Punti di vista da un altro pianeta

giovedì 10 maggio 2012

Fez and the City

Tre amiche intorno ai quarant'anni. Chiamiamole Vittoria, Rachele e Maria. Immaginatele una bionda, una rossa e una nera. Anzi no, nera no, facciamo bruna. Di certo più che benestanti. E una città senza nome. Potrebbe essere una città qualunque. Chiamiamola Città. Il giorno dopo le elezioni amministrative le tre si ritrovano su Faccialibro a commentare i risultati. E la discussione a un certo punto (quasi subito) degenera in maniera talmente inaspettata che non riesco a trattenermi e devo intervenire. E la conversazione precipita ulteriormente.

Quello che segue è infatti un dialogo realmente accaduto (trascritto letteralmente) cui mi è personalmente capitato di partecipare su Facebook due giorni fa. Tanto per spiegare i contorni... delle tre amiche in questione io conosco personalmente solo Vittoria, quella che ha dato il via alla discussione, avendo condiviso con lei alcuni anni di scuola superiore. Per il resto anche all'epoca non ci siamo mai frequentati, né ci siamo più visti e questa è praticamente la prima volta che ci riparliamo da venticinque anni a questa parte. Ergo è praticamente un'estranea.

La discussione, più che surreale, è indicativa di un modus pensandi agghiacciante che purtroppo credo sia assai più diffuso di quello che si possa pensare. L'ho voluto scrivere, anche per non dimenticarlo (mai). Lascio a voi ulteriori eventuali commenti.

[I nomi - ovviamente - non sono quelli originali, come pure ho eliminato dal dialogo tutti i riferimenti che potrebbero ricondurre ai luoghi e di conseguenza alle autrici delle siffatte affermazioni. Ah, io sono Alcide.]

Tutto comincia da questa dichiarazione di "stato" da parte di Vittoria che evidentemente non è contenta dei risultati delle amministrative:

Cara Città, sei una città di sfigati. Peccato non aver voglia di cambiare.

cosa che innesca la seguente reazione delle sue amiche:

Rachele: mipiace mipiace mipiace... come si fa a clikkare che mi piace tantissimissimo??

Vittoria: Cara Rachele, che amarezza!

Rachele: si, una vera amarezza, ci ritroveremo con le moschee dentro ai portoni....povera Città...

Vittoria: Già...povera Città. E povere noi!

Rachele: povera te, metti il guinzaglio a Claretta [figlia di Vittoria]!!!

Vittoria: Dici proprio bene zia!!!

Rachele: ti si fidanza con Ahmed...

Vittoria: Romano [marito di Vittoria] si suicida!! Ed io pure!!

Maria: No bisognerà far fori Ahmed....

Maria: Fuori

Vittoria: Già. Ma ma se andiamo avanti così farà fuori lui noi.

Maria: Per questo bisogna accopparli prima...

Vittoria: Bene, organizziamoci allora!

Maria: ok

Rachele: ci sto'

Vittoria: Non avevo dubbi, super Rachele!

Al che non ce la faccio a resistere e intervengo. La discussione continua così...

Alcide: La stragrande maggioranza degli immigrati extracomunitari è composta da brave persone che lavorano (e spesso fanno lavori che nessun italiano vuole più fare), rispettano il prossimo e non molestano nessuno, né a causa della loro religione, né a causa della loro cultura d'origine. Spero vivamente che quando avete scritto queste cose steste scherzando.

Maria: la stragrande......hahahahahahahaahahahahah ahaahahahahahahahaahhaahahahaha hahahahahahahahahahahaaha

Vittoria: Alcide per favore risparmiaci questi inutili luoghi comuni. Mi fai ridere.

Maria: io infatti mi sono piegata in due dal ridere!

Vittoria: Appunto!

