Punti di vista da un altro pianeta

mercoledì 22 agosto 2012

Ho capito che: non sopporto gli 'action movie'

D'accordo, c'ho messo del mio. Nel senso che non mi è successo come ad Alex, che mi hanno messo le pinze negli occhi e mi ci hanno costretto. Insomma, è stata una mia libera, ancorché sciaguratissima, scelta. Che poi non so bene perché l'ho fatto. Come se ci fosse un fondo di masochismo, o come se dovessi espiare qualcosa che la mia coscienza ignora, ma che i miei substrati freudiani conoscono benissimo. Non credo nemmeno possa essere stata solo la mancanza di alternative (perché non un bel libro, eh, marziano? Sai, quelle cose con le pagine e le parole dentro che peraltro ti piacciono tanto...), o la povertà dell'offerta. Eviterei decisamente di chiamare in causa il karma.

Fatto sta che l'ho fatto e sul menù del mio televisorino personale (stiamo parlando di un viaggio aereo, perché a volte gli IFO sono meglio degli UFO) ho scelto The Avengers. Ora, a me non dispiacciono i fumetti e trovo che siano un'espressione creativa degna di tutta la considerazione e il rispetto dovute a un'attività intellettuale vera. E non parto prevenuto nemmeno rispetto agli eroi in calzamaglia targati Marvel o DC Comics. Insomma, sebbene non sia più un bambino, riesco senza grossa difficoltà ad appendere la mia incredulità al pomolo di una nuvola e a farmi sedurre, o anche solo menare per il naso, per una piccola parentesi di (puro) intrattenimento. Mica sono un intellettuale di quelli duri e puri, col papillon storto e la puzzetta sotto il naso. Ma con The Avengers no.

The Avengers è uno dei film più brutti che mi sia mai capitato di vedere. No, non brutto, Orrendo. Drammaticamente insulso e drammaturgicamente idiota. Un concentrato di stupidità e luoghi comuni e mancanza di qualsiasi verve tematica capace di restituire alla pellicola una microparvenza di dignità cinematografica (niente trama, niente personaggi, solo una scusa dietro l'altra per botte speciali ed effetti da orbi dall'inizio alla fine). Ora va anche detto che questo non sarebbe di per sé grave, tranne per la perdita di (prezioso) tempo marziano, se non fosse che The Avengers è uno dei film di maggior successo della stagione. E questo, se magari non aggiunge granché di significativo all'ontologia del cinema che, in quanto tale, punta (sempre) a riempirsi più che può il sacco di bigliettoni, dice invece molto sugli spettatori che l'hanno apprezzato, ovvero su ciò che gli spettatori (e i critici) apprezzano o sono stati abituati, nel corso di questi anni, sempre più ad apprezzare, ovvero - ancora - su ciò che nel corso di questi anni gli spettatori (e i critici) sono stati abituati a non disprezzare.

A mia (molto parziale) consolazione, va detto che perlomeno non ho pagato.

18 commenti:

  1. Magari l'hai scelto perché, inconsciamente, volevi provare a farti una dormitina durante il volo. Comunque è una porcata senza precedenti, sono d'accordo.

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    1. Nel caso vorrebbe dire che il mio inconscio è più furbo di me.

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  2. aggiungo gli action-movie basati sui fumetti: inguardabili!!!

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    1. Gli action-movie sono - di fatto - tutti uguali. In questo caso la derivazione fumettistica non me la sento di considerarla un'aggravante a meno di non considerare l'estrazione fumettistica come qualcosa di ulteriormente sminuente di per sé. Ma non è il mio caso.

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  3. Pensa che invece io l'ho trovato il miglior film di supereroi dai tempi de Il cavaliere oscuro!
    Mi sono divertito e meravigliato come un bambino, cosa che solo l'action, in qualche modo e pur se sopra le righe, permette. :)

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    1. Fermo restando che, ovviamente, ognuno è liberissimo di apprezzare quello che più gli pare per i motivi che più gli garba e - legittimamente - di dirlo, la tua risposta, è proprio di quelle che mi lasciano perplesso e mi fanno salire alla ribalta le domande con cui ho chiuso il post. Il punto è che un appassionato di cinema e un intenditore "vero" come dimostri di essere, non dovrebbe - per lo meno nel mio immaginario - apprezzare un film come questo. Ovvero, in altre parole non riesco proprio a capire che cosa ci trovi in un film così. Io non ci ho trovato proprio alcuna "meraviglia", né alcun "divertimento".

      Restando in tema di cinema fantastico, quando io penso alla "meraviglia" mi viene in mente un film come Jurassic Park (visto all’epoca) o Avatar (che cito proprio perché è un po' una porcata anche lui, ma visivamente è davvero meraviglioso). Mentre quando penso al "divertimento" penso, che so, a pellicole tipo Ritorno al futuro, a Star Wars, a MiB, al ciclo di Indiana Jones o allo stesso Jurassic Park. The Avengers non ha niente di tutto questo. Visivamente non ha alcunché di straordinario, ed è noioso da morire vedere gente che - in pratica - si insegue e/o si dà botte per due ore senza soluzione di continuità.

