Punti di vista da un altro pianeta

sabato 24 dicembre 2011

Il (non)senso degli auguri

Ma qual è il tuo bisogno di fare (o di ricevere) gli auguri, spesso a/da degli sconosciuti che non sai nemmeno che faccia hanno? Addirittura oggigiorno gli auguri ti arrivano da entità incorporee tipo società o negozi. "Tanti auguri da Feltrinelli.it!" Ma che cazzo te ne può fregare degli auguri di Feltrinelli.it? (Mentre gliene frega molto a Feltrinelli.it che in questo modo cerca di entrare in familiarità con te). Lasciando da parte questi casi per certi versi estremi e restando negli auguri di natura "personale", a parte la buona creanza e il fatto che non costa niente - cose che in verità hanno un ruolo niente affatto trascurabile -, qual è lo scopo sociale degli "auguri di Natale"? O anche solo di augurare "buone feste"?

Orbene, non si può negare che già solo per il fatto di essere feste, sono buone (comunque meglio di quando non lo sono). Il fatto poi che un'eventuale sfiga possa essere percepita come peggiore in questo periodo dell'anno, piuttosto che in un altro, è un semplice sintomo di autoreferenzialità dovuta alla stessa (pretesa) "straordinarietà" dei giorni in questione. In altre parole, il fatto che siano considerati giorni speciali, implica la necessità di una sorta di illusoria assicurazione, stipulabile esclusivamente tramite una qualche scaramanzia augurale.

Discorso diverso per gli auguri di Buon Anno, maggiormente concepibili, nonostante la loro palese inefficienza, un po' perché hanno un senso in termini ontologici, ovvero di speranze positive rispetto al ruolo che il destino avrà nelle vite dei protagonisti durante l'arco dell'anno a venire. Ma anche perché il ricevere quel tipo di augurio è semplicemente la testimonianza (vera o ipocritamente presunta) di qualcuno che spera che ti accadano delle cose positive.

Entrambi i casi però hanno qualcosa in comune, ovvero che l'augurio (sincero) trova la sua ragione d'essere più che altro dal rapporto tra il mittente e il destinatario degli auguri, ovvero dalla presenza di qualcuno che in qualche modo ti è vicino o ci tiene a te, al tuo bene e al fatto che tu sia (davvero) felice. Gli auguri sensati restano pertanto solo quelli alle/dalle persone che ottemperano a queste caratteristiche. Tutti gli altri sono solo figli illegittimi di buona educazione.

Per quanto mi riguarda, dunque, rispetto alla misura in cui tengo a voi, cari lettori, ovvero perché siete la ragione per cui questo blog prova ad esistere giorno dopo giorno, auguro a tutti voi di trascorrere le feste in serenità. Vi invito altresì a non illudervi che questo non dipenda affatto da voi.

19 commenti:

  1. Efficace. Come sempre. (che resti tra noi, altrettanto a te).

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  2. Non fa una grinza.
    Quindi niente auguri ;-)

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  3. Ma guarda che furbetto ;-)
    Sono d'accordo con tutta l'argomentazione, e in virtù della doppia negazione finale, buona continuazione di danza a te e a me - insieme (e insieme a tutti gli altri amici ancora!) :-)

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  4. Saranno anche figli illegittimi di buona educazione ma a me vedere una persona che mi sorride e mi augura buone feste, anche se non la conosco, mi scalda il cuore. Sarò anche marziana dentro....ma sono pure fottutamente e orgogliosamente terrestre.
    Per cui TANTI ENORMI GIGANTI MELASSOSI AUGURI DI BUONE FESTE Grande Marziano. :-)
    Con gli occhi che sorridono.
    Superbianchi
    PS: l'unica cosa che invece sarebbe veramente da obiettare è che le persone dovrebbero augurarsi e sorridersi 365 giorni l'anno. E non solo per le feste di Natale.

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  5. auguri o non auguri, è natale e siamo tutti più buoni (da mangiare).

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  6. Visto che il nostro rapporto è dato solo dalla lettura superficiale, ma gradevole, del blog, tenuto conto comunque della buona educazione e dei suoi figli più o meno legittimi, volendo trovare quindi una via di mezzo fra l'augurio vero e proprio (di cuore, con aggiunta di un rene e mezzo polmone destro) e la più totale indifferenza, visto tutto ciò propendo per un mezzo augurio (derivante da un'antica consuetudine dei nativi americani): AUGH!!

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  7. per quanto ho potuto vedere io: quest'anno di auguri se ne sono fatti pochi, le genti... e pure tra i denti (come se la colpa di tutto fosse del prossimo tuo più vicino!)

