Punti di vista da un altro pianeta

lunedì 1 ottobre 2012

Paradossi sessuali (post per sole donne)

Trovo piuttosto interessante notare come, di fatto, i canoni estetici peculiari dell'uomo che si spoglia professionalmente negli spettacoli per sole donne/donne sole siano del tutto assimilabili a quelli degli omosessuali (depilazione totale, perizomi estremi per microdimensioni e colori sgargianti, chiappe al vento, mossette pelviche).

Ma se mi pare chiaro che non ci si dovrebbe sorprendere nello scoprire che una donna e un uomo omosessuale (o almeno parte di loro) possono essere attratti da un medesimo canone estetico maschile, mi colpisce che una donna possa trovare sessualmente eccitante un'insieme di caratteristiche estetiche che possono essere confuse con un canone omosessuale.

L'osservazione mi è stata suscitata da una scena del film di cui ho parlato nel precedente post, in cui la sorella del ragazzo che viene iniziato allo strip maschile un giorno scopre per caso gli attrezzi di scena del fratello e viene istantaneamente assalita dal dubbio che possa essersi scoperto omosessuale.

Una spiegazione psicologica (che chiamo Spiegazione Ottimista) è che, mediamente, la donna che va ad assistere a uno strip maschile in fondo ha bisogno di confrontarsi con un "oggetto sessuale" diverso da quello al quale è abituata e, nel contempo, che sia anche sessualmente "rassicurante", in altre parole, "innocuo", affinché la situazione in cui va a sperimentare mantenga autonomamente il livello di simulazione giocosa che non vuole venga superato.

Un'alternativa sociologica (che chiamo Spiegazione Pessimista) potrebbe essere invece legata da un lato agli ultimi quarant'anni di emancipazione femminile e dall'altro alla contemporanea passione crescente dell'uomo per le creme antirughe.

Non sono riuscito a trovare la Spiegazione Realista.

19 commenti:

  1. Uhm... non darei giudizi di valore (ottimista/pessimista), così come mettere in relazione una presunta emancipazione femminile (che io non vedo, dato che ormai senza lavoro e quindi indipendenza economica, con stupri quotidiani e vittime di omicidi da parte dei coniugi mi sembra che quest'emancipazione proprio non esista) col poter vedere spettacoli del genere non mi sembra sostenibile.

    Io trovo solo una cosa del genere molto triste. Perché non riesco a pensare le persone come oggetti, e comunque i miei gusti non seguono alcun modello preimpostato, ma uno tutto mio - visto che gli uomini che prediligo hanno sempre le medesime caratteristiche.

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    1. Il mio discorso ruotava più che altro intorno alle "regole dell'attrazione", dunque non rispetto a un giudizio rispetto al poter/voler vedere spettacoli del genere, cosa della quale mi importa assai relativamente. Quanto ai giudizi di valore, nell'ambito di un argomento così complesso e variegato (e probabilmente impossibile da circoscrivere), non si può negare che esistano aspetti che - personalmente - ci trovano più favorevoli rispetto ad altri, senza per questo costituire giudizi morali nei confronti dei soggetti coinvolti.

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  2. E tu che ne sai di cosa trova eccitante una donna?
    Di solito quando un uomo pensa a cosa possa essere eccitante (o anche solo esteticamente attraente) per una donna lo pensa con la sua testa, di uomo appunto (e viceversa). Secondo me il bello, il sensuale, l'eccitante prescindono da canoni prefissati e schematici.
    Io per esempio trovo bellissimi i movimenti delle mani, certi sguardi lanciati per caso, certe finte incertezze nell'avvicinarsi a qualcuno. Bellissimi, seducenti, eccitanti nella misura in cui io li rivesto della mia modalità nel vivere e trasformare qualcosa magari per altri innocua in eccitante. Eccitante PER ME. Che non è una modalità nè maschile nè femmnile. Ma semplicemente personale.
    SPB

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    1. Ma infatti io non ne so niente, quassù da Marte poi... ;-)
      Proprio per questo ho indicato che il post era rivolto a voi donne.

      È chiaro che le regole dell'attrazione sono personalissime (e per fortuna lo sono). Eppure proprio questi tipi di spettacoli sembrano in qualche modo appiattirle sopra un canone che - ancorché legittimo (tutto lo è) - mi pare contenga in sé qualche risvolto (apparentemente) paradossale. Certo, si potrebbe a buon diritto osservare con un estremo esercizio di logica, che questi spettacoli catalizzano un certo tipo di pubblico femminile (esclusivamente quello attratto da essi), però è anche vero che non osserviamo l'esistenza di spettacoli femminile che catalizzino un altro tipo di attrazione. Cioè, questi spettacoli, rivolti alle donne, sono solo così.

