Punti di vista da un altro pianeta

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martedì 22 settembre 2015

Fate tacere le Miss!

Perché vi ostinate a farle parlare? Sono lì perché sono belle. Non è obbligatorio che dimostrino di essere intelligenti. Non devono dimostrare di essere colte. Non devono dimostrare di saper risolvere le equazioni differenziali. Devono dimostrare di avere un sorriso luminoso, delle cosce lisce e affusolate, un sedere degno di questo nome, un viso simpatico, un décolleté come si deve, degli occhi intensi ed espressivi, ma non vogliamo sapere nulla del loro cervello. Non vogliamo scoprire se sono potenziali aspiranti al Nobel per la chimica, né se potrebbero arrivare un giorno a condurre la redazione di Limes. Questo, badate bene, non significa che non possano averne i numeri. Semplicemente non ci interessa. Non è questa la ribalta giusta. Questa è la ribalta della bellezza e noi vogliamo la loro bellezza. Punto. È così difficile da capire? Perché la bellezza non ha bisogno di parole. E noi non vogliamo le loro parole. Dite la verità, per una volta. Non siate ipocriti, per cortesia, almeno questa volta. Siamo nel 2015, le abbiamo ben capite come vanno queste cose, ormai.

Quelle sono lì perché sono alte, magre e mediamente, chi più chi meno, dei gran pezzi di gnocca. Quindi smettiamola, vi prego, di indugiare con la stucchevole finta perbenista dell'emancipazione femminile. Non ci crede più nessuno a queste cose. Tanto la vincitrice la metterete lì, a fare plin plin, non a dare ripetizioni di meccanica quantistica, per la maggior gloria degli sponsor che tirano fuori i quattrini. Se poi le andrà bene, finirà in qualche televendita, magari di vasche da bagno o di materassi, o se le andrà benissimo in qualche sceneggiato di infimo livello. Quindi, perché diamine non possiamo dire come stanno davvero le cose, che male c'è?, che sono lì perché vogliamo tutti la bellezza, perché ci piace da matti la bellezza, perché siamo soggiogati dalla bellezza, perché la bellezza, quella vera, non si discute, non è un'opinione, mette d'accordo tutti, compresi gli sponsor - ancora loro - milionari? Perché, okay, la miss può anche non piacere, si sa, i gusti sono gusti, le bionde e le brune, capelli ricci e lisci, lunghi e corti, eccetera, ma non si può mai dire che sia davvero brutta. E noi abbiamo sempre fame di bellezza, più che di intelligenza, perché l'intelligenza è opinabile, la bellezza no, l'intelligenza è faticosa, la bellezza no. Quindi fatele sfilare, riprendetele in 3D, inquadratele davanti e di dietro, di sopra e di sotto, ma per favore, una buona volta, non chiedete loro di parlare.

lunedì 2 marzo 2015

Una meraviglia piena di stelle

Enra è un progetto giapponese di intrattenimento nel quale vengono fusi insieme grafica, danza, musica e abilità diverse in un'originale espressione artistica chiamata motion graphics performing arts, in grado di restituire straordinario esperienze visive, come questo Pleiades.

Nei territori dell'immaginario viene chiamato sense-of-wonder. Qui non serve immaginare niente. Godetevi la meraviglia.

venerdì 9 settembre 2011

E le chiameranno "bio-natiche"

Verrà un giorno in cui ragazze geneticamente modificate andranno dal chirurgo estetico per farsi impiantare un po' di cellulite sulle chiappe e sulle cosce altrimenti lisce e perfette come marmi michelangioleschi. Disperate per un DNA photoshoppato al concepimento senza il loro consenso, dunque privato della (sacrosanta) funzione di ritenzione idrica/lipidica, eserciti di femmine di tutte le età si ritroveranno a sfogliare riviste patinate in sale d'aspetto anonime, soprattutto a tarda primavera o a inizio estate, in attesa delle lunghe (e anche necessariamente un po' dolorose) sedute di trattamento. Ci sarà chi se le farà regalare per il suo compleanno, chi metterà con costanza gli spiccioli nel porcellino e perfino chi si sbatterà a fare un doppio lavoro per permettersi la tanto agognata pelle a buccia d'arancia.

Qualcuna particolarmente motivata, magari mossa da ambizioni di sfondamento nel mondo dello spettacolo, non esiterà a vendere il proprio corpo, a dispetto della propria perfezione, per raggiungere l'ambito obiettivo. E, tranne nel caso delle minorenni, per le quali avranno ancora voce in capitolo (o potranno ancora illudersi di averla), i genitori non potranno che restare a guardare e a chiedersi dove hanno sbagliato, per lo più senza capire che quello che le loro ragazze vorranno sarà solo la possibilità di apparire (e sentirsi) genuine e naturali. Sarà un giorno in cui il bisogno di verità avrà superato quello di bellezza. Ma sarà tutt'altro che una consolazione.

domenica 24 aprile 2011

L'estetica della speranza

The Aurora from Terje Sorgjerd on Vimeo.

Di fronte alla Bellezza, non c'è bisogno di ostinarsi a credere nella resurrezione, per sperare di avere uno scopo, benché lo si ignori. In fondo conoscerlo non aggiunge niente a ciò che conta, ovvero che esso, comunque, qualunque esso sia, esista.

[Un grazie a Keplero, per la segnalazione del video]

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