Alcide: Maria, non vedo cosa ci sia da ridere. Come ogni comunità (comprese quella italiana) ogni popolazione ha delle percentuali di criminalità, delinquenza ecc. E da questo punto di vista gli immigrati non fanno eccezione. Ma demonizzare gli immigrati in generale, e i musulmani in particolare, denota profonda ignoranza della situazione del tessuto sociale, ma un ragionamento superficiale per stereotipi che non hanno alcun aderenza con la realtà. Rachele, i luoghi comuni sono i vostri. I luoghi comuni del razzismo e dell'intolleranza. Bella roba. Ecco un vero motivo per considerare Città una città da sfigati. Se i cittadini sono questi...

Vittoria: Alcide, mavaffanculo va!

Alcide: Complimenti, Vittoria, per l'educazione e la capacità di dialogo.

Maria: Rido perchè certi buonismi fanno ridere, tutto qui. Io non so che esperienza abbia tu riguardo agli extracomunitari, visto che parli con così tanta certezza. Io per la mia esperienza e per quello che vedo in giro, dissento dal tuo modo di pensare e ritengo che la città sia piena di sfigati e così piena di delinquenza grazie a alla gente che la pensa come te...

Alcide: Macché buonismi. Ci vuole realismo e civiltà. Cosa vedi in giro? Dove vivi? Io vivo a Città, quartiere X, ma giro ovunque e non vedo niente di strano. Non mi sento minacciato da nessuno. Gli extracomunitari non hanno mai minacciato me, o mia moglie, o qualcuno che io conosca. A parte alcune zone soprattutto dei vicoli che sono sconsigliate (ma che ci sono sempre state - del resto l'angiporto è da sempre storicamente un luogo difficile dal punto di vista della criminalità), per il resto che problemi - gravi - ci sono a Città? Dipingi Città come se non si potesse uscire di casa. A me questo tuo ragionamento sembra soprattutto frutto di un pregiudizio, che della realtà che si vive a Città.

Vittoria: Alcide tranquillo. Sono una persona molto educata e dialogo solo con chi dimostra di avere cervello. Non meriti la mia considerazione. Quindi ti ho scritto quello che una persona piccola come te si merita.

Vittoria: E sei prolisso e maestrino come ai tempi del liceo. Vai a fare il capoclasse altrove per favore, non sulla mia bacheca.

Alcide: ‎"persona piccola come te"? Per quello che ho detto?! Adesso sono io che rido.

Maria: Qui da me nel Quartiere Y gli extracomunitari minacciano spesso, soprattutto nelle viuzze isolate quando fa buio, poi se quello che vedi tu è legge, scusa se sono stata così ottusa o razzista, ma se guardi i dati sulla criminalità forse puoi ancora imparare qualcosa....

Maria: Ps: io nel Quartiere X ci sono cresciuta e ci abitano ancora i miei...ed il quartiere sta diventando una schifezza....

Vittoria: I miei genitori hanno subito ben quattro furti da parte di questi signori, subendo danni incalcolabili. Quindi lasciamo stare tutti i tuoi aeg discorsi non rappresentativi della realtà.

Maria: E io mi sono comprata un pitt bull, visto che da noi fanno mattanza negli appartamenti di notte, quando le persone dormono......

Alcide: Maria, non so bene a quali fonti ti riferisca quando parli di dati di criminalità. In rete ho trovato un po' di riferimenti (ma aggiornati al 2010) che parlano di tassi di criminalità sostanzialmente uguali tra reati tra immigrati e italiani. E comunque il punto è un altro. Un conto è l'immigrazione irregolare che va contrastata come crimine in sé e per quello che comporta (infatti sono i clandestini quelli che comportano il maggior tasso di criminalità, per forza di cose, ovviamente) e altra cosa sono gli immigrati regolari che vivono e lavorano normalmente e onestamente, che hanno tutto il diritto a stare qui e a essere trattati con rispetto. Del resto è un fatto che la società europea (mica solo Città) stia diventando sempre più multietnica e con questo ci dobbiamo già fare i conti non solo noi, ma soprattutto le generazioni che verranno.
Quanto a Quartiere X io ci sono nato e, pur essendomi spostato di poco, ci vivo ancora ora, e non è affatto uno schifo. In che cosa lo sarebbe? Per quanto mi riguarda non mi pare che si possa considerare così cambiato da trent'anni a questa parte, se non che il mio fruttivendolo ora è marocchino, è una persona gentile e squisita, ha della frutta e verdura buonissima e si spende molto meno che al mercato. Anzi di fruttivendoli marocchini ne ho due, e le peculiarità di cui sopra valgono per entrambi.
[fine delle risposte]

