termine, e cercare di farsi strada giorno dopo giorno nella giungla del lavoro.

    La cassiera della COOP è solo un esempio di lavoro come tanti. Un lavoro con orari e turni pesanti, di certo non particolarmente gratificante, né dal punto di vista economico, né dal punto di vista psicologico. Ma pieno di dignità. Naturalmente ci sono un sacco di lavori del genere, ma visto che dovevo fare un esempio è caduto su questo.

    Cosa significa "fare riferimento alle donne della mia famiglia?" Tutte le donne della mia famiglia hanno lavori dignitosi e non si sognerebbero mai di darla per ottenere qualcosa. Ma questo prescinde dai maschi che hanno incontrato nella loro carriera. Perché sono i valori che le animano a essere diversi da quelli su cui staimo discutendo.

    Il problema alla fine non sono dunque i maschi o le femmine. Il problema è il *sistema di valori* che si è stabilito negli anni come visione vincente. Non per tutti, certo. Ma per molti. E tra i molti, ci sono coloro cui si presentano certe opportunità e le colgono (quand'anche non se le vanno a cercare, s'intende). Perché il valore che la società occidentale ha promosso è felicità = soldi + successo. Ma soprattutto ha abdicato il valore del lavoro, del sudore, dell'impegno giorno per giorno, della gavetta. E' una felicità surgelata in formato liofilizzato. La si raggiunge in cinque minuti, buttandola nell'acqua calda (di una vasca idromassaggio o di una piscina privata) et voilà, il gioco è fatto.

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  18. @il Ratto: (1) in effetti se non lo è, ci assomiglia molto;
    (2) non capisco dove non sei d'accordo. Non mi pare di aver detto che non sono libere di fare quello che vogliono con il proprio corpo. Anzi ho proprio detto che lo sono. In fin dei conti, dire che avrebbe dovuto essere una manifestazione di "donne che piuttosto che darla, preferiscono fare le netturbine, contro le donne che piuttosto che fare le netturbine, preferiscono darla" non significa forse denunciare il sistema di valori sbagliato come dici tu? Che poi questo sia stato fatto, non lo so. Quello che so è che globalmente (dunque a livello di informazione e di media nazionali) non mi pare che questo sia stato il "messaggio" istituzionale della manifestazione, o comunque quello che è passato.

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  19. non avrei saputo scriverlo meglio. Forse avrei aggiunto la postilla statistica in vacua discussione riguardo alla misera presenza delle donne nei luoghi di potere, solo questo. Bravo!

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  20. @Ubi: grazie! :-) L'annosa faccenda delle quote rosa è solo la manifestazione di un cammino emancipativo di portata molto più vasta e tutt'altro che concluso, a dispetto di quello che vogliono far credere.

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  21. http://i51.tinypic.com/ela1ci.png

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  22. c'è da dire che fin quando alcune donne continueranno a usare il proprio sex appeal per farsi strada, le altre avranno molta difficoltà...ma devono essere le fighe e intelligenti ad accorgersene, perché se me lo dice Rosy Bindi mi fa solo pensare che stia rosicando...o no!?

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  23. @Ubi Minor: c'è un racconto di Ted Chiang (incluso nella raccolta "Storie della tua vita", ed. Stampa Alternativa) in cui lo scrittore immagina un mondo in cui ci sia la possibilità di diventare indifferenti alla bellezza fisica. Geniale e bellissimo. Ma utopico.

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  24. ubi! ma le donne son tutte fighe e intelligenti! siete voi che non ve ne accorgete...

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  25. io ne sono convintissimo Ciku, che te lo dico a fare?!

    Il libro l'ho segnato!

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  26. Sig. Costituito parte civile in causa17 febbraio 2011 13:51

    A volte penso che ci sia un'entità superiore, magari proveniente da marte, che gioca a lanciar segnali.
    Mi provoca molta angoscia e rabbia rispondere (perchè ne ho discusso tanto, fin troppo) su questo tema. Ma non mi astengo, essendo incline ad una masochistica forma di sfogo.
    Io non capisco perchè succede, non capisco perchè a volte l'evidenza venga negata (anche da chi nel più profondo sa che è così).
    Do per scontato tutto, perchè dello stesso avviso (confido sul fatto che lei non mi consideri paraculo), ma rifletto su una cosa che mi dissero: io l'ho fatto per non farti scappar via. Anche in un sentimento, il sesso diventa un'arma, la carta del giolli da giocare e non un'espressione di un sentimento istaurato. La mia non vuole essere morale, se il sesso è strumento di piacere, che ognuno ne faccia uso come crede ma non deve diventare un'arma o un'ipocrita illusione. L'uomo è oramai sempre più debole e falso (anche io, porco cristo), forse perchè viziato da stereotipi moderni, forse anche perchè cercar materia prima oggi è più difficile (ma avrei qualche dubbio), ma la donna nell'aderire sempre più a questa sua strumentalizzazione non fa altro che diventare carnefice della propria perdita di dignità. Forse una prostituta, ha molta più dignità di chi seduce per qualsiasi doppio fine, anche in assenza di atto copulativo.
    Concludo col dire che sarebbe stato bello se in quella manifestazione prendessero le distanza anche dai loro errori, iniziando a riconoscerli magari.

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  27. @Sig. Costituito parte civile in causa: credo di non essere mai stato così d'accordo con lei, tranne quando afferma che il sesso "non deve diventare un'arma". Quest'arma a mio avviso ci sarà sempre, perché fa parte della misura della diversità biologica tra donna e uomo. E' la cultura che deve essere capace di disinnescarla, caricarla a salve. Il fatto che sia necessario anche essere capaci di farla e diffonderla questa cultura, e di volerlo, è altra faccenda.

    Le manifestazioni, per avere successo, hanno bisogno di pochi obiettivi, forti, semplici, positivamente emozionali e largamente condivisibili. Parlare di errori avrebbe inceppato il meccanismo.

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