Punti di vista da un altro pianeta

mercoledì 19 dicembre 2012

A proposito di coloro che pensano che un'orgia prima della fine del mondo sia quello che ci vuole

Non è semplice rendersi conto di quanto sia bello assistere a una fine del mondo. Di quanto sia interessante. Di quanto sia emozionante. Di quanto sia affascinante. Di quanto sia (tutto sommato) perfino comodo. Di quanto sia infine unico ed esclusivo. Un autentico onore, anzi un privilegio che nemmeno gli eletti dell'American Express Gold possono vantare: essere tra coloro che assisteranno a uno spettacolo unico e irripetibile (e gratuito), addirittura meglio di un (qualunque) politico italiano che si ritira a vita privata.

Dunque perché perdere tempo a cercare in giro buchi come struzzi dalla testa troppo grossa? Perché sbattersi a costruire bunker in giardino o ammassare provviste a lunga scadenza in profonde grotte appenniniche? Che senso ha cercare scampo a qualcosa che per definizione è la fine di tutto, e dunque dalla quale non può esserci scampo? Perché diamine anche in queste circostanze estreme voi umani affrontate le cose nel modo sbagliato (peggiore), e invece non vi godete gli Ultimi Giorni concedendovi le cose migliori che la vita vi offre e poi amen?

Mangiare frittelle ripiene, abbracciare il primo che passa, scopare come ricci che scopano come umani che scopano come ricci, giocare alla Xbox, fumare due pacchetti di Camel al giorno, dichiarare il vostro amore a qualcuno (in ginocchio), cucinare le lasagne al forno, non giocare alla Xbox, dichiarare su Facebook di essere gay (se siete gay), andare a vedere sorgere il sole in cima al monte (o spiaggia) più vicino a voi (se ne avete uno), farvi riempire di fusa dal vostro gatto, andare dal prete a confessarvi dei vostri peccati e mentire, offrire perdono a una persona di cui non vi importa niente, farvi una partita a Pinnacola (o a King) [aggiungete pure quello che più vi garba].

Perché la paura di morire (e lo sconsiderato desiderio di aggrapparsi all'ultimo maleodorante respiro e a quello dopo e a quello dopo ancora) è solo un perverso sentimento di invidia nei confronti di coloro che restano vivi (ancora solo per un po') e possono (ancora solo per un po') fare una qualunque delle cose di cui sopra in barba a chi invece se n'è andato, specialmente se è finito sottoterra anzitempo. Per questo la fine del mondo è invece il modo migliore, più consolatorio, più spettacolare ed eccitante, di lasciare quest'universo. Tutti insieme.

L'unico (grave) difetto della fine del mondo è l'impossibilità di poterla raccontare in un post.

10 commenti:

  1. Mi unisco a te, ovviamente: godete gli Ultimi Giorni concedendovi le cose migliori che la vita vi offre e poi amen!!! :-)))

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    1. Messa così ci vorrebbe una fine del mondo alla settimana. Magari di mercoledì.

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    1. Dai, non dirmi così, che mi fai inverdire! :)

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  3. Beh, c'è chi potrebbe farlo, raccontare questa benedetta fine del mondo. Da Marte, ad esempio, si potrebbe. Il guaio è che qui in Terra non ci sarebbe più nessuno a leggerlo, quel post, unico e irripetibile.
    Raccontare il fatto ai fratelli marziani sarebbe tempo perso: di noi, giustissimamente, se ne sbattevano quando eravamo vivi, avendoci soppesato per secoli per quello che in realtà valiamo (cioé zero assoluto), figuriamoci se si interesserebbero alla nostra fine. Forse qualche tenerone marziano verserebbe una lacrimuccia per la specie animale che scompare, ma per la razza cosiddetta umana... credo che una grande, marziana, risata completerà la sepoltura. Ahimé, giustamente meritata.
    Ciao.

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    1. Lacrime (ovviamente) no. Una risata (magari) sì. Però in effetti non sarebbe male. Sempre che la distanza Terra-Marte sia una distanza di sicurezza. Sai com'è, non sai mai che fine del mondo ti può capitare.
      Ciao gattone!

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  4. Per me la data in questione sarebbe molto importante anche senza fine del mondo, però devo ammettere che mi hai fatto venire una certa urgenza di cucinare delle lasagne al forno...
    Per tutto il resto penso anch'io che sarebbe un modo meno brutto di altri per andarsene.

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    1. Capisco - e molto bene - l'urgenza di lasagne al forno...

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  5. tra le cose belle della (eventuale, ma improbabile) fine del mondo ci sarebbe questa: l'assoluta mancanza di post sull'argomento, oltre alla non visione su you tube dei millanta filmati (inutilmente girati col telefonio o col l'ipad!) del mondo che finisce con il sottofondo della riadattata canzone dei righeira (il mondo sta finendo...)
    sapere che nessun altro sopravviverà è una consolazione, non come a quelle feste da ragazzini dove nessuno voleva andare via per paura che il bello arrivasse dopo
    se il domani non c'è tanto vale andare a letto: oh, mi raccomando svegliatemi quando comincia, eh

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    1. Così, adesso che non è finito, ci son rimasto (quasi) male...

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