19 commenti:

  1. "Sono una persona molto educata e dialogo solo con chi dimostra di avere cervello": a prescindere dal fatto che invece costei è una maleducata fatta e finita, la cosa grave è che questi ultimi 20 anni hanno sdoganato l'arroganza dell'ignoranza crassa e di coloro che ne sono portatori, confermando così che il problema attuale non è solo politico, ma anche culturale. Che pena. Soprattutto che pena che costoro sproloquino pigiando tasti con le ditina senza aver collegato il cervello a pensieri e informazioni, ma solo ai 'sentito dire' della propaganda della tivvù. Che pena.

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    1. Hai ragione, ma direi di più, il problema è SOPRATTUTTO culturale e sociale. Il problemi politici finiscono per essere (solo) conseguenze dei primi. Riesce difficile credere che possa esistere un simile livello di ottusità, eppure è sotto i nostri occhi. Evidentemente più diffuso di quanto non si pensi. E tutto questo fa pena e anche (quasi) paura.

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  2. Agghiacciante. Soprattutto perchè pare che la storia non abbia insegnato nulla.
    Comincia sempre tutto così...
    :-(
    SPB

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    1. Spesso non insegna niente l'esperienza, figuriamoci la Storia.

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  3. Le tue civilissime risposte non hanno bisogno di sostegno, per cui mi soffermerei invece a fare un paio di riflessioni sul perché alcune persone arrivino ad esprimersi in questi termini.
    Non credo che la causa sia l'ignoranza. Penso si tratti di assoluta incapacità di affrontare i cambiamenti, che si esprime nel linguaggio della paura; la quale provoca comportamenti "tribali". Ci si stringe gli uni agli altri per "riconoscersi", fare gruppo, nell'illusione di esorcizzare la paura. Chiaramente l'intelligenza, in questo tipo di comportamenti, viene messa in cantina, perché quello che conta è rassicurarsi l'un l'altro. Tu hai disturbato il loro rito tribale, e infatti la discussione è terminata bruscamente.
    Questo mi fa anche pensare che il tentativo di discussione in questi sia perfettamente inutile; al limite persino dannoso (è una iperbole), perché talvolta basta lasciarli sfogare per farli tornare con i piedi per terra.
    Dubito che esprimano certi pensieri in altri contesti: antropologicamente ritengo che si tratti proprio di un rito di riconoscimento. Questo non vuole dire che dentro di me non provi un sordo e inesprimibile desiderio nei loro confronti.
    Del resto capiterà ad esempio anche a loro di avere un parente che abbia bisogno di una badante, e allora avranno forse poca voglia di fare stupidi riti.
    Buona giornata!

