La democrazia non potrà mai essere portatrice di grandi cambiamenti. I grandi cambiamenti (come le vere rivoluzioni) sono traumatici per il popolo, mentre - per converso - la democrazia ha bisogno di compiacere il popolo, perché è di questa compiacenza che si alimenta.
Il problema è che a nutrire le rivoluzioni è il popolo, nel senso che nelle rivoluzioni il popolo è il combustibile che le alimenta e come tutti i combustibili brucia. Dopo torna ancora una volta l'oligarchia. Visione cinica, ma la storia finora non l'ha disdegnata.
Il problema è che il popolo vuole (sempre) il cambiamento, ma lo vuole (sempre) a costo zero. E siccome lo vuole a costo zero, la politica (democrazia) gli dà quello che vuole, perché la democrazia dà sempre al popolo quello che vuole. Peccato che un cambiamento a costo zero, sia un non cambiamento, perché i cambiamenti non sono mai a costo zero. E quando parlo di costo zero, lo intendo sia dal punto di vista morale, che materiale.
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Il problema è che a nutrire le rivoluzioni è il popolo, nel senso che nelle rivoluzioni il popolo è il combustibile che le alimenta e come tutti i combustibili brucia. Dopo torna ancora una volta l'oligarchia. Visione cinica, ma la storia finora non l'ha disdegnata.
RispondiEliminaIl problema è che il popolo vuole (sempre) il cambiamento, ma lo vuole (sempre) a costo zero. E siccome lo vuole a costo zero, la politica (democrazia) gli dà quello che vuole, perché la democrazia dà sempre al popolo quello che vuole. Peccato che un cambiamento a costo zero, sia un non cambiamento, perché i cambiamenti non sono mai a costo zero. E quando parlo di costo zero, lo intendo sia dal punto di vista morale, che materiale.
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