Punti di vista da un altro pianeta

giovedì 13 dicembre 2012

A volte ritornano (quasi un avvertimento)

Normalmente si fanno strada tra le assi inchiodate delle bare, spingono le loro mani artigliate attraverso la terra smossa delle tombe, dopodiché sollevano le ginocchia secche sui bordi delle lapidi e cominciano ad aggirarsi in cerca di cibo cibo cibo, illuminati da una falce di luna (non necessariamente piena), barcollanti come burattini sgangherati, ma animati da una famelica ostinazione ultraterrena.

A volte però capita che si risollevino a sorpresa ancor prima di raggiungere le fosse. Ma non è che per questo, a dispetto delle apparenze, la loro carne appesa alle ossa sia meno in decomposizione o meno maleodorante, non è che siano meno egoisti, meno affamati di carne umana, o meno determinati ad affondare la loro bocca affilata e macilenta nel primo collo fresco disponibile.

Sono i più pericolosi, questi. Quelli che in qualche modo, nonostante la putrefazione incipiente e qualche verme che comincia timidamente a farsi strada tra le fibre accoglienti, riescono ancora a sorriderti, a simulare la loro normalità con l'aiuto della formaldeide. A loro non basta azzannarti. Perché sono degli esteti della morsicata e a loro piace che tu, il collo, glielo offra. Spontaneamente.

Ne hanno bisogno perché anche il loro orgoglio, la loro presunzione, la loro arroganza, la loro folle smania di potere e denaro sono insaziabili almeno tanto quanto il loro stomaco. Per questo fanno di tutto per accattivarsi le tue simpatie, cercare di farti abbassare la guardia e conquistare la tua fiducia (e il tuo collo).

Ma forse c'è di mezzo anche la paura. Il terrore che tu possa finirli. E dunque sanno di dover essere loro a finire te, prima che possa accadere il contrario. Qualcuno (anche per essi) lo chiama "istinto di sopravvivenza", forse l'unica cosa che è davvero loro rimasta. Ma non lo è forse anche il tuo?

5 commenti:

  1. Pensa tu, se non avessi letto le 'etichette' mai e poi mai e poi mai ancora avrei abbinato questo post a qualcuno in particolare.
    Troppi sono gli zombi tra di noi, e la ricerca di vene da succhiare e ossa da spolpare sarà parossistica da subito dopo le feste di fine anno, quando il tempo del festino sarà ormai prossimo.
    La proposta (falsa, come si è visto) di bruciarne qualcuno è andata a puttane, così saranno gli stessi zombi del passato a continuare a ingrassare con le carni nostre. Anzi, a succhiare le nostre ossa, che quello ormai è rimasto, come cani randagi perennemente affamati.
    Ciao.

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    1. I tag erano lì apposta a fungere da guide. Del resto a me piacciono molto le metafore sottili. Trovo (a torto o ragione, non so) che siano più efficaci.

      In realtà siamo tutti zombi, come seppe mostrare abilmente Romero. Un po' meno (per fortuna) sono i berluzombi.
      Ciao gattonero!

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  2. Sarà che ti conosco bene, ma avevo pensato a lui già vedendo la foto.
    Post molto efficace.

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  3. Signor la buon'anima20 dicembre 2012 11:29

    Dovrebbe ma, come molti pesci, proprio per istinto di sopravvivenza e, conseguentemente, per cercare cibo facile, spesso (ma spero non sempre) molti non riconoscono l'amo attaccato ad un gustoso vermicello.

    Piuttosto, anziché di zombi, mi viene in mente uno special di halloween dei simpsons in cui l'unico modo per sconfiggere degli enormi cartelloni pubblicitari che si animavano con intenti malevoli, fosse ignorarli. Che diamine, anche Homer alla fine ci riuscì: certo, era un cartone e, come tale, spesso è solo fantasia!

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  4. Ottimo post e anche se no lo hai detto in modo diretto si capisce di chi parli, e hai fatto bene in paragonarli a quei mostri perché in verità loro sono cosi.Ottimo post

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