Punti di vista da un altro pianeta

venerdì 16 marzo 2012

Metafantasie da fondoschiena

E poi c'è questa faccenda del girarsi. Uomini certo, forse soprattutto uomini, ma anche donne, magari soltanto con quella maggior dotazione di discrezione e stile che è loro propria in (quasi) ogni occasione. Inutile nascondere che si tratta di un gesto peculiare, perché se da un lato gli altri animali ("altri" perché anche l'essere umano, vale la pena ricordarlo ogni volta che è possibile, lo è), per esempio i cani, lo fanno a corollario di una subitanea nostalgia di similarità e di desiderio di placare anche solo per poco un isolamento razziale imposto socialmente, oppure, in alternativa, a inseguimento dell'ipotesi di un afrore ormonale a consenso di una prospettiva riproduttiva priva di qualunque malizia, negli esseri umani i contorni di quella spirale cervicale rincorsa a guardare chi ci ha appena superato, ancorché non uno qualunque, generalmente mirando al culo (ma anche alle gambe o alla schiena a seconda del sesso, dell'abbigliamento e delle preferenze individuali), dopo aver peraltro già preso visione del Lato A che ha dato il via al processo, è sinonimo di qualcosa di diverso.

Perché al di là degli odori o delle solitudini, che - beninteso - anche negli umani possono esserci, come pure delle reali prospettive sessuali, che sono il vero motore di quel torcicollo compulsivo (ragione per cui lo si vede accadere con una frequenza direttamente proporzionale al concentrato di ormoni nel sangue), il gesto lo si riscontra anche a fronte di una totale omissione di queste. Perché se il cane si volta per concedere al suo istinto di annusare una possibilità ludica o biologica, l'essere umano è disposto a correre il rischio di strappo muscolare anche nella piena consapevolezza che quel gesto non potrà mai essere dotato di un'autentica aspettativa reale. D'altro canto l'apparente vacuità e insipidezza dell'atto non è sufficiente a far desistere da quello che sembra l'ennesimo paradosso del comportamento umano. Ma in questo caso l'apparente stravaganza è in realtà anche sinonimo di qualcosa di unico e bellissimo, un'attitudine straordinaria del tutto distintiva, trattandosi in ultima analisi non solo del nutrimento di una pura fantasia, sia essa geometrica (ortogonale), religiosa (missionaria), ippica (!), o quella che volete voi, ma anche addirittura della mirabile coltivazione tutta umana (ma anche un po' marziana) della fantasia di una fantasia.

Se poi, più prosaicamente, vi trovaste anche solo nella condizione di aver bisogno di un (valido) alibi al gesto, ora ne avete uno. Ringraziatemi.

21 commenti:

  1. Tralasci la componente puramente contemplativa. L'occhio si pasce della bellezza in ogni sua forma, senza bisogno d'ulteriori giustificazioni :-)
    Buona giornata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non la tralascio. E' solo che in questo caso quello della pura componente contemplativa mi pare un alibi che fa acqua da tutte le parti.

      Elimina
    2. Non ho detto "pura componente contemplativa", ma "componente puramente contemplativa". C'è un abisso.
      O siamo animali oppure no, e nel non esserlo c'è anche l'Estetica di Hegel, che Cervello giustamente tira in ballo. Se un uomo si gira per guardare un culo c'entra qualcosa il fatto che nei primordi ci si accoppiava in modo pecorino, come qualunque quadrupede sa. Se una donna si gira per guardare un culo, questa motivazione va a farsi friggere. Forse allora le donne sanno cosa sia l'Estetica, e gli uomini non ancora? Alibi a parte. Ma servono gli alibi? Io non ho bisogno di alibi. Tu? :-)

      Elimina
  2. Niente male davvero, questo alibi. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se ti capiterà di usarlo, mi piacerà sapere le reazioni...

      Elimina
  3. Ad esplicita richiesta, grazie.
    Ciao.

    RispondiElimina
  4. Adesso quando si girano penserò alle tue parole e mi verrà da sorridere. Bello! :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Essere l'artefice di un sorriso è il massimo cui uno scribacchino possa aspirare.
      :-)

      Elimina
  5. Non sottovalutiamo l'arte dell'Estetica. Hegel ci ha campato e non penso fosse proprio un barbone.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come dicevo sopra a Xtc, in questo frangente l'aspetto (puramente) estetico a mio avviso è sopravvalutato. La realtà accarezza gli individui con miliardi di cose bellissime che tuttavia vengono ignorate...

      Elimina
  6. sia essa pure musicale (mandolino). :)

    RispondiElimina
  7. Anche quella del voltarsi è un'arte.
    "Mi volto anche solo/
    al pensiero del tuo passare".
    Superbianchi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ottimo esempio di metafantasia. (applauso)

      Elimina
  8. Se fossi una moglie gelosa, in reazione a un alibi del genere, per cena servirei Chappy in una ciotola sul pavimento. Metavendetta?

    RispondiElimina
  9. Risposte
    1. Anche il quadro svedese non ci stava male.

      Elimina
  10. Mai letto un resoconto tanto elaborato di un gesto che ci viene così naturale :) very nice!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie alana! :-)
      Del resto la naturalezza di un gesto non è detto che sia sinonimo di semplicità degli intenti che ci spingono a farlo.

      Elimina

Poiché vorrei evitare di attivare la moderazione, vi prego di moderarvi da soli. Grazie.

License

Creative Commons License
I testi di questo sito sono pubblicati sotto Licenza Creative Commons.

Statistiche

Blogsphere

Copyright © Il grande marziano Published By Gooyaabi Templates | Powered By Blogger

Design by Anders Noren | Blogger Theme by NewBloggerThemes.com