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  3. Credo che esista una spiegazione antropologica.
    In situazioni socialmente instabili le donne ricercano uomini con forti caratteristiche maschili, perché danno sicurezza.
    Però gli uomini fortemente caratterizzati sessualmente, portano nel rapporto di coppia tutto il loro carico di testosterone, e questo li rende “non cooperativi”. Diciamo così.

    Quando aumenta il tenore di vita, e non si presentano necessità, per la donna, di essere difesa,
    questa inizia a cercare altro.
    Sempre di un uomo, che sia però in grado di parlare di vari argomenti, che sia sensibile.
    Non cercano uomini sottomessi, ma alla pari.
    Sono impaurite da uomini troppo maschili e dominanti.
    Un uomo bello, androgino, sensibile e affettuoso dà più sicurezza, nell’ottica di una relazione duratura.
    Gli uomini meno testosteronici sono simpatici, ci puoi parlare di tutto, senza temere di essere giudicate noiose o di essere fraintese; sanno cucinare, capiscono il punto di vista femminile, ma possono dare consigli da uomo. Sanno ascoltare le amiche. Con loro si può discutere di sentimenti, di colori, di arte, di bellezza. Ci puoi andare insieme dappertutto, non ti metteranno le mani addosso, e nonostante ciò saranno uomini.
    Immagino che ciò che tu sottolinei nel post sia inquadrabile in questa tendenza generale.

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    1. Ecco, questa interpretazione mi piace molto, la trovo azzeccata e interessante. Potrebbe essere davvero la Spiegazione Realista che mancava al post.
      Grazie di averla voluta condividere.
      :-)

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  4. Vi inoltro, qui di seguito l'interpretazione di una lettrice che ho ricevuto su Facebook, e che trovo in qualche modo interessante.

    La spiegazione realista è che "Questi spettacoli NON sono nati per il pubblico femminile ma per quello maschile omosex, in quanto rispondono in tutto e per tutto comunque solo ai canoni tipicamente maschili dell'erotismo però con variazione sull'oggetto. Le donne generalmente non fantasticano che un bonazzo gli si spogli davanti con tanto di mossette ma che - eventualmente pure poco vestito, per poterne apprezzare la prestanza - faccia qualcosa che ne dimostra la virilità (classico dei classici: vecchia pubblicità della coca cola e quello che riparava qualcosa ..) quindi con ostentazione di forza fisica e magari atto finale a due. Però visto che sul mercato c'era già questo genere di spettacoli, e che cmq un bel corpo in esposizione piace a prescindere, le donne si sono adattate. Ma se noti, le donne questi spettacoli non li fruiscono alla maniera maschile bensì ridono e schiamazzano: segno evidente che non sono effettivamente interessate sessualmente ma trovano la situazione più che altro divertente, gradevole e anche liberatoria, proprio per quella connotazione di innocuo cui accennavi. Per quanto mi riguarda, non che io abbia canoni estetici antiquati genere "l'uomo ha da puzzà" ma ti assicuro che se trovassi nel bagno del mio uomo della crema antirughe scapperei a gambe levate. Però mah chissà .. Per gli adolescenti i modelli stanno cambiando e vedo i maschi che si stirano i capelli e si fanno le sopracciglia e le femmine gradiscono " (GC)

    Ora io non conosco di preciso l'evoluzione storica di questo tipo di spettacoli, però se fosse vero potrebbe in qualche modo essere un elemento non trascurabile, no?

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  5. Porto i miei 2 centesimi. Io trovo che questi spettacoli siano tra il ridicolo e l'imbarazzante, più per le reazioni delle donne, che si comportano come delle galline impazzite, che per le mossette grottesche dei maschioni sul palco (è uno spettacolo, può anche essere comico). In ogni caso, per me, questi spettacoli sono tutto meno che eccitanti.
    Forse questi spettacoli non sono eccitanti per certe donne come per certi uomini non lo sono gli spogliarelli femminili? Può essere?

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    1. Statisticamente temo che il parallelo spogliarello maschile/femminile non ce la faccia a reggere. Nel senso che l'Uomo Medio in qualche modo, anche obliquo, anticameroso, non perfettamente consapevole o non esattamente orientato all'azione, messo di fronte a una spogliarellista non può fare a meno di pensare di farsela.