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  8. Smanettando tra i blog mi è capitato il tuo e questo post racchiude tutto quello che penso in questo periodo anche se ho la sensazione che adesso le persone sono molto più razionali , schifate, attente e archiviano senza neppure leggere i finti auguri di chi è alla ricerca disperata di non finire nell'anonimato. Ecco concludo dicendo che adesso la gente è più attenta, iffidente ma anche pià disperata.

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  9. Qualcosa del genere lo penso anch'io!

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  10. Conoscenti virtuali, AUGURI virtuali.
    Cristiana

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  11. @Minerva Jones: furbetto? Io? E quando mai?! ;-) Buona danza a tutti, dunque!

    @Anonimo (Superbianchi): ed è proprio il fatto di farlo una volta l'anno che lo rende (fottutamente) ipocrita e - per quanto mi riguarda - molto irritante. Difatti lo accetto solo da quelli che sono capaci di farlo anche gli altri giorni dell'anno. Comunque gli auguri "melassosi" li ricevo e li ricambio volentieri. Mi viene pure da leccarmi le dita...! :-)

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  12. @Inneres Auge: io non sono più buono a Natale. Né da mangiare, né altro. Nemmeno con lo zucchero a velo o la cremina chantilly sopra.

    @PuroNanoVergine: e AUGH! sia, magari con lo scambio di un buon calumet...! ;-)

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  13. @angie: non lo so questo. Da quassù non mi è parso. Forse che sia stata una sorta di attribuzione augurale della crisi? In fondo gli auguri sono gratuiti e il loro prezzo non aumenta. E un augurio, vero o presunto, non si nega neanche al vicino rompicoglioni. O forse sì? ;-)

    @Simona Bertocchi: penso sempre sia difficile generalizzare. Le generalizzazioni funzionano solo con le statistiche (quelle ben fatte). E questo dà la misura del loro funzionamento. Credo però che sia vero che la gente sia meno ingenua e dunque forse meno disposta a credere alla sincerità del prossimo, auguri compresi. La disperazione però è altra cosa. E per questo penso sia una parola da usare con attenzione e moderazione. Grazie e benvenuta! :-)

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  14. @Adriano Maini: penso che in molti lo pensino, ma che molti di meno ci si soffermino.

    @Cristiana2011: ma che differenza c'è tra gli auguri virtuali e quelli non virtuali?! ;-)

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  15. Sig. Ogni tanto30 dicembre 2011 22:53

    Aspetta un attimo che non mi viene nulla per iniziare a scrivere. Forse si, lascio questa frase che magari sembra anche frutto della mia pungente mente; del resto sono pur sempre un essere superiore (no, sta cazzata dell'essere superiore pure me l'ero gia inventata). Comunque, in fondo, a fare gli auguri sono pur sempre le persone, con la forma che ognuno gli da. Io un "auguri" o "buone feste" a chi che sia estraneo (un negoziante, il vicino, la tabbaccaia che porta la minigonna anche di questi tempi etc.) lo dico sempre, in modo disinteressato (ok, la tabaccaio non tanto) e con la stessa buona educazione e cordialità con cui gli altri giorni dico "buon giorno". Forse ho qualche difficoltà ad elargire e ricambiare simpatici auguri a tanti cari conoscenti, ma ho dovuto imparare a farlo perchè non vivo sul tuo pianeta. Per questo, non essendovi quelli sentiti e graditi, capita che ad esser per lo meno sinceri siano proprio quei rapidi gesti di buona educazione verso qualche estraneo. Poi, ovvio, c'è il consumismo, l'ipocrisia e tutto quel che si trova il qualsiasi categoria d'interazione socale, ma non dimentichiamoci che ogni tanto essere meno perlamoli non fa male.

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  16. @Sig. Ogni Tanto: c'è da dire che valendo, nei casi di cui parli appunto, la stessa paternità della buona educazione (tranne per la tabaccaia, s'intende), questo almeno minimizza il ruolo dell'ipocrisia. E almeno c'è il contatto umano. Quel sorriso, quel gesto, magari rapido, magari un po' distratto, che però mette in qualche modo in comunicazione, ovvero in una sorta di riconoscimento reciproco, due essere viventi seppur per una frazione di attimo. Altra cosa sono invece gli auguri di Vodafone...
    PS Ma cos'è essere "perlamoli"?!

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  17. Sig. ehm.......3 gennaio 2012 12:10

    ....si insomma, ecco, come dire...ah si, ci sono: è un antico sinonimo di permaloso.

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