Punti di vista da un altro pianeta

venerdì 19 febbraio 2016

Quel che sarà delle unioni (in)civili

Quando ho letto del rinvio del ddl Cirinnà sono stato a un passo dal correre in bagno a vomitare. Nauseato di come questa classe politica ipocrita e opportunista stia facendo il minuetto dei veti incrociati e della propaganda politica sulla pelle dei diritti fondamentali di una parte di nazione (tutti quanti, compresi i duri e puri del M5S, che proprio per la loro ostentata durezza e purezza in questo frangente hanno fatto la figura più meschina, ormai perfettamente integrati e lubrificati nell'ingranaggio che dicevano di voler scardinare come una scatoletta di tonno).

Quanto ancora l'Italia dovrà farsi riconoscere nel mondo per la sua ipocrisia religiosa (o la sua sudditanza vaticana), per la sua mentalità retrograda, per la sua drammatica mancanza di senso di civiltà, per la sua triste incapacità di entrare nella modernità? Per quanto ancora dovremo vergognarci con il resto dell'Europa per quanto un popolo di stronzi (altro che poeti, santi e navigatori) noi siamo?

Perché a parte i diretti interessati, sono davvero pochi coloro cui importa di questo ddl. Eppure la politica e i media si comportano come se fregasse a tutti, fanno credere che freghi davvero a tutti e finisce che adesso tutti credono che importi davvero loro qualcosa. Invece non è così. Come è già successo per altri scontri epocali combattuti per altre conquiste di civiltà come il divorzio o l'aborto, in cui come sempre succede in questi casi la gente si straccia le vesti, lancia anatemi, sentinella in piedi, ulula e giovanarda, quando questo ddl - o uno molto simile a esso - entrerà in vigore, improvvisamente la gente che si stracciava le vesti, che lanciava anatemi, che sentinellava in piedi, che ululava e che giovanardava, tutta questa gente - puf - sparirà. Succederà che tutta questa gente improvvisamente si renderà conto che a loro il ddl Cirinnà non avrà cambiato nulla, ma proprio nulla di nulla, che nulla sarà loro tolto e che potranno fare la loro vita esattamente come facevano prima. Dunque tempo una puntata di C'è posta per te e se ne saranno dimenticati. Certo, magari nel frattempo i loro vicini (o le loro vicine) di casa - che loro continueranno a guardare un po' di traverso - saranno più felici. Ma non è detto che dovranno esserne per forza invidiosi.

6 commenti:

  1. Hai espresso anche il mio pensiero, solo in modo molto più educato :)
    Sono dieci anni che aspetto per la famiglia che io e il mio compagno abbiamo creato, i diritti che ci spettano come li ha qualsiasi altra famiglia (i doveri li abbiamo già e li rispettiamo, tra l'altro).
    Un grazie personale per la solidarietà :)
    Orlando

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    1. Grazie a te, per l'apprezzamento e l'attenzione. Sono certo che i diritti arriveranno, perché certi cambiamenti semplicemente non possono essere fermati. Ma quanta fatica e quanta amarezza...

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  2. Questo è un paese dimezzato, come il visconte di Calvino, inutile parlare di diritti in questo pollaio per mentecatti. Adesso è tutto un fiorire di argomentazioni del livello "è stato lui", "no, è stato lui", una danza penosa tra il partito della giovane marmotta fiorentina e quello degli albergatori di lusso.

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    1. Questo paese è - molto semplicemente - una succursale del Vaticano.

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  3. Mi vergogno di essere cittadino di vatikalia-lobotomitaly, e aspetto con ansia che questa kiesa ipocrita, troglodita, maschilista, ammuffita (che non dà fuoco ad altri Giordani Bruni solo per mancanza di fiammiferi), mi invii su concreto pezzo di carta l'Onorificenza che mi merito in quanto eretico autopensante: la Scomunica.
    La mia solidarietà a tutte le Persone che vivono nell'Amore, e vedono questo Amore considerato di serie B non solo dalla misera kiesa, ma anche da uno Stato servo e sciocco.

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    1. Questa Italia riesce sempre a trovare un nuovo modo di fare vergognare i suoi cittadini. E poi si lamentano che non abbiamo uno "spirito nazionale". Perché mai dovremmo essere fieri di appartenere a questa Italia?

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