      Parlando di fumetti cinematografici, visto che citi Dark Knight, in confronto il primo X-Men (quello di Singer) o il primo Spiderman (quello di Raimi), per non parlare del primo Superman (quello di Donner, non quello inguardabile del medesimo suddetto Singer), erano dei ca-po-la-vo-ri. Sul Batman targato Nolan invece ho delle riserve: il primo bello, il secondo (il super-mega-celebrato Dark Knight) così così. Tutta la parte finale non l'ho sopportata. Il terzo non l'ho visto, anche perché uscirà la prossima settimana, ma non è che senta tutto questo formicolio nella prospettiva di andarlo a vedere.

      Attenzione, non dico che stai sbagliando o contesto la tua opinione, mi chiedo solo che cosa (ovvero quale processo assimilativo) ha "formato" il tuo gusto (e quello di milioni di altri come te) perché apprezzassero un simile prodotto (ma in generale penso che il concetto valga pressoché per tutto il genere action-movie). Voglio dire, negli anni ’80 che sono quelli che forse hanno forgiato e formalizzato il genere blockbuster grazie anche a dei cineasta di razza come Spielberg, ciò che veniva considerato “intrattenimento di massimo livello” erano quei film che ho citato prima. Oggi, a trent’anni di distanza, abbiamo Transformers, The Avengers e Fast and Furious. E non credo che sia una questione di nostalgia.

      L’impressione è quella, insomma, di aver assistito a un progressivo impoverimento di tutta la filiera, dalle capacità creative di chi fa i film, al gusto di chi li guarda. E ho la sensazione che questo aspetto abbia degli equivalenti anche in altre aree della vita di quei medesimi spettatori.

      PS Scusa per la lungaggine, Mr, mi sono lasciato prendere dal discorso! ;)

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  4. Quello non l'ho visto, però ho visto Iron Man e non m'è piaciuto. Non gradivo neppure i vari Terminator o i film con Van Damme

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    1. Ecco, fa' conto che Iron Man (che mi è capitato di vedere, ma non il 2) in confronto a The Avengers è un capolavoro. Comunque bisogna dire che almeno i primi due Terminator hanno qualcosina in più (nel loro genere di film di azione-avventura, ovviamente) rispetto ai vari Van Damme o Steven Seagal.

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  5. Non li ho mai sopportati neppure io. Questo l'hai guardato gratis? Io nemmeno se mi pagano... :D
    (sarebbe come mettermi a leggere 50 sfumature di banalità... ma che scherziamo?) :-))))

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    1. Gratis, sì. Anche se in fondo si potrebbe dire che l'ho pagato insieme col biglietto aereo... :-/
      Quanto al libro di cui parli, l'ennesimo fenomeno editoriale... Va tuttavia detto che essendo l'autrice anglosassone, posso affermare con assoluta certezza (anche non avendo letto il libro), che il suo prodotto - ancorché di intrattenimento - è molto probabile che possieda una certa qualità. Perché gli anglosassoni l'intrattenimento letterario tendono a saperlo fare bene e ne avrebbero da insegnarcene di cose...

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    2. In generale hai ragione, però la furbetteria commerciale, abbinata a banalità, prevedibilità e sciatteria, si sta facendo strada pure lì. Ho letto un bell'articolo di Severgnini (con cui non sempre concordo, anzi...) intitolato "50 sfumature di noia": metteva come esempio qualche riga del libro, e ti assicuro che molte raccomandatelle italiote farebbero fatica a scrivere peggio... :-))))

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    3. Sì, sì, caro Zio, io intendevo in linea generale, una linea di tendenza: nell'intrattenimento gli anglosassoni sono maestri, del resto la letteratura di intrattenimento, quella di genere, l'hanno inventata loro, anche perché in generale anche la realizzazione di un'opera di intrattenimento loro la prendono davvero sul serio, con una professionalità che gli italiani raramente sanno esprimere anche nelle cose più serie.

      Rispetto poi a E.L. James ammetto di non potere affermare alcunché, non avendo letto niente dell'autrice in questione. D'altro canto per giudicarla con un minimo di cognizione di causa, bisognerebbe anche prendere in considerazione la versione originale inglese, che la traduzione può essere capace di metterci parecchio del suo a scempiare cose già di per sé di scarso valore letterario.

      Resta il fatto che anche per "50 sfumature di..." si può applicare la stessa domanda suscitata da Avengers: che cosa ha portato la gente ad apprezzare roba del genere? Forse semplicemente lo sconfinamento della letteratura nei paradigmi della "moda"? Oppure una semplificazione/banalizzazione del gusto? Oppure, ancora, ha in realtà attirato lettori extra-letterari?

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  6. Sono d'accordo con te, The Avengers è un film bruttisssimo,penso che ho buttato via miei soldi per andare a veder questo film. Teresa J.

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    1. Film davvero di rara bruttezza. Grazie della condivisione, Teresa.

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  7. Sig. cose più serie24 agosto 2012 18:04

    Si, ma le hostess com'erano?

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  8. Sig. Perplesso25 agosto 2012 09:03

    In coerenza con i gusti cinematografici dell’umano medio, la recensione sul personale hostess potrebbe assumere un significato tendenzialmente negativa, a meno di ambigue interpretazioni del concetto di “professionalità”.

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    1. In coerenza con i gusti cinematografici dell’umano medio, ovvero con il classico luogo comune, le hostess tendono volentieri a essere giudicate più per le loro caratteristiche fisiche, che per come svolgono il loro lavoro. Giudicarle "professionali" invece desidera mantenere il giudizio ancorato alla qualità del loro lavoro. A meno di non bagnarmi la tastiera di intendimenti che in realtà tracimano solo da quella di chi pone la domanda.

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