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    1. @Xtc: le tue riflessioni sono interessanti e totalmente condivisibili. C'è un aspetto tribale, di clan, di gruppo chiuso e, in questo caso io sono stato un elemento di disturbo. Non sono certo che siano però capaci di tornare autonomamente coi piedi per terra. Del resto non credo nemmeno che la discussione possa farlo. Io sono intervenuto perché non sono riuscito a resistere e ho voluto provocarle, non avevo certo la pretesa di "redimerle". Ciò che potrà farle tornare coi piedi per terra, sarà l'esperienza. Ma non tanto, io credo, attraverso per esempio il bisogno di una badante. Perché in quel caso la (sotto)pagheranno (e la sfrutteranno e magari la tratteranno anche male) e per questo la riterranno comunque una persona di serie B.
      L'unica speranza a mio avviso, alla fine sarà per loro vedere la società attraverso gli occhi delle generazioni a venire... perché la piccola Claretta avrà amici ed amiche di origini non italiane, la società moltietnica rende questo altamente probabile, e li frequenterà e li porterà a casa e andrà a casa loro, avrà relazioni con loro (magari anche sentimentali), e solo allora le mammine (forse) riconosceranno che non c'è nulla di male in questo. Ma in quel caso - sono pronto a scommetterci - si giustificheranno dicendo che sono gli extracomunitari a essere cambiati.

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  4. A colpire è soprattutto la banalità stantia e petulante della figlia che "si fidanza con Ahmed" e del padre che ci s'incazza. Vista la ristrettezza di vedute (propria di chi si sente proprietario della vita dei figli), immagino che s'incazzerebbe anche se la figlia diventasse Lesbica e si fidanzasse con una biondissima svedese di nome Annika... :)
    Ma per cercare di capire il loro disagio (ma NON la violenza disgustosa dei loro disgustosi propositi omicidi - che da brave femmine fascisteggianti immagino delegherebbero ai loro prodi e posizionati maschi) propongo questo spezzone tratto da un (come sempre intelligentissimo) film francese:

    http://www.youtube.com/watch?v=LqJvcrxYrYY

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    1. L'ottusità è sempre banale, nutrendosi di superficialità e luoghi comuni, che, come dici, nella fattispecie probabilmente varrebbero anche nel caso dell'omosessualità. Lo spezzone è fantastico. Film che non conoscevo, ma grazie a questa tua segnalazione recupererò. Grazie, Zio.

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  5. Anche su Marte esistono gli extracomunitari? Brutta parola!
    Io ho un'amica che un giorno mi disse "i negri mi fanno schifo ma solo se si avvicinano... non è che vado in giro a picchiare eh " e si definisce intollerante

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    1. Su Marte gli extracomunitari siete tutti voi terrestri. Lo schifo, la repulsione o qualsiasi tipo di pregiudizio nei confronti di un'altra etnia o nazionalità, sono derivazione della paura del diverso, di ciò che non si conosce, di ciò che temiamo potrebbe mettere in pericolo la stabilità delle nostre esistenze, di quello che potrebbe cambiare il paesaggio della nostra società, di quello che abbiamo, di quello che siamo. Potenziali ladri di cose e tradizioni, di valori e identità. Ma alla base di discorsi come questi c'è sempre e soprattutto la mancanza di conoscenza (e, peggio ancora, la mancanza di voglia di conoscere).

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  6. A me la cosa che più fa accapponare la pelle è in che cazzo di famiglia rischia di finire quel poverino di Ahmed...

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    1. Per Romeo e Giulietta non c'è nemmeno bisogno di scomodare il razzismo.

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  7. per favore non mi linciare per questa domanda...
    esattamente, cosa speravi di ottenere intervenendo nella discussione?
    nel senso...davvero speravi dati i presupposti di far cambiare idea, di inserire una pulce nell'orecchio di una persona che oltretutto non senti da venticinque anni? eri davvero così fiducioso?
    davvero hai così tanta speranza di riprendere una persona che ha almeno quarant'anni, che ha quest'idea malsana inculcata da presumibilmente troppo tempo...con un commento sulla bacheca di faccialibro?
    forse esiste un punto in cui quasi vale la pena lasciar perdere, in cui non ha più senso tentare di influenzare con mezzi impersonali (siano essi faccialibro, campagne di sensibilizzazione o non so che), in cui si può provare ad aiutare solo chi si ha affianco, non l'estraneo...
    forse è troppo tardi per recuperare i geniori, tanto vale concentrarsi nel salvare i bambini...