      Ho usato il termine Uomo Medio, perché è chiaro che anche in ambito maschile le gradazioni possono essere variabili e possono esserci uomini (eccezionali, nel senso di eccezioni dalla media) che ritengono uno spettacolo di questo genere squalificante e non gli importa un accidente, né ha alcun effetto su di lui.

      Se tuttavia si invertono i generi, non credo che comunque la cosa funzioni con la stessa frequenza. Ma questo dovreste dirlo voi, donne.

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  6. io penso che nn vada mai perduto il senso della prospettiva: di spettacolo si tratta. di spettacolo disponibile, voglio dire. uno può anche andare a fre l'addio al nubilato a teatro o all'opera, e magari qualcuna ci va, che ne sappiamo
    esistono da molti anni spettacoli di spogliarello femminile, ma molti di noi non ne hanno mai visto uno (a parte su csi las vegas) dal vero né penserebbero mai di andare a vederne uno per l'addio al celibato
    gli spettacoli rispettano quel che si pensa vada per la maggiore e naturalmente puoi evitare di "inventare" un genere si spogliallo alternativo: difficilmente andi a vederlo
    il genere panterona con le unghione e i tacconi e il truccone non mi attizza minimamente, per dire, eppure il genere da spoglarello è quella (con minimissime variazioi)
    è ovvio che il tipo "medio mashile" si sta evolvendo da qualche parte: una via di mezzo tra "ha da puzza'" e "andiamo insieme dall'estetista", ma stanno diminuendo i maimoni e aumentando i divorzi... qualcosa vorrà dire?

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    1. Uno spettacolo, ancorché di nicchia, cerca sempre di massimizzare l'audience, sebbene non è detto che ci riesca. Quello che fa è prefiggersi un target e cercare di centrarlo meglio che può. Dunque gli spettacoli che vediamo prosperare sono quelli che, bene o male, funzionano, quindi che incontrano statisticamente il maggior pubblico possibile per quel tipo di spettacolo. E non credo che lo spettacolo-spogliarello faccia eccezione. Ed è su questo terreno che ci si dovrebbe confrontare.

      Che poi il "medio maschile" stia evolvendo è vero, ma nemmeno la "media femminile" sta ferma. Perché in fondo è la società moderna a non stare ferma.

      E in questo movimento ci metterei anche che (forse) ci si sposa meno, (forse) si divorzia di più, ma anche (forse) si convive di più. Ma qui mi sa che stiamo valicando confini di altri territori...

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  7. chiedo scusa per il commento precedente con millanta refusi: questo accrocchio mal sopporta la scrittura veloce

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    1. Tranquillo. Era tutto comprensibilissimo. :-)

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  8. Sig. Dovrei studiare2 ottobre 2012 22:41

    Tendenzialmente la seconda interpretazione si avvicina maggiormente al mio punto di vista, con la differenza di essere più propenso ad intavolare un discorso comune sia al maschile che femminile.

    Quali sono i massimi canoni estetici per molti uomini? Nessuna analogia dal punto di vista dell’estremizzazione dell’appariscenza, di costumi e movenze che, se calate in un contesto quotidiano, potrebbero addirittura apparire ridicoli? Una cura maniacale dell’aspetto, rotondità gonfiate degne del marchio Giotto, con chilogrammi di stucc…cioè trucco e agghindate con tacchi a spillo, fili interdentali ed il resto degli accessori non ho idea di come si chiamino: in fin dei conti si tratta analogamente di donne ben distanti dalla vita quotidiano.

    Credo piuttosto che anche certi aspetti dell’emarginazione femminile siano in realtà figlie del condizionamento sociale, che ha interessato tanto gli uomini che le donne; fra l’altro, ho come l’impressione che certi canoni “estremizzati” siano tanto più ambiti, perseguiti ed osannati - che si tratti di uno spettacolo o di una battura di caccia nella giungla antropizzata - quanto più il livello culturale (ne inteso come “cultura” scolastica ne sociale o economico) sia vicino a quelli di intellettuali del calibro di Lele Mora (cacchio, chissà perché ma arrivato al fatidico momento di citare un personaggio, mi sono accorto che mi venivano solo nomi di politici e, nonostante l’impegno, non è che sia tanto riuscito a distaccarmene: devo acculturarmi di più).

