Punti di vista da un altro pianeta

venerdì 13 settembre 2013

La tenerezza delle rette parallele

Fa un po' tenerezza assistere allo scambio epistolare tra Eugenio Scalfari, colosso (ateo) del giornalismo italiano, e Papa Francesco. Fa un po' tenerezza perché sotto quello smalto di originalità che Scalfari attribuisce alle risposte del Papa, e che dovrebbe (o potrebbe) essere desunto dall'interesse che dovrebbe essere suscitato dalle domande da lui poste, quello che resta è la solita manciata di banali chiacchiere da sagrato o da zerbino quando il parroco viene per benedirti la casa, dentro l'abito talare, la cotta un po' spiegazzata dalla lunga giornata, la stola che sa di muffa e incenso, una valigetta di pelle nera a penzolargli in fondo a un braccio e il chierichetto al seguito (i volantini con la preghiera li tiene lui), che tu hai socchiuso la porta (blindata) giusto quel palmo per dirgli: "Grazie, ma non credo" e lui ti risponde: "Guardi che Dio la ama lo stesso", argomenti per non-udenti che, sotto quella patina di apertura e amicizia (non certo ipocrita, per carità), evidenziano l'incomunicabilità asimmetrica di due mondi. E se l'incomunicabilità non sarebbe un problema, è l'asimmetria a rendere la questione (sempre) alquanto spinosa. Perché a un ateo non interessa convertire il credente, ma la presuntuosa ostinazione del viceversa non potrà mai rinunciare alla sua missione.

7 commenti:

  1. la tua ultima frase dice tutto. Resta il fatto che in questo paese c'è talmente tanta benevolenza nei confronti del clero, da parte di politici e giornalisti che fanno le loro veci, da dover dare un'importanza a questo scambio di parole. In fondo sono due persone come le altre.

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    1. Ma sapete chi se ne frega se voi atei vi convertite o meno? Voi vi tenete i vostri malesseri esistenziali, noi siamo felici quando ascoltiamo la voce di Dio, che inizia da dentro e dopo ti configura con l'Universo.

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    2. Sono l'anonimo di poco fa, non voglio rimanere tale: mi chiamo Escalation.

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    3. @Inneres: Scalfari ha appena detto (giustamente), su LA7, che l'unica cosa straordinaria di questa "lettera", è la lettera stessa. Ovvero il gesto del Papa. Del contenuto s'è già detto.

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    4. @Escalation: a prescindere dal fatto che la fede (qualunque essa sia) è ben lungi dall'essere panacea di tutti i malesseri esistenziali degli uomini e che, almeno per quanto riguarda il sottoscritto, vivo benissimo il mio assoluto agnosticismo (non ateismo) in pace con me stesso e l'Universo intero (sarà che son marziano); la predicazione rivolta verso la conversione è missione precisa, definita e strutturata del cristianesimo nei confronti di coloro che non credono. E se non riesce a convertire, almeno cerca di imporne la morale alla società.

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  2. La cosa deprimente, profondamente deprimente, è che il Papa si prenda il disturbo di leggere scalfari, e di rispondergli pure.
    Rivoglio Giulio II, aridatece i Borgia.
    scalfari, ma ti rendi conto? Per Dio, scalfari per Dio

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  3. Il Papa fa bene a leggere Scalfari, a svuotare i conventi, a far fuori le Fondazioni che gravitano attorno al Vaticano e rubano montagne di soldi, a lasciar sereni gay e divorziati. Se poi lasceranno sereno lui, i nuovi lanzichenecchi, tanto di guadagnato.

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