Punti di vista da un altro pianeta

martedì 14 febbraio 2012

Esegesi di San Valentino (un corollario)

Gli innamorati, se sono davvero tali, sono già in festa tutti i giorni. Perché sono fuori di testa, l'uno per l'altra. Perché emanano energia dai palmi delle mani e, per non perderla, non vedono l'ora di intrecciarsi le dita a vicenda. Perché sentono dentro di sé il delirio di perdersi nella tempesta della seduzione, l'ebrezza di accarezzare con la punta delle dita i contorni della creazione, la sorpresa di essere testimoni del crollo inesorabile delle leggi della matematica [1+1 > 2].

Insomma, sono pazzi pazzi pazzi di gioia, gli innamorati. Quelli veri.

Dunque cosa cazzo dovrebbero farsene di una festa che li fa schierare tutti insieme, come un esercito mondiale di cuori di peluche tachicardici, con i loro sorrisi perugina, le loro labbra di rose rosse e le loro facce ebeti di ormoni assortiti, se non per il sottile piacere di far rosicare d'invidia tutti quanti gli altri?

25 commenti:

  1. San Valentino è un po' come Natale ma in versione diabetica...

    I regali non hanno bisogno di ricorrenze, gli affetti non hanno bisogno di regali...

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    1. Però regalarsi cose ogni tanto è bello. Gli affetti hanno anche bisogno di testimoniarsi con la materia e il senso di cura e attenzione che c'è nello scegliere qualcosa di speciale, nell'esaudire un desiderio, nel fare una sorpresa. Ma gli affetti dovrebbero essere abbastanza sensibili e attenti, da non dover avere bisogno di ricorrenze per farseli.

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  2. Meraviglioso, davvero. E poi S. Valentino, un tempo, era la festa degli orsi, di cui si celebrava l'uscita dal letargo.
    Per il resto, io sono pazza tutti i giorni e non ho bisogno di festeggiare la mia follia!

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    1. Temo che quest'anno gli orsi aspetteranno ancora un po' a mettere il naso fuori.
      Per il resto, mi sa che molto fortunata dunque sei tu. E, se tanto mi dà tanto, anche la tua metà. Vi dedico questo: http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/erasmo01.htm

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  3. Deduco che non fai parte della schiera dei commercianti, che fatturano l'80% del loro lordo annuo a S.Valentino. Viva l'amour!

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    1. Deduzione corretta. Del resto su Marte le rose non le tagliamo, né mangiamo cioccolatini con i bigliettini.

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  4. Guarda, io sono innamorata persa eppure aborro San Valentino.
    Odio davvero tutto il mielismo imposto che aleggia in questa giornata!

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    1. Forse lo odi perché sei *davvero* innamorata.

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  5. Molto ben detto e pare che tu sia un esperto.
    Cristiana

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  6. Concordo con le idee e applaudo per il modo in cui hai saputo esporle.

    Hanno preso un santo dal nome dolcissimo, e l'hanno offeso collegandolo non all'Amore, ma al trionfo del banale conformismo commercialoide.

    In questi giorni le chiavi di ricerca su internet sono dominate da poveracci che chiedono "il costo di una scatola rossa a forma di cuore con scritto sopra ti amo"... ma vaff...

    La cosa che fa più impressione è notare come questo "obbligo sociale" sembri più diffuso fra le coppiette quindicenni, più borghesi e omologate dei loro genitori cinquantenni: si vantano di essere "born digital", ma a me paiono più che altro DEAD, digital...

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    1. Grazie Zio! :-)

      Ma forse non è così impressionante notare questo "obbligo sociale" nei quindicenni. Non sono proprio i quindicenni quelli che cercano approvazione, identità, condivisione, importanza e affetto? Forse San Valentino per loro è (anche) un modo per scavalcare le difficoltà a manifestare i propri sentimenti. Addirittura mi viene da pensare che San Valentino sia giustificabile solo nei quindicenni. Sono i trent'enni che a me fanno impressione.

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  7. Irriverent Escapade14 febbraio 2012 11:41

    Sai a cosa serve S Valentino? Non a far schierare noi innamorati dal cuore quotidianamente tachicardico e la testa persa nel pensiero dell'altro, ma quei milioni di persone che innamorati non lo sono più (o non lo sono mai stati veramente) e oggi, almeno per un giorno nella loro vita, si illudono di provare amore...

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    1. http://ilgrandemarziano.blogspot.com/2011/02/esegesi-di-san-valentino-una-postilla.html
      ;-)

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    2. Irriverent Escapade15 febbraio 2012 07:57

      Nuova di queste parti e lungi dal plagio, non avevo letto il post precedente...è solo questione di medesimo pensiero.

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    3. In fondo non si dicono (quasi) mai cose completamente originali. Avevano già detto tutto i greci. L'originalità può trovarsi più nel "come", che nel "cosa". Per il resto, lascia che ti dia il benvenuto su questo pianeta! :-)

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    4. irriverent Escapade15 febbraio 2012 15:50

      Grazie, bentrovato a te

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  8. Amen, Marziano e Zietto! bacio a entrambi!

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    1. Grazie, altrettanto! Cioè a te, non a Zietto! ;-)

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  9. Gli innamorati vivono la passione quello che hai descritto tu. L'amore è progetto ed è differente. Le cose che hai descritto tu le provo ogni 10 secondi che ci sia il partner o meno.

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    1. Certamente innamoramento e amore sono sempre state due cose da non confondere anche prima di Francesco Alberoni. Quanto al provare quelle cose ogni 10 secondi *senza* partner, credo che dovresti dare lezioni in giro, oppure il recapito del pusher.

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  10. San Valentino, la festa che lede lo statuto dell' UdC (ammesso che ce l'abbia uno statuto)

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    1. Secondo me Casini lede lo statuto ogni volta che può. Cesa qualche volta. Tabacci e Buttiglione mai.

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