    Un ultima cosa mi lascia spesso perplesso: il viso, nessuno si sofferma ad osservarlo più di tanto, ma forse già sto iniziando ad uscire dai binari visto che il viso, oltre a far parte de mero involucro esterno, è anche la prima cosa a cui lo sguardo si aggrappa per capire chi hai di fronte, ma questo è un altro discorso (si, sono un coglione, dovrei pensare di più a scopare).

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    1. Sig. Dovrei studiare, lo immaginavo che lei era tendenzialmente un pessimista. La cura maniacale dell'aspetto è la trasposizione cosmetica dell'elisir medievale di lunga vita, ma proporzionata modernamente alla profondità che l'individuo medio conferisce alla propria esistenza, nel primato dell'apparenza che ha surclassato la sostanza.

      In effetti il pensiero (pseudoistintivo) di Lele Mora ha qualcosa di inquietante. Come una risposta a una macchia di Rorschach...

      Non sono tuttavia certo che i visi siano così sottovalutati come dici, se - a ben vedere - è più facile trovare bei visi, che bei corpi. Non fosse altro che il viso, per essere bello, non va allenato. Basta solo un po' di dieta, e nemmeno poi tanta. Ma forse questo è lo stesso motivo per cui in effetti si sottovalutano all'inizio, ma si rivalutano a una seconda occhiata.

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  9. Sig. Ho studiato poco3 ottobre 2012 22:45

    Non intendevo dire che il viso è del tutto sottovalutato, ma che possa passare in secondo piano e, per rimanere in tema, resta comunque il fatto che il canone di "bellezza" del viso è anch'esso artefatto - spesso con gonfiaggi, convergenze ed equilibrature ad hoc - in linea col corpo mostrato nell'ambito della spettacolarizzazione o come icona a cui ambire

    Ad ogni modo, nel rimembrare di essere membrodotato (chiedendomi appunto perché cavolo stia rispondendo ad un post per sole donne), ci tengo a precisare che non posso fare a meno di dare comunque un'interpretazione dell'habitué maschile tentando di trovare eventuali punti in comune con quello femminile.

    Concludo ricordo, in via del tutto amichevole eh, che io so aggiustare tutto: è un lavoro difficile? macchinoso? faticoso? Si può mettere a rischio la propria incolumità? I mariti non osano? Bene, forte della mia esperienza pluriennale come manovale impiegato nei lavori più gravosi e pericolosi - dove solo maschi alfa possono accostarsi (oltre ad essere un assiduo bevitore di cocacola) - io so aggiustarlo.

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    1. E se fosse la sua parte femminile, quella che ha risposto a questo post? Sempre che lei ne abbia una, naturalmente.

      Quanto alla faccenda dell'aggiustaggio, a me viene solo in mente quel gran genio del mio amico, che con un cacciavite in mano fa miracoli. Non che questo però gli abbia mai giovato, che io sappia, rispetto alle sue conquiste femminili. Però non c'è dubbio che faccia comodo averlo a fianco se devi fare molti chilometri in macchina.

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  10. Sig. du palle, questa me la potevo risparmiare4 ottobre 2012 15:32

    Si si si, ora passa l'informazione dell'aggiustaggio* a chi di dovere e fatti i cazzi tua!

    Comunque, una cosa ho provato ad immaginare: il dopo spettacolo. Non penso proprio che agli uomini fruitori di tali pietanze occorra altro a conclusione dello spettacolo se gli venisse offerta la possibilità di consumarla. Ecco, se considero la scena a sessi inversi, non riesco ad immaginare un finale analogo, a meno che non subentri dell'altro (sarà per via del condizionamento di questo moderni pornazzi che mi costringono a schiacciare di continuo avanti o d'altro, non saprei).

    *Ma te la fai con papà? ogni tanto se ne esce con la storia dei sorci verdi, ma non l'ho mai preso troppo sul serio...

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    1. Penso che qualunque sia la posizione dei sessi, nel "dopo" chi vuole consumare consuma, a prescindere. E, sebbene sono anch'io convinto che esistano differenze di priorità e direzioni, non è detto che tali differenze _oggi_ corrispondano in effetti all'immagine (mentale) che ne abbiamo. Del resto alcune differenze ci sono, sono "misurabili" a occhio *nudo*, quindi è miope pensare, illudersi o perfino battersi, affinché (almeno quelle) non esistano, comprese dunque le loro conseguenze.

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