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    1. Perché dovrei linciarti? ;-)
      La risposta alla tua domanda è ASSOLUTAMENTE NIENTE. Non pensavo di ottenere alcunché da intavolare una discussione con loro. Certo non di fargli cambiare idea. E' un discorso che mi fatto incazzare di brutto e ho solo voluto provocarle, rompergli le scatole, disturbare, come detto da Xtc qui sopra, il loro rito fascista, solo per il gusto di farlo. Quasi un dispetto.

      Per influenzare sono d'accordo con te. Ci vogliono mezzi impersonali. Si fa cambiare idea e opinioni, veicolando lentamente altri tipi di valori, senza dire "sei un idiota stai sbagliando" (tipica frase che - ovviamente - suscita irrigidimento e chiusura nel destinatario).

      Da questo punto di vista i bambini sarà più facile salvarli, perché loro dentro a una società multietnica ci si ritroveranno per forza a vivere e per loro sarà normale avere Ahmed come compagno di banco.

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  8. A queste ridicole auguo solo che la figlia si fidanzi con un dottore ivoriano di 2 metri e che questi, accortosi dell'inadeguatezza della famiglia della ragazza, la molli in quattro e quattr'otto, magari incinta.
    Anzi, no, che gli ha fatto il povero bambino, che se la porti in Africa a vivere felice lontano da quelle arpie di madri con il cuore nero come la loro coscienza, politica e non.

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    1. Se tra vent'anni la figlia si presentasse loro con il dottore ivoriano di 2 metri, secondo me le megere rischierebbero di finire con l'essere... invidiose. ;)

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    2. Secondo me sono già ividiose adesso, da quelle megere rinsecchite che non sono altro.

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  9. Irriverent Escapade17 maggio 2012 15:06

    Mi auguro (per i protagonisti) che questa conversazione sia, in realta', frutto di una illuminata immaginazione.
    Vivo a Milano, in una zona dove, in pochi km quadrati, trovi il mondo, da Oriente ad Occidente
    Sono condomina di ragazzi Senegalesi e Ghanesi, laureati, che parlano almeno 3 lingue e che per vivere vendono gli ombrelli sotto la metro o ( quando va meglio) le fintevutton ai margini dei mercati rionali; ma sono anche collega-genitore di mamme egiziane che vivono nella Metropoli allo stesso modo in cui vivrebbero nelle campagne della loro Patria: accudendo la famiglia, uscendo solo per le strette necessita' e, soprattutto, mantenendo intatte le proprie abitudini, ovvero, dalla lingua in avanti "non occidentalizzarsi". Conosco e frequento splendide mamme marocchine e tunisine, che cercano di trovare, invece, il giusto equilibrio fra la loro realta' di origine e quella che vivono qui; conosco centro-sud americani che vivono in simbiosi solo tra di loro; vedo fiumi di educati filippini che, garbatamente, declinano ogni invito.
    Vedo tanti (troppi, ahime) italiani, finti progressisti ma veri radical chic che fanno bandiera del vivere in un quartiere multietnico, dell'essere in mezzo al.mondo, salvo poi ammettere che l'unico vero contatto con "extracomunitari" lo hanno con la colf che pulisce la loro merda (perdonami il francesismo).
    L'integrazione, vista da dentro, caro Marziano e` molto difficile. Semplice parlarne (spesso senza esperienza) giocoforza scadere nel qualunquismo. Senza intelligenza, buona volonta ed impegno ( da parte di tutti i soggetti in causa) non si giunge a nulla. Io resto comunque ottimista.

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    1. Scusa per la tarda risposta. Purtroppo non credo che la conversazione sia stata frutto di immaginazione. Sono certo che costoro non avranno mai il coraggio di mettere in atto i loro propositi, ma i sentimenti che le animano sono assai realistici e ben radicati nella loro mentalità che ha già ben oltrepassato il confine del qualunquismo ed è approdata in pericolosi territori neo-fascistoidi (senza peraltro necessariamente che loro se ne rendano conto).

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