Punti di vista da un altro pianeta

martedì 7 aprile 2015

Sala d'aspetto (come un esercizio)

La gente parla. Parla per ascoltare le proprie parole illudendosi che siano vaccini contro l'ebola. Fare la narrazione della tua vita per renderti un supereroe. Invece non è un mantello e nemmeno una maschera, è solo polvere sulle corde vocali. Il tempo, il calcio, la casta, mugugni a cavallo delle proprie opinioni per una gara cui si partecipa sempre da soli. Sei su un ronzino, ma vinci lo stesso. L'interlocutore è solo un autoscatto al contrario, uno specchio con cui parlare. Le sue risposte sono spot pubblicitari di prodotti che non ti interessano neanche se sono in offerta speciale. Ma neanche a lui interessano i tuoi. Conta solo che siate lì, a simulare di essere vivi, l'uno per l'altra, affinché possiate in continuazione provare a vendervi qualcosa di cui all'Universo (tranne a ciascuno di voi stessi) non importa un accidente.

Ognuno coccola il proprio discorso come fosse il solo e l'unico, corollario di un Big Bang che ha separato tutte le cose e le fa andare ciascuna per la propria strada in un'espansione accelerata e infinita. Il tuo (illuminato) giudizio è ciò che vale, l'economia, il governo, gli arbitri, esercizi continui di autoaffermazione in scompartimenti occasionali. Acidità di stomaco, complicazioni scolastiche, ragazzini che hanno rapporti intimi con Playstation, mamme all'ospizio che danno di matto giocando a canasta, nonni a casa che si rompono il femore cambiando la lampadina della cucina, ravattare scampoli di identità nella cesta dell'impiccio.

Colpi di tosse sputacchi starnuti, batteri nebulizzati alla deriva nella speranza di approdare su un ospite che non abbia nulla in contrario a favorire una riproduzione (asessuata), bambini-pannolini come un accoppiata di merda, blastoidi blasé, blatte blasfeme, blasoni blanditi, si stanno lasciando, storie di ordinaria depilazione, iperboli e menzogne, culi da palpare e brutte malattie che mi ossessionano, non farcela ad arrivare a fine mese e passare i weekend al centro commerciale, cosa mangiamo stasera?, balletto di unghie finte, scommesse, D&G, smartphone, come un'imperdibile raccolta-punti a beneficio del proprio ego.

E poi donne, quelle da una botta e via e quelle che ti rompono il cazzo, extracomunitari del cazzo (ma non sono mica razzista), zingari del cazzo (ma non sono mica razzista), froci del cazzo (ma non sono mica razzista), il cazzo di Rocco Siffredi (ma non guardo mai il porno, solo l'Isola dei Famosi), lui sì che ha capito tutto, e ti calibri sempre al centro dell'attenzione di due persone, dove una delle due persone sei tu.

Ora, dico io, ma perché diavolo non vi leggete un cazzo di libro (come me) e ve ne state un po' zitti?!

2 commenti:

  1. Ho riso, tanto, per le recenti esperienze.

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  2. Magari. C'è un eccesso di concetti. Espressi e mai vissuti.

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